8 Febbraio 2026

Un sacrificio mai dimenticato

La cerimonia religiosa di commemorazione del maresciallo di Polizia Vittorio Maggiore
La cerimonia religiosa di commemorazione del maresciallo di Polizia Vittorio Maggiore

Cerimonia di commemorazione a 53 anni dalla morte del maresciallo di Polizia Vittorio Maggiore, ucciso a Bari in un conflitto a fuoco. Nella chiesa Matrice e poi presso il cimitero il ricordo di un uomo (Medaglia d’oro al valor civile) che anche nel momento più estremo si è preoccupato della tutela dei cittadini

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A 53 anni dalla tragica morte del maresciallo della Polizia di Stato Vittorio Maggiore, Medaglia d’Oro al valore civile, ucciso in un conflitto a fuoco avvenuto a Bari nel quartiere Poggiofranco, si è tenuta stamane, 19 gennaio, nella chiesa di Maria Santissima Assunta di Ceglie Messapica la cerimonia di commemorazione.

Il maresciallo Vittorio Maggiore

Al rito religioso concelebrato da don Claudio Macchitella, assistente spirituale della Polizia di Stato, e don Domenico Carenza, parroco della chiesa hanno partecipato il prefetto di Brindisi Guido Aprea, il vicario del questore di Brindisi Vincenzo Zingaro, il sindaco di Ceglie Messapica Angelo Palmisano, Autorità civili e militari della Provincia, dei figli del sottoufficiale Lucia e Tommaso, dei familiari. Poco dopo presso il Cimitero comunale, nei pressi di una targa commemorativa già presente, si è data lettura della motivazione della Medaglia d’Oro, resi gli onori ai Caduti e deposta una corona di alloro. Il corteo ha poi raggiunto la lapide del Maresciallo per depositare un omaggio floreale.

La cerimonia si è conclusa con gli interventi in ricordo del maresciallo da parte del prefetto Guido Aprea, dei figli Lucia e Tommaso e del sindaco Angelo Palmisano.

Il maresciallo Vittorio Maggiore fu ucciso in una sparatoria avvenuta il 19 gennaio 1973 nel quartiere Poggiofranco a Bari. Aveva 49 anni. Appartenete alla Squadra Mobile del capoluogo pugliese, insieme ad altri tre agenti stava attendendo l’uscita dall’abitazione dei genitori di un pregiudicato, latitante per un tentato omicidio.

Quando l’uomo uscì dalla casa e salì su un’auto, una Fiat 500, gli agenti cercarono di arrestarlo, ma questi reagì aprendo il fuoco contro di loro. Per non colpire le sorelle, il maresciallo Maggiore si scagliò contro il ricercato cercando di disarmarlo, ma l’uomo reagì sparando un colpo di pistola al volto di Maggiore, uccidendolo sul colpo.

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