19 Aprile 2026

Conferenza su San Francesco

Francesco onorato da un uomo semplice, è la profezia del suo futuro (affresco di Giotto)
Francesco, onorato da un uomo semplice: è la profezia del suo futuro (affresco di Giotto)

La parrocchia di San Rocco a Ceglie Messapica ha organizzato un incontro per martedì prossimo. Don Mimmo Sergio, docente di Teologia dogmatica, parlerà del santo poverello di Assisi e della Passione di Gesù

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di Damiano Leo

“Un corpo trasfigurato. San Francesco e la Passione di Gesù”, questo il tema scelto da Don Mimmo Sergio, docente di Teologia dogmatica presso l’Istituto di Scienze Religiose di Taranto,  per una conferenza che terrà martedì 31 marzo presso la parrocchia di San Rocco a Ceglie Messapica, per volontà del suo parroco don Lorenzo Elia e della Consulta parrocchiale.

Conferenza, questa, inserita nel calendario quaresimale 2026 della seconda parrocchia cegliese, programma caratterizzato dal Salmo 51,12 che recita: “Rinnova in me uno spirito saldo”. Cammino quaresimale, in preparazione della Pasqua, che, tra l’altro, ha previsto un pellegrinaggio ad Assisi, in occasione dell’Ostensione del corpo di San Francesco; Via Crucis in chiesa e per le vie della parrocchia, dove echeggeranno scene di vita del Santo dei poveri; le quarantore di adorazione al Santissimo del 22 – 23 e 24 febbraio; la Settimana Biblica Diocesana sul tema “Insegnaci a pregare”, tenuta da Don Salvatore Tardio, a San Cosimo alla Macchia, dal 2 al 4 marzo; e una penitenziale cittadina, il 30 marzo, a partire dalle ore 17, presso la parrocchia Maria Immacolata.

San Francesco d’Assisi (1181/1182 – 3 ottobre 1226) è una delle figure più influenti e venerate della Chiesa cattolica, patrono d’Italia insieme a Santa Caterina da Siena. Fondatore dell’ordine dei Francescani, è noto come il “poverello di Assisi” per la sua scelta radicale di vita povera, umile e itinerante. 

Nato da Pietro di Bernardone, un ricco mercante di stoffe, e Pica Bourlemont, visse una giovinezza agiata e spensierata. Dopo aver sognato una carriera cavalleresca, fu fatto prigioniero in guerra contro Perugia e visse una lunga malattia. Questi eventi, insieme all’incontro con un lebbroso, portarono a una profonda conversione spirituale.

Francesco rinunciò pubblicamente ai beni paterni nel 1207, decidendo di sposare la “Madonna Povertà” e dedicarsi alla predicazione del Vangelo. La sua vita era improntata alla fraternità, alla umiltà e al servizio dei più deboli.

Nel 1210 ottenne da Papa Innocenzo III l’approvazione per la sua fraternità, i “Frati Minori”. Successivamente, insieme a Chiara d’Assisi, diede inizio all’ordine femminile delle Clarisse.

Figura centrale nel dialogo tra natura e spiritualità, Francesco vedeva in ogni creatura un riflesso di Dio, celebrandolo nel famoso Cantico delle Creature.

Nel 1223 istituì il primo presepe vivente a Greccio. Nel 1224, sul Monte Verna, fu il primo santo a ricevere le stimmate. Morì il 3 ottobre 1226 alla Porziuncola (Assisi) e fu canonizzato appena due anni dopo. San Francesco è ricordato per la sua mitezza, la pace e la capacità di portare un messaggio di fraternità universale. 

Quest’anno, per festeggiare i suoi ottocento anni dalla morte, dal 22 febbraio al 22 marzo, c’è stata l’Ostensione delle spoglie mortali di san   Francesco, nella Basilica a Lui dedicata. Lo scorso 7 marzo, per iniziativa dell’Azione cattolica parrocchiale, è stato organizzato un pellegrinaggio proprio per questa occasione.

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