Al Maac di Ceglie Messapica (15 gennaio, ore 18) la conferenza con la professoressa Cera e il generale Strada sul “Sistema insediativo” dell’antica città. Istruzioni e confronto per difendere i beni archeologici. E intanto non ha ancora efficacia l’ordinanza sullo stop ai camion sulla cinta muraria di Chianche di Palomba
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di Damiano Leo
I resti archeologici dell’antica Kailia riemergeranno per una sera dalla terra e dall’abulìa degli ultimi anni perché saranno i protagonisti della conferenza “Il sistema insediativo della città messapica tra l’età arcaica ed ellenistica”. L’appuntamento è per giovedì 15 gennaio presso il Maac, Museo Archeologico e di Arte Contemporanea, nei pressi della Casa comunale di Ceglie Messapica.

Interverranno il generale dell’Arma dei carabinieri, Domenico Strada e la professoressa Giovanna Cera, vice-presidente del Corso di Laurea Magistrale in Archeologia dell’Università del Salento, che relazionerà sui resti archeologici dell’antica Kailia. L’incontro, che sarà moderato e condotto da Francesco Moro, è inserito nell’ambito delle conferenze denominate “Sulle tracce della storia”.
La relatrice Giovanna Cera è una archeologa pugliese, specializzata in topografia del nostro centro messapico. Ha pubblicato un contributo sulla rivista “Orizzonti”, nel 2020, riguardante l’organizzazione topografica del sito tra età arcaica ed ellenistica (VI – III sec. a. C., analizzando necropoli, cinte murarie e santuari extraurbani. Collabora con l’Università del Salento su progetti di ricerca archeologica in Albania meridionale e in Puglia. Nessuno meglio di lei, quindi, potrà relazionare sul tema fissato dall’avvocata Vitale e dal generale Strada.
Attento ai beni culturali di Ceglie Messapica è anche Francesco Moro, giovane ricercatore e storico coautore del libro sulla Coppa Messapica e autore del libro sulle Ferrovie Sud-Est in Valle d’Itria “Un lungo viaggio. Storia della Francavilla – Ceglie – Cisternino – Martina (1925 – 2025), presentato al Castello Ducale, nel marzo dello scorso anno. Il libro racconta la storia della ferrovia inaugurata il 5 aprile 1925.
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Le scatole cinesi di un’ordinanza incompiuta

“Chiudere quella strada al traffico, almeno a quello pesante”. Fu l’indicazione concordata lo scorso 22 ottobre al termine del sopralluogo della Tutela del Patrimonio culturale dei Carabinieri, Sovrintendenza di Lecce e Comune di Ceglie Messapica su alcuni siti di interesse archeologico: l’area intorno alla circonvallazione Sant’Aurelia, interessata da uno smottamento della struttura geologica, al Castello ducale e in via Chianche di Palomba, una stretta strada lungo via Cisternino che muore a ridosso della ferrovia. Una strada che, però, corre proprio sulla cinta muraria attribuita agli antichi Messapi e che ora rischia il crollo a causa del passaggio di auto e mezzi pesanti.
Clicca qui per leggere il servizio sull’Ordinanza del 26 novembre 2025
E infatti un mese dopo, il 26 novembre, l’amministrazione comunale dispose l’interdizione al traffico dei mezzi pesanti con peso superiore alle 3,5 tonnellate. Un provvedimento contenuto nell’Ordinanza n. 132 della Polizia Locale che non solo blocca il passaggio ai camion, ma sostiene che la misura è presa anche “al fine di salvaguardare il bene tutelato ed in attesa dei lavori di ripristino …(…) … per non creare ulteriori dissesti”. Dunque, vi è consapevolezza del danno che incombe su quel bene archeologico mal conservato.
Tuttavia l’Ordinanza non ha mai trovato applicazione rivelandosi al momento solo carta straccia. Il motivo? Dal 26 novembre non sono stati ancora installati i cartelli stradali, strumenti essenziali e obbligati per dare efficacia al provvedimento. E’ sufficiente alzare lo sguardo quando si transita in via Cisternino, a meno di 500 metri dall’incrocio vicino al passaggio a livello, per la “conferma” delle scatole cinesi.

Ora, siamo più che sicuri che non ci sia alcuna strategia dell’amministrazione comunale per dare un colpo alla botte (la richiesta ai provvedimenti in tutela delle persone e dei beni culturali) e una al cerchio (cambiare tutto per non cambiare nulla). Però a quasi due mesi da quel precauzionale atto amministrativo il traffico su via Chianche di Palomba può svolgersi come se nulla sia accaduto: mancando i cartelli stradali nessuna forza di polizia o di controllo può impedire e sanzionare i camionisti sorpresi in quel tratto. E’ stata una sentenza della Quinta sezione del Consiglio di Stato (proprio sul caso di un camionista multato) a stabilire che “le ordinanze amministrative che limitano o vietano la circolazione su tratti di strada di pertinenza dei comuni hanno efficacia nei confronti degli automobilisti dal momento in cui vengono posizionati i relativi cartelli”.
Quindi a Ceglie l’emissione di un’ordinanza riscatta un presunto immobilismo mentre la lacuna attuativa evita ulteriori lagnanze dei soggetti coinvolti nel provvedimento. Ovviamente siamo altrettanto certi che non sia questo l’intento degli uffici tecnici e di quelli politici del Comune messapico, aggettivo quanto mai fastidioso, almeno in questa circostanza. Cosa volete? La burocrazia è quella che è e inoltre gli impiegati sono sempre pochi, se poi ci mettete che in mezzo ci sono state le feste, le influenze, il freddo e all’orizzonte appare pure la preparazione del Carnevale, beh quelle mura che stanno lì da tremila anni potranno pure aspettare ancora un po’. Certo, in attesa dei cartelli verticali avrebbero potuto posizionare quelli provvisori come si fa per manifestazioni e feste, però non è che in Municipio possono pensare proprio a tutto.
Anzi, a questo punto, e se non è stato già fatto, si potrà pure modificare o annullare l’Ordinanza n. 132 che comunque rischia di danneggiare le attività produttive finite nel campo di guerra dei messapi. Ma se l’ordinanza c’è ed è confermata nelle intenzioni, non ci sono più escamotage per dare piena attuazione al provvedimento: i messapici lo devono ai messapi.
(md)

