14 Agosto 2026

Vernacolo sul sagrato di San Lorenzo

Luminarie dinanzi la chiesa di San Lorenzo a Ceglie dove sarà messa in scena la commedia in vernacolo
Luminarie dinanzi la chiesa di San Lorenzo a Ceglie dove sarà messa in scena la commedia in vernacolo

In occasione dei festeggiamenti domenica 19 luglio la compagnia “I sognattori” di Ceglie Messapica metterà in scena la commedia “Cose ca si sendene a do’ dottor”

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di Damiano Leo

In occasione dei solenni festeggiamenti di San Lorenzo da Brindisi 2026, sul piazzale adiacente alla chiesa di Ceglie Messapica, retta dal parroco don Leonardo Dadamo, il Gruppo Teatrale Amatoriale “I sognattori”, metterà in scena una farsa in due atti dei siciliani Calogero e Rosanna Maurici, resa in dialetto cegliese dal regista ed interprete Franco Tagliente. 

Chi sono gli autori dell’originale farsa che “I sognatori” metteranno in scena? Si tratta di due commediografi siciliani molto attivi nel teatro dialettale contemporaneo, più volte tradotti nei vari dialetti nazionali, anche nel nostro, grazie sempre alla compagnia della parrocchia d San Lorenzo da Brindisi, di Ceglie Messapica. Calogero Maurici è originario di Burgio, in provincia di Agrigento. È autore, poeta e regista. Ha iniziato a scrivere a 15 anni e da oltre 20 anni è uno degli autori più rappresentati al Sud. Rosanna Maurici, invece, scrive insieme a lui. Le loro commedie sono firmate a quattro mani e vengono adattate anche in italiano, oltre che in vari vernacoli, principalmente del Sud Italia. Insieme hanno scritto oltre 25 opere teatrali, tutte in dialetto siciliano. I loro testi, come quello che sarà rappresentato dai nostri il prossimo 19 luglio, raccontano, quasi sempre, “spaccati di vita quotidiana” con comicità, ma con dentro anche emozioni e riflessioni profonde che mettono in luce contraddizioni e conformismi, senza perdere la “sana filosofia di vita”, tipica della gente del Meridione. 

Ai cegliesi, e ai turisti che sempre più numerosi vengono in vacanza nel nostro territorio, sarà offerta, con ingresso libero, una serata di pura spensieratezza e sane risate.

Sulla scena un tavolinetto al centro con sopra delle riviste di ogni tipo, sedie e manifesti riguardanti medicina, appesi bene in vista. In questa farsa, come in altre dei due autori siciliani, si riscontra una  lucida ed ironica analisi delle micro realtà sociali della nostra terra, mettendone in luce contraddizioni, barriere ancestrali e conformismi, senza però trascurare la sana filosofia di vita che contrassegna le note caratteriali della gente del Meridione. Ci troveremo nella sala d’attesa di un medico, luogo normalmente vissuto da chiunque, per un malanno o acciacchi di vita, dove approfittiamo per scambiarci quattro chiacchiere, magari con compaesani che non vedevamo da tempo. 

La rappresentazione si terrà domenica 19 luglio, con inizio alle ore 20 e 30, sul piazzale adiacente la parrocchia di don Leonardo Dadamo, sacerdote particolarmente sensibile al mondo del teatro e dell’arte in generale.

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