Nessun cambio di nome per il Palazzo di Giustizia di Brindisi: la Conferenza Permanente non ha accolto la proposta dell’avvocato Augusto Conte di intitolare la sede a san Bartolo Longo, canonizzato lo scorso ottobre. “La natura laica degli uffici giudiziari non consente l’accoglimento della richiesta”. La delusione del proponente: “Tra i laici non viene accolto benevolmente per avere fatto opere di religione”
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Il Tribunale di Brindisi non sarà intitolato a san Bartolo Longo, l’avvocato di Latiano fondatore del Santuario di Pompei canonizzato il 19 ottobre scorso in Piazza San Pietro.
I partecipanti alla Conferenza Permanente presso il Tribunale di Brindisi hanno dibattuto la proposta avanzata dall’avvocato e saggista di Ceglie Messapica Augusto Conte e “pur apprezzando l’iniziativa e nella massima considerazione della figura del Santo, all’unanimità – si legge nella motivazione – hanno ritenuto che la natura laica degli uffici giudiziari non consenta l’accoglimento della richiesta”.
Dunque la prevalenza del carattere secolare del palazzo dove si amministra la Giustizia ha impedito di accogliere l’invito inoltrato dall’autore di diversi studi sulla vita e l’attività dell’“avvocato degli ultimi” a considerare la specificità dell’attività svolta in vita dal santo di Latiano. Per questo motivo l’avvocato Augusto Conte, per dieci anni presidente dell’Ordine degli avvocati della provincia di Brindisi, figura autorevole e prestigiosa non solo in ambito forense, aveva fortificato la proposta portando esempi di sedi di giustizia dedicate a protagonisti dell’attività forense: “A Giustina Rocca, un’altra pugliese donna di Trani – aveva ricordato Conte – che esercitò l’Avvocatura nel 1500, è stata intitolata la Torre più alta della Corte di Giustizia Europea; e a un Santo Avvocato, di madre proveniente dalla provincia di Brindisi, Alfonso de’ Liguori, è eretto un busto d’oro, tra gli altri in marmo, nel Tribunale storico di Napoli a Castelcapuano”. Esempi che però non sono bastati.
La delusione di chi aveva proposto l’intitolazione
Ringrazio per l’attenzione riservata alla mia proposta, condivisa dalla Fondazione Bartolo Longo e apprezzata da Avvocati, Magistrati, Docenti Universitari, Medici, Giornalisti; mi preme aggiungere le seguenti osservazioni, con invito a farne partecipi i componenti della Conferenza Permanente.
Il Santo Laico Avvocato Bartolo Longo non ha ”fortuna”.
Tra i “religiosi” viene accolto tiepidamente perché laico, a fronte di gran parte dei Santi che appartengono alla teologia pura, siano Sacerdoti, Frati, Abati, e anche e soprattutto Papi; tra i laici non viene accolto benevolmente per aver fatto opere di religione.
In realtà la Sua Santità si innesta e si invera, miracolosamente, nella Sua laicità.
Ordinariamente si crede, e si canonizza, le personalità che hanno compiuto miracoli, soprattutto connessi alle guarigioni dalle malattie, individuali o epidemiche.
Il “miracolo” compiuto dal Santo Bartolo Longo è di avere “salvato” l’Umanità, dal pregiudizio e dalle false teorie, attraverso il riconoscimento dei diritti umani, della giustizia, personale e sociale in ciò aiutato dalla cultura giuridica e dall’esercizio della professione. L’Umanità deve a Lui, oltre alla valorizzazione della preghiera del Santo Rosario e della istituzione della Nuova Pompei, la sconfitta delle teoria fallace del “delinquente nato”, imperante alla Sua epoca, attuata con la Sua scienza giuridica pratica in favore dei figli dei carcerati, e ottenuta con l’educazione, il lavoro e, sia pure, con la preghiera, riconoscendone la dignità, la libertà soprattutto dai vincoli dell’atavismo, e il diritto di avere diritti.
Può essere considerato l’ispiratore della moderna Antropologia Criminale, che indusse il professore di Antropologia Criminale dell’Università di Roma Benigno Di Tullio, nella anni sessanta del secolo scorso a fargli intitolare una via di Roma, via Bartolo Longo, senza appellativi di beatitudine o di santità, alcuni decenni prima che fosse dichiarato Beato e oltre mezzo secolo prima della canonizzazione, riconoscendo la sua “laicità”.
Augusto Conte
(Avvocato, saggista)

