19 Gennaio 2026

La moglie di Radic offre le sculture

Sergio Tapia Radic nel suo laboratorio. L'artista cileno è scomparso un anno fa
Sergio Tapia Radic nel suo laboratorio. L'artista cileno è scomparso un anno fa

Un lascito a titolo gratuito alla gente di Ceglie Messapica: è la volontà dell’artista cileno morto un anno fa. Un altro artista cegliese, Vito Elia, ha avviato i contatti con l’assessore alla Cultura per definire la pratica destinata ad arricchire il patrimonio culturale della cittadina

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di Damiano Leo

Era tanto innamorato di Ceglie, una sua seconda patria, che alcune sue opere potrebbero far parte del patrimonio artistico e culturale della città. E’ il lascito di Sergio Tapia Radic, lo scultore cileno morto il 25 luglio del2024 all’età di 86 anni e protagonista di una breve e intensa stagione creativa proprio nel centro della Valle d’Itria.

L’“ambasciatore” incaricato di negoziare il lascito voluto da Loredana Todeschini, moglie dello scultore e proprietaria legale dei beni artistici, è un altro artista, il cegliese Vito Elia, che da anni vive al Nord e che con Radic ha avuto una lunga esperienza creativa. Elia, su richiesta della signora Loredana, ha intrapreso le prime iniziative per la definizione dell’acquisizione a titolo gratuito delle sculture da parte della comunità di Ceglie Messapica. E  per questo motivo ha avuto un colloquio esplorativo con l’assessore alla Cultura Cosimo Bellanova, un’iniziativa nel rispetto del desiderio di Sergio Tapia Radic di lasciare traccia del suo passaggio, in ogni luogo dove aveva operato, Ceglie tra questi.

Non si conoscono i dettagli del primo colloquio ma sembra certo l’interesse manifestato per il lascito che rappresenterebbe un primo passo per portare a Ceglie un nome di sicuro richiamo, qual è quello di Sergio Tapia Radic, folgorato dal nostro territorio. Mercoledì prossimo è previsto il primo incontro formale tra Elia e il rappresentante dell’amministrazione comunale.

Sergio Tapia Radic acccanto ad una sua scultura

Sergio Tapia Radic è scomparso lo scorso anno all’eta di  86 anni,scultore e filosofo, originario di Puerto Natales.  Si era trasferito nel 2003 nelle Marche con la moglie Loredana. Adottato da quella regione, Sergio Tapia Radic si era trasferito in Italia nel 1971 per vedere da vicino le opere di Michelangelo. Docente di scultura all’università di Santiago del Cile. Dal 2017 risiedeva a San Marcello, piccolo borgo che l’aveva accolto con tutti gli onori. 

Arrivato in Italia nel 1971 dal Cile, si era trasferito a Ripatransone nell’Ascolano nel 2003. Lì nel 2008 aveva realizzato una scultura in terracotta policroma raffigurante l’Ultima Cena di Gesù con gli Apostoli che adorna la parte frontale dell’Altare della Chiesa Parrocchiale Madonna di Fatima. Fu poi lui stesso ad illustrare il significato della sua opera nella cui realizzazione volle ispirarsi fedelmente al testo dei Vangeli e ai principali elementi della tradizione ebraica e cristiana.

Una figura maestosa, Tapia Radic, animo gentile, raffinato artista scolpiva poesia, immaginava l’opera da realizzare come un ritratto del mondo filosofico sotteso ad ogni fatto. «Un artista non muore mai» disse di lui il suo amico Sergio Voltattorni, poeta e scrittore. Lo scultore cileno, con sua moglie Loredana, aveva deciso di vivere e “creare” nelle Marche, terra che sentiva intimamente anche sua, prima sulle colline di Ripatransone, poi a San Marcello nell’anconetano. Ha combattuto per anni  contro un brutto male, ma ha lavorato “producendo” bellezza d’altri tempi fino all’ultimo.  Tante le opere realizzate nel corso della sua vita, intensa e ricca di incontri che l’hanno segnata come quello con Pablo Naruda, testimonianze di una grande profondità spirituale ed emotiva. Nel 2019 aveva collaborato con la Fondazione Carisj di Jesi, con cui aveva organizzato una straordinaria mostra permanente a Palazzo Bisaccioni, esplorando la sua dimensione spirituale. 

Lo scultore nel 2020 ha tenuto lezioni a Ceglie

Vito Elia è nato a Ceglie Messapica il 15 Luglio 1949. Diplomato Perito Chimico e Tecnico di Laboratorio Medico Analisi Chimico Cliniche e Microbiologiche, ha frequentato la Scuola di Progettazione Artistica per l’Impresa (Design), Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Sin dal 1973, è dedito alla pittura, incisioni, ceramica, porcellana e scultura, partecipando a concorsi e mostre d’arte in Italia, Francia e Germania. Dal 2005 predilige la ceramica Raku. Autore e Co-autore di numerose pubblicazioni scientifiche, a carattere nazionale ed internazionale.

         Nel 2020 conobbe lo scultore cileno, costui si lasciò convincere a tenere con Elia un corso di ceramica a Ceglie Messapica, nei locali della scuola Media “Giovanni Pascoli”. Per impossibilità di posti a disposizione i due artisti furono costretti a chiudere le iscrizioni ai “soli” primi quaranta iscritti. Furono, quelle, due settimane di successo. Un corso riuscitissimo che rimane ancora nei ricordi di tanti cegliesi e non solo. Ma il successo maggiore, a detta di Vito Elia, fu che il maestro Sergio Tapia Radic si innamorò di Ceglie perdutamente.

Lo avevano folgorato il nostro centro storico con il suo castello, le sue stradine, la sua piazzetta, la nostra campagna, ma anche le nostre origini, la nostra storia antica. Tanto che all’amico cegliese manifestò da subito il suo desiderio di lasciare un segno del suo passaggio.

Segno che ora la sua seconda moglie, Loredana, vorrebbe concretizzare con il lascito di alcune opere, nella sua disponibilità, del famoso artista.

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