16 Maggio 2026

Le (brutte) cartoline di Ceglie

Erba alta e abbandono nell'area orti e Monterrone a Ceglie
Erba alta e abbandono nell'area orti e Monterrone a Ceglie Messapica

Città turistica e d’arte, ma oltre a vecchi cartelli resta ben poco. E’ sufficiente concedersi un passo “sostenibile” e lento per vedere come nel centro messapico si ignorano le risorse che in altre parti si sa valorizzare

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di Domenico Strada

La domanda che mi sono posto oggi e che rivolgo anche ai miei concittadini di Ceglie Messapica: ci sono ancora margini di peggioramento nel livello di percezione e/o assuefazione  al degrado, alla luce della mia passeggiata odierna che mi sono avventurato a fare, con l’invito, per chi legge, a rifarla quanto prima per poter riprendere coscienza di uno spirito minimo di cittadinanza attiva.

Secondo il principio efficacemente riassunto nel neologismo della “tornanza” (persone che riscoprono le proprie radici e decidono di tornare per impegnarsi nello sviluppo delle potenzialità della propria terra), mi aveva suscitato curiosità un bel cartello posto nei pressi del semaforo, incrocio via Tratturo Sant’Anna via don Rocco Gallone, riportante, sotto gli emblemi della Comunità Europea, della Repubblica Italiana, della Regione Puglia, dell’Alto Salento e, naturalmente, di Ceglie Messapica, l’impegnativa indicazione “itinerario turistico enogastronomico tra foggia Vetere, castello Ducale e Med Cooking School (chiostro di san Domenico)”, con l’indicazione sulla dettagliata mappa diretta ai turisti non locali “VOI SIETE QUI”, ed una bella freccia rossa per seguire il percorso.

Qui giunto speranzoso, mal me ne incolse. Mi sono subito messo nei panni dell’incauto turista intenzionato a seguire questo primo tratto così ben segnalato, indicato nelle carte ufficiali come “spazio pubblico attrezzato a verde”, sottoposto a vincolo paesaggistico, ma di fatto impercorribile per la presenza di alte erbacce e pietre  di un vicino cantiere edile. Si rimanda alle foto in pagina. 

Deluso, ma non domo, ho ripreso, anche con un po’ di affanno, l’itinerario segnalato andando, per una via alternativa, più a monte seguendo via Tratturo Sant’Anna e quindi Salita Monterrone, ove un varco  da’ accesso agli Orti Urbani che fanno parte anch’essi dell’itinerario, sino a via Muri e/o al municipio (sic!). Peggio che andar di notte; nell’erba alta, si intravedono, poste sulle mure megalitiche, le lettere biancastre cubitali di “Ceglie Messapica”, mesto ricordo dei fasti del passaggio del Giro d’Italia ciclistico, ma è consigliabile fermarsi lì e poi tornare indietro.

Mi ha suscitato ancor più amarezza prendere coscienza che pochissimi cegliesi conoscono questo itinerario e il suo stato di abbandono, seppur ben segnalato. E’ consigliabile a questo punto, pure per evitare altre delusioni, che l’amministrazione pubblica ponga su questi cartelli l’avviso che percorrere questo itinerario comporta rischi non coperti da assicurazione.

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