Le quattro consigliere di minoranza di Ceglie Messapica richiamano l’attenzione sui cantieri ancora aperti a Ceglie Messapica nonostante i vincoli del Pnrr. Castello, asilo nido in Municipio e residenze popolari sotto la lente di ingrandimento, ma non si trascurano neppure i servizi per gli studenti e i “misteri” delle telecamere di controllo. L’amaro commento: “Dalle bugie, ai proclami trionfalistici dell’amministrazione comunale alla preoccupante realtà”
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Nonostante l’estate e il periodo della vacanze le quattro consigliere di minoranza elette nell’ultima consultazione amministrativa di Ceglie Messapica non stanno alla finestra. Con una nota diffusa nelle ultime ore Anna Maria Palmisano, Agata Scarafilo, Anna Vitale e Isabella Vitale lanciano un “J’accuse” plurale richiamando l’attenzione sulle opere da completare con i finanzimenti del Pnrr, particolarmente rigido sui tempi di chisura dei cantieri.
“L’estate e il periodo delle vacanze che ne consegue – affermano le consigliere in un documento unitario – non possono certamente distogliere noi quattro consigliere comunali di minoranza dall’attenzione verso il territorio, dal monitoraggio e dalla segnalazione di questioni di interesse pubblico. Subito dopo la proclamazione ufficiale degli eletti, abbiamo manifestato le nostre perplessità su temi importanti quali l’igiene urbana, lo stato delle scuole e la mensa scolastica, astenendoci dall’approvare le linee programmatiche del sindaco Angelo Palmisano in seno al primo Consiglio Comunale. Nei giorni scorsi, abbiamo inoltre richiesto l’accesso agli atti e informazioni agli uffici competenti riguardo agli impianti Ztl, alle case popolari, ai lavori dell’asilo nido e del Castello Ducale.
Nell’interesse pubblico, quanto sta accadendo a Ceglie Messapica ci porta inevitabilmente a interrogarci e a manifestare pubblicamente le nostre preoccupazioni.
Lo scorso 2 luglio, sul sito web di “Idea News”, è stato pubblicato un articolo di Francesco Moro (clicca qui pe leggere l’articolo) che illustrava nel dettaglio come i tre interventi pubblici (Castello, case popolari e asilo nido), per i quali sono state utilizzate anche risorse del Pnrr, siano probabilmente a rischio. Nonostante in campagna elettorale abbiamo assistito a proclami trionfalistici di consegne imminenti alla città, allo stato attuale non è dato sapere quando le opere saranno completate.
Per quanto riguarda i lavori di restauro del Castello, finanziati con il Pnrr, è importante ricordare che il cronoprogramma è vincolante e molto serrato e che i ritardi evidenti nel completamento delle opere potrebbero portare alla revoca totale o parziale dei fondi. Per il bene della città, ci auguriamo che ciò non accada.
Relativamente, invece, al completamento del tanto discusso asilo nido all’interno della Casa comunale, l’ex assessora Emanuela Gervasi nei primi mesi dell’anno aveva sottolineato che aveva già le iscrizioni pronte per settembre 2026, mentre per quanto riguarda l’assegnazione delle case popolari anche il sindaco Palmisano, durante la campagna elettorale, aveva annunciato che da lì a poco ci sarebbe stata la consegna.
Ad oggi – prosegue la nota-, non solo vige un silenzio tombale sulle tre questioni, ma su alcune di esse pendono già dei contenziosi che ci preoccupano.
Se da un punto di vista dei lavori le responsabilità ricadono in parte sui soggetti attuatori e in parte sulla direzione dei lavori e sui Rup, le responsabilità di alcune scelte politiche non possono che ricadere sul Sindaco della città.
A tale riguardo, prossimamente chiederemo che si faccia chiarezza sull’eventuale incompatibilità dell’incarico di un Assessore con dei progetti pubblici in stato di avanzamento.
Infine, stando a qualche indiscrezione, tra i dipendenti pubblici di Ceglie ci sarà a breve un ex assessore. Dato il ruolo dirigenziale che andrebbe a ricoprire, se così fosse, a nostro avviso ci sarebbe un’incompatibilità conclamata dalla legge.
È pur vero che un assessore può diventare dipendente pubblico, ma deve rispettare specifici limiti e periodi di “raffreddamento”, detti anche periodi di inconferibilità, regolati dal D.Lgs. 39/2013 e dal Testo Unico degli Enti Locali (TUEL).
Noi continueremo a svolgere il ruolo che i cittadini ci hanno affidato – conclude il documento delle rappresentanti della opposizione – con serietà e senso di responsabilità, chiedendo soprattutto trasparenza. Il nostro compito non è compiacere chi governa, ma controllarne l’operato nell’interesse della comunità”.

