19 Gennaio 2026

Scoperta la grotta-discarica

La prima perlustrazione della cavità carsica subito battezzata Grotta Tarturiello
La prima perlustrazione della cavità carsica subito battezzata Grotta Tarturiello

Vito Amico, fondatore del gruppo speleologico di Ceglie Messapica, ha individuato una cavità carsica vicino alla masseria Tarturiello, sulla strada per Martina Franca. Una semplice passeggiata ha permesso all’esperto speleologo di individuare una caverna mai censita. Ma era purtroppo conosciuta da quanti per anni hanno utilizzato l’antro per gettare ogni genere di rifiuti

©

Una scoperta che potrebbe aprire ulteriori scenari di conoscenza delle cavità carsiche che caratterizzano il territorio di Ceglie Messapica: Vito Amico, esperto speleologo del gruppo Speleocem di Ceglie, ha individuato nei pressi della masseria Tarturiello una grotta sconosciuta, segnata da gravi segni di inquinamento.

La scoperta risale allo scorso 13 settembre, quando poco dopo le otto del mattino, una semplice passeggiata lungo il canale dell’acquedotto sulla strada Ceglie–Martina si è trasformata in una sorpresa inattesa. All’altezza del chilometro sei, nei pressi della masseria Tarturiello, un’apertura nel muretto a secco ha rivelato l’accesso a una cavità sotterranea finora sconosciuta.

Dall’alto a sinistra: l’ingresso della grotta; nelle altre foto, la cavità e i rifiuti dell'”età moderna” trovati all’interno

Allertato dalla curiosità, il socio dell’associazione speleologica Speleocem Vito Amico, insieme ad Antonio Cucci, è tornato sul posto con l’attrezzatura necessaria: metro, bussola, fotocamera e fogli millimetrati per un primo rilievo accurato. Dopo ore di misurazioni, la conferma: si tratta di una grotta mai censita, validata anche dal curatore del catasto delle cavità naturali della Puglia, Paolo Giuliani.

L’accesso, un pertugio di 90 per 95 centimetri, conduce a un’apertura più ampia che immette in una sala di circa 30 metri quadrati, con un’altezza massima di 1,60 metri e una lunghezza di nove metri dall’ingresso. Le prime osservazioni lasciano intravedere possibili prosecuzioni, che saranno oggetto di ulteriori esplorazioni.

Il luogo della grotta, la mappa e modelli di antiche costruzioni di Monte Pizzuto

Ma all’entusiasmo della scoperta si affianca subito l’amarezza. La grotta Tarturiello, a differenza di altre cavità censite dal gruppo Speleocem (oltre 50 nel territorio), non era mappata nelle carte speleologiche ma evidentemente la cavità era ben nota a quanti hanno utilizzato l’apertura come discarica: infatti la caverna  non custodisce reperti paleontologici o fossili di rilievo: ciò che colpisce, purtroppo, è la quantità di rifiuti presenti. Bottiglie di vetro, plastiche, cartoni e perfino resti meccanici automobilistici giacciono sul fondo, compromettendo un ambiente naturale fragile e sensibile.

«Un vero peccato – sottolinea Vito Amico, speleologo di Ceglie Messapica con decine di scoperte all’attivo – lasciare tracce inquinanti in un contesto che meriterebbe tutela e valorizzazione, non abbandono».

La nuova cavità rappresenta dunque una duplice occasione: da un lato, un sito carsico di interesse geologico e potenzialmente storico da esplorare a fondo; dall’altro, un monito urgente sulla necessità di proteggere il sottosuolo dall’incuria e dall’inquinamento che ne minacciano la sopravvivenza.

Vito Amico

Vito Amico è un conosciuto speleologo di Ceglie Messapica, fondatore dell’Associazione Speleologica culturale “Speleocem”. Ha esplorato centinaia di grotte nel territorio di Ceglie Messapica, di cui diverse decine scoperte e catastate al catasto delle grotte naturali e al catasto delle grotte artificiali della Puglia. 

Vito Amico ha scoperto una di queste grotte, di grande interesse paleontologiche come la grotta del lupo e grotta monaci. E’ inoltre è un esperto studioso storico conoscitore  delle neviere di Ceglie messapica, di un  villaggio medioevale,  e opera anche nella ricerca paleontologica in particolare degli ittioliti (fossili di pesci e altro), e della biospeleologia come la scoperta del crostaceo Pierr, nella Foggia Vetere di Ceglie Messapica, probabilmente un asellus acquaticus celiensis.

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *