14 Ottobre 2026

Bus-pollaio, arrivano i carabinieri

Gli studenti ammassati sull'autobus che da Ceglie conduce a Ostuni
Gli studenti ammassati sull'autobus che da Ceglie conduce a Ostuni

In più di 80 sull’autobus delle Fse: studenti e genitori esasperati hanno bloccato stamane il mezzo per Ostuni chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine. Caroli: “Servizio indegno di un Paese civile”. La protesta in diretta Facebook e in 20 minuti arriva un secondo bus. Nelle scorse settimane cittadini e rappresentanti politici hanno segnalato sui social il grave problema dei trasporti a Ceglie Messapica, ma spesso hanno ricevuto derisione e provocazioni. E nessuno si accorge dello stop imposto pure ai treni: “Ritorneranno in novembre; no, forse a dicembre”

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In 80 ammassati nell’unico bus che da Ceglie Messapica accompagna gli studenti a Ostuni: è la situazione che si verifica ormai dall’inizio dell’anno scolastico, una condizione che ha esasperato i ragazzi e i loro genitori. Al punto che stamani, mercoledì, esasperati dall’immobilismo  delle Fse, la società di trasporti incaricata del servizio, hanno sollecitato l’intervento dei carabinieri per denunciare la situazione e verificare eventuali inadempienze alla sicurezza e al codice della strada.

Da diversi giorni le condizioni di viaggio cui devono sottoporsi gli studenti è motivo di lamentele e segnalazioni rivolte alla “Ferrovie del Sud-Est”, senza però ottenere risposta. Cittadini ed esponenti politici di Ceglie più volte hanno esposto sui social la grave situazione, una delle tante in materia scolastica che sembra invece godere di un vasto disinteresse. A quanti segnalavano il problema dei bus-pollaio, la risposta più ricorrente dei vecchi e giovani saggi: “Era così anche ai nostri tempi”, trascurando di fare un piccolo passo in avanti rispetto all’”età del fuoco”.

La protesta di oggi è stata vissuta quasi in presa diretta con un post di Giovanni Dovizioso, rappresentante del movimento Radici d’Impegno, che con un video ha trasmesso su Facebook il problema vissuto dagli studenti. E così Dovizioso ha potuto documentare anche la beffa del servizio: venti minuti dopo la protesta e la segnalazione ai carabinieri di Ceglie è arrivato un secondo bus di Fse: “Perché c’è bisogno di manifestare, perché c’è bisogno del caos per rendere dignitoso un servizio pubblico?” si è domandato Dovizioso (clicca qui per il collegamento al suo post su Fb).

L’iniziativa di stamattina e il coinvolgimento dei carabinieri sembra aver svegliato anche i rappresentanti istituzionali. Nel giro di poche ore la voce della protesta è stata raccolta dal consigliere regionale Luigi Caroli che in una nota ha polemizzato con le Fse: “La sicurezza e l’incolumità dei nostri studenti non possono essere subordinate all’inerzia e alla disorganizzazione di Ferrovie del Sud Est” ha affermato. “Quanto accade quotidianamente sulla tratta Ceglie Messapica–Ostuni è indegno di un Paese civile e non è più tollerabile. Ogni giorno, in particolare per la corsa delle 7,10, assistiamo a scene intollerabili: oltre 80 ragazzi stipati all’interno di un unico autobus, ammassati oltre ogni limite consentito e costretti a viaggiare in condizioni di costante e tangibile pericolo.

Nei giorni scorsi una studentessa si è sentita male a bordo proprio a causa della calca e dell’aria irrespirabile. Non si comprendono le ragioni – ha sottolineato Carolil – per le quali non viene immediatamente predisposto un secondo autobus di rinforzo per la corsa mattutina, in modo da assorbire la fisiologica richiesta dell’orario di punta scolastico.

Situazioni simili si stanno verificando anche a Torre Santa Susanna. È inaccettabile che le famiglie debbano vivere con l’ansia che i propri figli non riescano a salire a bordo o, peggio, che rischino quotidianamente per la propria salute. Serve un raddoppio della corsa e una verifica puntuale del servizio su tutta la rete provinciale di Brindisi. La Regione intervenga su Fse in tempi rapidi: il diritto allo studio e la sicurezza dei pendolari pugliesi non si toccano”.

Nessuna indicazione per l’interruzione della linea

La situazione dei trasporti a Ceglie non è confinata solo agli autobus. Da alcune settimane e nell’indifferenza totale anche le corse dei treni sono state sospese in un surreale silenzio.

E’ vero che i convogli ferroviari per la lentezza e per i nodi di contatto fuori dagli interessi attuali non hanno per molti nessun appeal, ma non comunicare ai pendolari e ai fruitori l’interruzione del servizio è indice dell’attenzione e del rispetto che si ha verso l’utenza. Né un cartello alla stazione, né un avviso, neppure la pagina web delle Fse riporta l’interruzione del servizio su rotaie.

Le uniche informazioni sono state raccolte dopo una telefonata al numero verde delle Fse (numero 800079090) dove un operatore con cortesia, pazienza e una ricerca alle domande poste ha fatto sapere che il servizio è interrotto (si vedeva già dall’assenza dei treni), non se conosce il motivo, che la linea dovrebbe essere riaperta nel mese di novembre ma forse a dicembre e che al posto dei treni vi sono bus sostitutivi per garantire la continuità del servizio. I motivi e le mancate comunicazioni? “Non deve chiedere a me”.

Da cinque anni la linea Martina-Francavilla è interessata a lavori per la elettrificazione della tratta. Nella stazione di Ceglie da tre anni sono in corso lavori perché farà parte del cosiddetto network FSE,  stazioni progettate per diventare hub intermodali, ovvero punti di passaggio agile dal treno ad altri mezzi trasporto collettivi e individuali. I due binari saranno collegati con sottopassi e ascensori, opera tuttora in cantiere.

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