I consiglieri regionali Caroli e Scianaro da tempo lamentano disservizi e calo di offerta sanitaria presso il Centro di riabilitazione di Ceglie Messapica. Cisl e Cgil intervengono chiedendo una verifica all’Asl di Brindisi ma difendendo soprattutto la qualità dell’ospedale e la professionalità dei dipendenti: “Perché non si parla anche delle mancate mensilità, della tredicesima e del Tfr che i lavoratori attendono da due anni?”. Cresce la tensione anche tra il personale, che teme di trovarsi al centro di un braccio di ferro sempre più aspro in vista delle elezioni Politiche
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C’è un clima di tensione e attenzione sul Centro di riabilitazione di Ceglie Messapica che rischia di ricadere sui servizi di eccellenza sanitaria che la struttura ha offerto in passato (fino ad un certo periodo, secondo alcuni) e che ripropone ora sotto la gestione pubblica della Asl. E’ alle porte di Ceglie che si continua a combattere una battaglia politica mai cessata dopo l’internalizzazione decisa dal Consiglio regionale pugliese nel maggio del 2024, iniziativa che dopo 25 anni ha portato alla conclusione del rapporto con la Fondazione San Raffaele del parlamentare leghista Antonio Angelucci.
Sotto accusa l’internalizzazione e paragoni con il “privato”
La destra, con l’ex sindaco di Ceglie Messapica e oggi consigliere regionale Luigi Caroli, mantiene la guardia alta sul passaggio al nuovo gestore segnalando, come fatto recentemente insieme all’altro consigliere meloniano Antonio Scianaro, ritardi, disservizi e un generale calo nell’offerta assistenziale. Segnalazioni legittime e salutari per assicurare una continua e mirata qualità della prestazione sanitaria, ancor di più quando si tratta di pazienti che richiedono particolari cure e trattamenti. Caroli ha sempre contestato le modalità dell’internalizzazione decisa dalla Regione esplicitando dubbi sulla capacità amministrativa della gestione pubblica, una linea apparsa in difesa del gestore privato.
Nell’ultimo capitolo di Caroli e Scianaro si parla del mancato servizio di Day-service durante il fine settimana, e sarebbe il secondo riscontrato negli ultimi 15 giorni rilevato durante un’ispezione effettuata sabato scorso dai due consiglieri. Oltre a questo vi sarebbe anche il mancato utilizzo della piscina terapeutica, bloccata da un mese con particolare danno per i bambini che richiedono specifiche terapie riabilitative.
La dirigenza medica difende il ruolo della gestione pubblica
Disfunzioni subito contestate e spiegate. La dirigenza medica del Centro di riabilitazione, con la responsabile ad interim dottoressa Vincenza Pinto, distaccata dal reparto di Neurologia dell’ospedale “Antonio Perrino” di Brindisi, e il personale medico hanno difeso il lavoro svolto e i risultati sanitari raggiunti con la gestione pubblica, sottolineando in modo particolare la qualità e la competenza di tutto il personale sanitario.
E proprio su questo fronte si traccia un solco in cui cresce la rabbia del personale del Centro di riabilitazione che teme di essere ostaggio del braccio di ferro tra destra (opposizione) e sinistra (governo della Regione), con il mormorato timore di vedersi sempre più bersaglio indiretto di una campagna elettorale per le Politiche che già si preannuncia aspra.
E a stretto giro di “post” (sui social) Luciano Quarta, segretario Generale della Fp Cgil Brindisi, ha sottolineto la riconosciuta “eccellenza” del centro medico suggerendo ai due consiglieri “attenzione su quel privato che deve ancora 2 stipendi, la tredicesima ed il TfrF a lavoratrici e lavoratori del Centro”. Spettanze che i dipendenti attendono da quasi due anni.
Indignazione e malcontento in chat tra i lavoratori
Il malcontento e l’indignazione per il trattamento riservato ai lavoratori dell’ex San raffaele cresce anche all’interno della struttura, espressioni scambiate in una chat interna dei dipendenti e finite per qualche ora sul web, salvo la richiesta (accolta) di cancellarle perché si trattava di un testo riservato di pareri scambiati tra i lavoratori e non un documento conclusivo e ufficiale.
Nel pomeriggio di oggi, martedì 13, ci ha pensato anche il segretario generale della Cisl Fp di Taranto e Brindisi, Giuseppe Lacorte, a dare voce all’irritazione di gran parte dei dipendenti.
“Oggi questi professionisti – si legge in un post pubblicato sui social – non possono e non devono pagare il prezzo di polemiche o di tensioni strumentali: la loro professionalità, la loro sicurezza e la loro dignità lavorativa devono essere difese e valorizzate ad ogni costo dalla Asl”.
Il sindacato chiede chiarimenti (e partecipazione) all’Asl
Il colpo alla botte, poi c’è anche quello al cerchio. “Riteniamo che, alla luce delle recenti segnalazioni e delle criticità sollevate sul Centro di Riabilitazione di Ceglie Messapica, debba aprirsi – afferma Lacorte – una fase di rigoroso e serio approfondimento; e qualora le problematiche ed i disservizi pubblicamente evidenziati corrispondessero al vero, sarà compito primario e istituzionale della Direzione Asl di Brindisi intervenire tempestivamente”.
“Al centro di questa azione – prosegue Lacorte – vi è un punto che per noi non è negoziabile: la tutela e il rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori del Centro, che hanno garantito per anni la continuità del servizio e l’assistenza ai pazienti in condizioni difficili, spesso in trincea e senza i supporti dovuti.
Per questo motivo, come Cisl Fp chiediamo formalmente alla Direzione Aziendale di avviare un monitoraggio ufficiale ed approfondito, sulle condizioni manutentive e organizzative della struttura, dando risposte trasparenti e risolutive alle criticità emerse”.
La Cisl chiede inoltre che “siano convocate con urgenza le parti sociali per fare il punto sul piano degli investimenti promessi e sul potenziamento indispensabile degli organici” auspicando ai vertici dell’Asl un ruolo di garanzia affiché venga “un clima di lavoro sereno, blindando i dipendenti da qualsiasi pressione ingiustificata e ponendo la salvaguardia della loro salute e sicurezza in cima alle priorità aziendali”.

