Il problema del trasporto pubblico pendolare è stato esaminato in Regione a Bari su richiesta dei consiglieri Gioia e Scatigna. L’amministratore delegato delle Fse: “Nei giorni scorsi improvviso e anomalo aumento di assenze”. Ma resta il problema dei pullman insufficienti e del mancato coordinamento tra scuole e gestore dei trasporti. Loredana Capone ha proposto una cabina di regia
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Le pesanti criticità registrate nei giorni scorsi sulle corse gestite da Ferrovie del Sud Est (Fse) per il trasporto degli studenti – soprattutto nell’area brindisina e, in particolare, sulle tratte Ceglie Messapica–Ostuni e Manduria–Torre Santa Susanna–Brindisi – sono state al centro delle audizioni della seduta della V Commissione, presieduta da Loredana Capone. A richiedere le audizioni dei vertici di Ferrovie del Sud Est e dell’assessorato ai Trasporti sono stati sia il consigliere di Fratelli d’Italia Tommaso Scatigna, sia il consigliere di Prossima Tommaso Gioia.
L’intento di Gioia è stato quello di chiarire le cause di natura tecnica e organizzativa alla base delle reiterate soppressioni delle corse sulle strade del bacino provinciale e di ottenere dall’assessorato regionale una verifica dello stato di attuazione del Contratto di Servizio.
Sulla stessa lunghezza d’onda Scatigna, che ha evidenziato i danni arrecati a pendolari, studenti e lavoratori, chiedendo all’azienda di rimediare ai disagi non ancora superati e di adottare misure immediate per garantire un servizio pubblico dignitoso ed efficace.
L’amministratore delegato di Fse, Giorgio Botti, ha riconosciuto che in pochi giorni si sono concentrati diversi episodi critici. Nelle sette relazioni interessate dai disservizi, in particolare nell’area di Manduria, Sava, San Marzano e Brindisi, il numero di posti disponibili non rappresentava il problema. L’offerta di trasporto, ha affermato più volte, è superiore del 40 per cento rispetto alla domanda degli studenti. Le criticità sono nate invece dalle cancellazioni delle corse e dai conseguenti fenomeni di sovraffollamento. In quei giorni si sono verificate mediamente cinque corse cancellate al giorno, con punte fino a dieci: un dato molto elevato rispetto alla normalità dell’azienda, che lo ha attribuito a un improvviso e anomalo aumento delle assenze per malattia tra gli autisti. Botti ha tuttavia assicurato che dal 9 ottobre la situazione sta tornando sostanzialmente alla normalità.
Il suo intervento si è concentrato poi su altri due aspetti principali: la programmazione dei servizi scolastici e la concentrazione dell’utenza, indicata quale causa principale degli affollamenti.
Sul tema della programmazione, uno dei problemi più sentiti ogni anno è il mancato allineamento tra gli orari delle scuole e quelli del trasporto pubblico. Negli ultimi tre anni, tuttavia, Regione, assessorato ai Trasporti, Ufficio Scolastico e azienda hanno avviato un metodo di lavoro condiviso che anticipa la raccolta delle informazioni ai mesi di aprile e maggio, consentendo di programmare il servizio per tempo. Questo approccio ha ridotto progressivamente i disagi, anche se non li ha eliminati del tutto. Secondo il manager, sarebbe opportuno rendere questo metodo stabile e strutturale, poiché le modifiche degli orari scolastici nelle settimane immediatamente precedenti all’avvio delle lezioni continuano a creare difficoltà organizzative al sistema dei trasporti.
Riguardo all’affollamento, l’amministratore delegato ha chiarito che non si tratta di una carenza generale di mezzi. Il problema deriva soprattutto dalla concentrazione degli studenti su alcune corse, nonostante nelle stesse fasce orarie esistano più collegamenti disponibili: si tratta quindi di una questione legata alla distribuzione della domanda più che alla capacità dell’offerta. Per questo Fse intende intervenire con una migliore informazione agli utenti, una maggiore assistenza a bordo e una comunicazione più efficace degli orari disponibili. Dove invece è stata rilevata una reale insufficienza di posti, l’azienda ha già sostituito i mezzi con autobus di maggiore capienza.
La linea dell’azienda è quindi quella di rafforzare la pianificazione preventiva, monitorare attentamente il personale e migliorare la distribuzione degli utenti sulle corse disponibili.
Per la presidente Capone sarebbe necessario un punto di collegamento tra i vari vettori (a livello provinciale e regionale) e gli enti interessati, così da garantire una programmazione organica e unitaria che metta i ragazzi nelle condizioni di fruire di un servizio ottimale.
La dirigente della Sezione Trasporto Pubblico Locale, Carmela Iadaresta, ha chiarito che un tavolo unico non c’è e che l’assessorato interloquisce soprattutto con Cotrap e Fse; per i livelli provinciali si è quindi costretti a effettuare doppi passaggi. Ciononostante, ha assicurato la disponibilità a valutarne l’istituzione. Iadaresta ha inoltre evidenziato che la Regione si deve occupare di trasporto pubblico locale in quanto servizio destinato a varie tipologie di utenza: tra queste vi sono gli studenti, ai quali va certamente garantito il diritto al trasporto, senza però che l’intero servizio debba essere programmato come se fosse esclusivamente scolastico.
“Ci aspettiamo che, al di là delle proposte condivisibili, il problema sia risolto nel più breve tempo possibile. Già a partire dalla prossima settimana”, ha concluso Scatigna.
Nel corso della seduta è intervenuto anche il consigliere di Fratelli d’Italia Dino Basile, per sollevare il problema dell’effettiva fruibilità dell’agevolazione tariffaria per gli abbonamenti mensili degli studenti pendolari. Il consigliere ha infatti evidenziato la scarsa accessibilità territoriale dei punti vendita abilitati all’utilizzo del bonus: nel Salento, infatti, l’unico punto vendita si trova a Lecce. Questo elemento rende inefficace la misura a causa della difficoltà di raggiungimento della sede da zone distanti, criticità che sarebbe facilmente risolvibile introducendo la possibilità di acquisto telematico.
La dirigente Iadaresta ha spiegato che la mancata attivazione della vendita telematica è dovuta all’assenza di dialogo tra la piattaforma regionale e quella di Trenitalia-Fse. È un problema noto su cui stanno già lavorando l’Arti (che gestisce la piattaforma regionale) e Trenitalia, e che dovrebbe essere risolto in breve tempo.

