6 Ottobre 2026

Ad Ascoli una “prima” di Gianfreda

Il maestro Massimo Gianfreda: per il Festival di Ascoli Piceno ha composto una "operina"
Il maestro Massimo Gianfreda: per il Festival di Ascoli Piceno ha composto una "operina"

Nella citta marchigiana si apre stasera, martedì, la 47ª edizione del Festival “Nuovi Spazi Musicali”. In programma una “operina” del compositore di Ceglie Messapica: un divertimento scenico in un atto unico

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di Palmo Liuzzi

Prenderà il via oggi, martedì 6 ottobre, nel Foyer del Teatro “Ventidio Basso” di Ascoli Piceno la 47ª edizione del Festival “Nuovi Spazi Musicali”, storico festival dedicato alla musica contemporanea curato dalla compositrice Ada Gentile, che per questa occasione ha realizzato un cartellone che conta cinque concerti e la presentazione di un libro del noto musicologo 𝐑𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐂𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢 su Richard Wagner dal titolo “La poetica del puro umano” (Edizione Libreria Musicale Italiana).

E’ tradizione ormai consolidata che con il concerto inaugurale del festival vengano presentate al pubblico due “operine tascabili”, cioè due opere liriche dalle dimensioni ridotte, di breve durata (circa mezz’ora) e con un organico vocale e strumentale essenziali, in modo da potere essere allestite anche in piccoli spazi.

Una delle due operine che verranno eseguite in prima assoluta stasera è stata commissionata dalla Direzione del Festival al Maestro Massimo Gianfreda, che ha composto per l’occasione un lavoro intitolato “Che musica classica o di oggi?”. Si tratta di un divertimento scenico in un atto unico, con una ouverture e quattro scene su testo di Ivana Manni.

La trama descrive l’accanito dialogo tra la compositrice Giulia (soprano), che ama la musica di oggi, e del suo amico Carlo (basso) che invece sostiene la musica classica e le sue tradizioni. La narratrice (voce recitante) commenta sconvolta il continuo litigare dei due protagonisti in un testa a testa nel quale nessuno dei due è disposto a fare un passo indietro. Durante l’epilogo Giulia minaccia seriamente Carlo con un coltello. Quest’ultimo chiede allora un compromesso: “cerchiamo un accordo e che sia musicale”. La scena si conclude positivamente e i protagonisti concordano che la musica di ogni epoca e genere può avere dignità e qualità musicale.

L’esecuzione del lavoro sarà affidata all’ensemble strumentale del Festival: soprano Annalisa Di Ciccio, basso Stefano Stella, attrice Pamela Olivieri, flauto e ottavino Mauro Baiocchi, clarinetto e clarinetto basso Natalia Benedetti, percussioni Ludovico Venturini, direzione Guido Arbonelli. La scelta di contrapporre il registro acuto (soprano) e quello grave (basso) dei due personaggi, riflette lo scontro generazionale e stilistico tra la musica di oggi e la tradizione e la composizione musicale segue le diverse fasi del testo, muovendosi liberamente tra episodi tonali ed atonali.

Sono presenti anche delle citazioni correlate al testo letterario, con frasi musicali tratte da note composizioni di Chopin e Mozart. Inoltre, nella IV scena compare un tema di carattere popolare. Una composizione ricca e articolata, quindi, da parte del Maestro Gianfreda, che racchiude in sé la caratteristica principale del suo fare compositivo, che rappresenta una visione della musica come ricerca continua, capace di unire tradizione e innovazione, e il cui impegno è fortemente legato anche al territorio; tra i promotori dell’Istituto Musicale di Ceglie Messapica, fondatore e Presidente del Centro Artistico Musicale “Caelium”, Direttore Artistico del “Caelium Classica Festival” che continua la sua attività pubblicando anche con la Universal Edition di Vienna, portando la propria musica in un contesto internazionale.

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