Preparativi a Latiano, dove il santo è nato, in occasione dell’anniversario della morte avvenuta il 5 ottobre 1926. Lo scorso settembre Pompei lo ha elevato a Patrono della città, nel suo territorio di origine ancora non c’è un riconoscimento comunque sollecitato
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di Damiano Leo
Per la prima volta, dopo la canonizzazione, l’intera comunità diocesana di Oria, guidata dal vescovo Vincenzo Pisanello, si prepara a vivere la festa di San Bartolo Longo (1926 – 2026), nella ricorrenza del giorno della sua morte avvenuta il 5 ottobre del 1926, una ricorrenza particolarmente importante e significativa come sottolineato dal vescovo Pisanello.
La commemorazione è prevista per lunedì 5 ottobre 2026, nel giorno della Memoria Liturgica di San Bartolo Longo a Latiano, città dove è nato. L’accoglienza avrà inizio dalle ore 17,30, presso la Chiesa Madre della città brindisina e alle 18 il vescovo Vincenzo Pisanello presiederà l’importante e solenne Celebrazione Eucaristica.

Seguirà, con inizio alle ore 19, il Santo Rosario aux flambeaux al cospetto dell’effigia di San Bartolo, al quale si deve l’istituzione di tale preghiera mariana.
Al termine del Santo Rosario ci sarà la Supplica alla Beata Vergine Maria e la Santa Benedizione, a cura del vescovo oritano, sul sagrato della Chiesa dedicata al Rosario e consegna, alla comunità diocesana, della memoria annuale. La Chiesa del Rosario resterà aperta, per la preghiera personale, fino alle ore 22.
Importante ricordare che lo scorso 5 settembre 2026 San Bartolo Longo è stato elevato a Patrono della città di Pompei. Una data, questa, destinata a entrare nella storia della città campana. Nella Cappella dedicata a san Bartolo Longo del Pontificio Santuario, l’arcivescovo Prelato, Monsignor Tommaso Caputo, ha dato l’annuncio atteso e profondamente significativo; la Santa Sede ha accolto la proposta della Prelatura Territoriale di Pompei per l’elezione del nostro Santo a patrono delle Città. Il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei sacramenti ha concesso la confirmatio, rendendo così pubblico lo speciale legame tra il Santo e la Città che egli contribuì a far nascere.
La Città di Pompei, riconoscente al Santo latianese, gli ha tributato la massima considerazione, la sua Terra, purtroppo, non è stata capace neanche di dedicargli il Tribunale di Brindisi, anche se, da più Enti e da privati cittadini, come l’avvocato cegliese Augusto Conte, c’era stata formale ed esplicita richiesta.

