Pubblicato l’interessante lavoro di Angelo Palma, un saggio bilinguistico di un prezioso testo “tradotto” nel lessico di Ceglie Messapica. E’ l’ulteriore prova dello studioso che poco più di un anno fa ha dato alle stampe il “Dizionario etimologico del dialetto cegliese con grammatica”. E così anche “coloro che scrivono in dialetto hanno fatto progressi” avverte l’autore
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di Damiano Leo
Ad un anno e qualche mese dalla pubblicazione del Dizionario Etimologico del Dialetto di Ceglie Messapica con Grammatica, edito per le Edizioni “Artebaria Edizioni” di Martina Franca, l’ingegnere Angelo Palma torna alla carta stampata con un interessate saggio linguistico Narrativa in italiano e dialetto cegliese da testo inglese Munro Čechov, YouCanPrint, 95 pagine.
Dalla sua Introduzione al testo l’autore cegliese fa spere che “coloro che scrivono in dialetto hanno fatto progressi”, grazie soprattutto ai due Dizionari del dialetto cegliese pubblicati dal 2023 al 2025, il primo scritto a quattro mani da Domenico Epicoco e curato da Angelo Palma, autore unico del nuovo e più esaustivo ed etimologico vocabolario della lingua dei nostri padri.

Palma, per dare corpo a questa nuova pubblicazione, è partito dalla convinzione che “Per scrivere bene in dialetto occorre conoscere: il lessico (le parole); le metafonie (per sing. / pl., m. / f. di alcune voci e nella coniugazione di alcuni verbi) e in generale la fonetica e nel suo ambito i raddoppiamenti, ove ricorrano; la morfologia e quindi la coniugazione dei verbi; la sintassi e nel suo ambito i raddoppiamenti fono-sintattici, riportati in Grammatica e presenti anche nell’italiano del Sud; e le Note sulla Scrittura”, riportate a pagina 9 del saggio. L’autore aggiunge anche che: “Per migliorare la scrittura occorre allenarsi con le traduzioni”. Questo è lo scopo del nuovo, appassionato lavoro di Angelo Palma.
Due racconti, tradotti dall’inglese, costituiscono il testo in italiano e dialetto cegliese a fronte. Gli autori scelti sono la premio Nobel canadese Alice Munro di lingua inglese, con un racconto di impronta shakespeariana, e il mancato premio Nobel russo Anton Čechov, con uno dei suoi primi racconti, da lui considerato uno “schizzo leggero”, pubblicato nel 1883 su un giornale umoristico di Mosca. L’abbinamento dei due autori fu subito sancita dalla critica del tempo; il nostro Autore ne ha condiviso la scelta, ponendola ora all’attenzione degli amanti del dialetto cegliese.
La scelta di tradurre un racconto del premio Nobel Alice Munro, è suggerita ad Angelo Palma – come avverte il professor Cosimo Francesco Palmisano nella sua Presentazione al testo “In occasione della ripubblicazione in Italia del racconto, riportato in questo saggio”, poiché “un critico scrisse che chi voleva conoscere cosa fosse la letteratura avrebbe dovuto leggere proprio quel racconto”. E Palmisano, Docente di Materie letterarie, latino e greco al liceo classico, collaboratore di “Umanesimo della Pietra”, della Città del Festival della Valle d’Itria, aggiunge: “Parafrasando quel giudizio si può aggiungere che chi vuole conoscere se il dialetto cegliese sia una lingua deve leggere queste traduzioni”.

Nel redigere questo interessante lavoro l’ingegnere Palma si è preoccupato anche di introdurre ulteriori voci dialettali oltre alle nuove già contenute nel suo Dizionario stampato nel 2025. Ha altresì mostrato come si possono tradurre in cegliese gli scritti di una premio Nobel, come la Munro, o di un mancato premio Nobel come Čechov, morto prematuramente.
Cogliendo l’invito del professor Palmisano, suggeriamo “leggere questo libro bilingue, che riporta a sinistra la versione italiana, tradotta dall’inglese da Angelo Palma, e a destra quella in vernacolo cegliese del medesimo”. I due racconti tradotti in vernacolo cegliese, presenti nel saggio linguistico del Palma sono: Scherzi, racconto di Alice Munro, inserito nella raccolta “Ranaway”, del 2019 e Il mercato degli uccelli e dei pesci a Mosca, racconto di Anton Čechov, del 1883. Il dialetto cegliese, con questa pubblicazione, si veste di internazionalità e comincia a camminare con le sue gambe incontro a un futuro, ne siamo certi, sempre più luminoso.

