7 Ottobre 2026

In marcia per la pace (e non solo)

La conferenza stampa in cui è stata illustrata la Marcia da Gravina ad Altamura
La conferenza stampa in cui è stata illustrata la Marcia da Gravina ad Altamura

Il 24 ottobre da Gravina ad Altamura il cammino di 14 chilometri voluto oltre quarant’anni fa da don Tonino Bello. Si marcerà per richiamare l’attenzione alla minaccia della guerra, ma anche contro scelte che preoccupano le comunità. Prime adesioni da Ceglie Messapica, il partito di Rc ha annunciato la partecipazione

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“Prima di tutto la Pace!” è il motto che guiderà la marcia della pace che il 24 ottobre vedrà nel cuore della Murgia migliaia di persone insieme per invocare il silenzio delle armi.

Lungo un percorso di 14 chilometri, la Marcia da Gravina ad Altamura rievoca appuntamenti di oltre quarant’anni fa, con la prima edizione “per la pace e la nonviolenza” del 1985 per iniziativa di don Tonino Bello, allora vescovo di Molfetta e presidente di Pax Christi Italia. Una marcia importante, contro la crescente militarizzazione della Puglia e dell’Alta Murgia. Da allora, quel cammino è diventato un segno di impegno per la pace, il disarmo e la difesa del territorio.

“Dal cuore del Mezzogiorno, tra Puglia e Lucania, torna oggi un appello a rimettere insieme ciò che troppo spesso viene separato: pace, ambiente, lavoro, libertà di movimento e autodeterminazione dei territori” dicono gli organizzatori.

All’iniziativa del 24 ottobre hanno dato l’adesione numerosi gruppi, partiti e associazioni. Da Ceglie Messapica c’è finora la partecipazione di Rifondazione comunista che accende focus sulla militarizzazione del territorio e sulle denunciate speculazioni dell’ambiente. “ La Murgia non è zona di guerra, la Puglia non è resort per ricchi, la Puglia non è deposito di scorie nucleari” affermano in una nota il segretario regionale Sabino De Razza, con  Tito Anzolin del Dipartimento ambiente e Angelo Leo       del Dipartimento nazionale agricoltura.

La “marcia” è intesa come operazione per la pace ma anche per richiamare l’attenzione sulle scelte giudicate molto negativamente. “ La Puglia – sottolineano – è al centro di una mega speculazione e cementificazione della costa e delle aree interne” citando gli interessi per “Costa Ripagnola, Torre Pozzelle, Maruggio, in Salento, e a Mogale a Ostuni, con proposte diversificate ma accomunate da una proposta di turismo per ricchi che presuppone aree di esclusiva accessibilità solo ai ricchi, e di conseguenza sottratti ai cittadini pugliesi”.

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