L’avvocato e saggista Augusto Conte ha proposto al sindaco di Ceglie Messapica l’intitolazione di una strada al “Santo Laico” di Latiano
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L’avvocato Augusto Conte ha scritto al sindaco di Ceglie Messpica Angelo Palmisano invitandolo a considerare la proposta di intitolazione di una via del paese a Bartolo Longo, fondatore del Santuario di Pompei proclamato santo lo scorso 19 ottobre da papa Leone XIV.

L’avvocato cegliese, per dieci anni presidente dell’Ordine forense della provincia di Brindisi, ha dedicato particolare attenzione al santo nato a Latiano, anch’egli avvocato, dedicando scritti fino a proporre l’intitolazione del Tribunale di Brindisi o di una sala, richiesta finora non ancora soddisfatta. Ora l’invito a inserire il Santo latianese nella odonomastica di Ceglie Messapica.
“Illustre Signor Sindaco di Ceglie Messapica, alla Giunta e al Consiglio Comunale, chiedo, – ha scritto l’avvocato Conte – in occasione della canonizzazione e delle celebrazioni del centenario dalla “visione della luce”, di intitolare una via, nella odonomastica cittadina, al Santo Laico Avvocato Bartolo Longo.
Il mio “incontro” con l’Avv. Bartolo Longo avvenne negli anni Sessanta del secolo scorso, quando frequentai “Antropologia Criminale” presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Le lezioni, che consentivano le relazioni con diverse tipologie di detenuti, si svolgevano a via Bartolo Longo, ed erano tenute dal prof. Benigno Di Tullio, promotore del Carcere modello di “Rebibbia”, che aveva affinato il pensiero di Cesare Lombroso, fondatore della teoria del “delinquente nato” e dell’atavismo famigliare, e della impossibilità di recupero dei figli dei carcerati, anche recependo il messaggio di Bartolo Longo, tanto da fargli intitolare la via di Rebibbia, oltre venti anni prima che fosse dichiarato Beato.

A Bartolo Longo – motiva l’avvocato e saggista cegliese – non solo è dovuta la venerazione della Madonna del Santo Rosario e la creazione della Nuova Pompei, ma con le sue opere laiche, in favore della educazione civile e morale dei figli dei detenuti, e degli ultimi, togliendoli dal marchio della infamia, fu ideatore e fondatore originale di ardimentose socialita’, con la carità e la giustizia, riconoscendo i diritti universali fondamentali umani agli abbandonati, ai derelitti, sostenendo i principi di legalità.
L’approfondimento della vita e dell’opera è avvenuta alla partecipazione ventennale dells Fondazione Bartolo Longo, di Latiano che vide nascere il nuovo Santo.
Bartolo Longo è precursore di leggi, internazionali e nazionali, ispirati alla giustizia rieducativa, riparativa, riabilitativa e conciliativa, e ha svolto, ispirando la sua opera a salvaguardia della spiritualità dell’anima, una elevata missione laica, su cui è fondata la Sua Santità, a presidio dei diritti, della giustizia e della libertà.
La sua opera è anticipatrice dell’intelligenza laica del Cristiano e dell’uomo moderno, fondamento di cultura e di educazione collettiva alla legalità, e riveste – conclude Conte un carattere sociale, giuridico e di civiltà, su cui sono fondate le Costituzioni contemporanee”.

