8 Febbraio 2026

I miracoli di vita di Donato Gioia

Donato Gioia con Papa Francesco e un concerto de "I portatori di Gioia" (foto dal sito dell'associazione)
Donato Gioia con Papa Francesco e un concerto de "I portatori di Gioia" (foto dal sito dell'associazione)

Fin da bambino a contatto con medici e reparti ospedalieri per via di alcune difficili patologie. Poi i prodigi vissuti a Brindisi e nel santuario di San Cosimo a Oria dove la mamma lo portò a 5 anni chiedendo la grazia di farlo camminare e dove mosse i primi passi. Storie, sofferenze e “vittorie” del presidente dell’associazione “I portatori di Goia” raccontati in un libro che sarà presentato nel teatro di Ceglie Messapica

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di Damiano Leo

Un accorato, straziante, da pugno nello stomaco, inno alla gioia, alla vita quello del cegliese, cinquantasettenne, Donato Gioia, autore del libro Dal Buio alla Luce. Una storia da Raccontare, pubblicato in proprio a Locorotondo. Novanta pagine elegantemente confezionate a mano, come si faceva un tempo.

Un libro che si legge tutto di un fiato, pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, racconto dopo racconto, poesia dopo poesia, sempre, comunque, con gli occhi prossimi alle lacrime, di gioia e di dolore. Un libro nel quale Donato Gioia ha riversato tutta la sua travagliata vita: dai primi mesi nei quali gli riscontrarono una anemia mediterranea, detta anche talassemia major, passando dall’epatite “C”, fino ad arrivare a quello che Donato chiama “il bastardo”, un brutto tumore, felicemente sconfitto.

La copertina del libro di Donato Gioia

Un libro che parla di miracoli: il primo a San Cosimo alla Macchia di Oria, dove, a cinque anni, la madre lo conduce per chiedere la grazia di farlo camminare, le sue condizioni di salute fino ad allora non lo avevano ancora permesso. Donato fa i primi passi, tornando tra le braccia della madre. Il secondo miracolo a Brindisi, per intercessione di San Pio che gli apparve in sogno e gli disse: «Ora riposa, figlio mio. Il Signore ti ha ascoltato».

Un libro nel quale Donato racconta la sua infanzia fatta di “ospedali, corridoi freddi e luci al neon”. Di un bambino che “non aveva giocattoli, aveva siringhe. Non aveva amici di giochi, ma medici e infermieri che cercavano di strappargli un sorriso”, spesso riuscendovi.

Donato racconta di aver subito bullismo: “risate, soprannomi, spintoni, parole che facevano più male di qualunque ago” racconta dei suoi primi anni scolastici, ma di aver avuto il coraggio di dire “basta” per dignità, non per violenza, reagendo energicamente ad una ennesima provocazione.

Si legge di Centro di Salute Mentale (Csm), voluto da una madre disposta a tutto pur di salvare suo figlio. Di riscatto sociale. Dio nuove passioni: la musica, il teatro come terapia, i laboratori, “I Portatori di Gioia”, Associazione fortemente desiderata da Donato Gioia  “che – come scrive lui – dopo tante  battaglie, avevo finalmente imparato ad amare la mia storia. Ogni cicatrice era diventata una parola, ogni lacrima un seme. L’associazione cominciò come una piccola fiamma, ma presto diventò un faro”, come è possibile vedere nei loro locali di Viale Risorgimento, a Ceglie Messapica.

Donato Gioia è nato l’11 maggio 1969 a Ceglie Messapica. Molto impegnato nel sociale, anche quale Volontario Aifo, nonostante le sue precarie condizioni di salute.  Frequenta vari corsi di formazione teatrale, laboratori artistici e si diletta a suonare la fisarmonica. Personaggio noto nella comunità locale, legato, in qualità di presidente, all’associazione “I portatori di Gioia”, un laboratorio culturale e sociale che promuove l’integrazione e l’autonomia di persone fragili  con disabilità.

Con la sua associazione ha donato una tela raffigurante la pace, realizzata da un’artista cegliese, a Papa Francesco in segno di ringraziamento per il suo impegno per la pace.

 Il libro di Donato Gioia, Dal Buio alla Luce. Una storia da Raccontare, sarà presentato ufficialmente a marzo prossimo, nel teatro comunale di Ceglie, con ingresso libero mentre il ricavato della vendita sarà integralmente devoluto all’associazione “I portatori d gioia”.

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