La lettera di un vecchio commilitone della caserma Trizio di Lecce e subito dopo un gruppo WhatsApp per stringere un legame nato nel 1970 durante il periodo del servizio militare. Così Tommaso Demitri, ex “quadro” Telecom di Ceglie Messapica, ha ritrovato gli amici di un tempo. E con loro anche il comandante di Compagnia che li ha “arruolati” per un raduno
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di Domenico Strada
Qualche giorno fa Tommaso Demitri, dipendente con ruoli di responsabililtà di Telecom Italia oggi in pensione, ha ricevuto una lettera con tanto di francobollo, recapitata a casa a Ceglie Messapica dal classico portalettere. Dopo qualche momento di sorpresa e di naturale apprensione, atteso il fatto che questo mezzo di comunicazione è andato quasi del tutto in disuso da anni, il nostro Tommaso, nel leggere il breve contenuto della missiva, ha scoperto che il “mittente” era Guglielmo Nicolai, un vecchio commilitone del periodo del servizio militare svolto ormai 56 anni orsono.
Questi si era premurato di informare il “destinatario” che stava costituendo un gruppo whatsapp con quelli che erano stati i frequentatori del 26^ Corso Allievi Comandanti di squadra delle truppe meccanizzate e corazzate, svolto nella caserma Trizio di Lecce, dal 15 gennaio al 15 giugno 1970. La moderna opportunità social ha permesso un rapido scambio di ricordi, aneddoti e foto d’epoca, consentendo ai vecchi amici in uniforme di rinverdire quell’indimenticabile periodo che ha segnato in maniera indelebile la vita di tanti ex ventenni che, avendo ricevuto la famosa cartolina rosa, hanno svolto il servizio militare obbligatorio nelle varie caserme d’Italia.


Tommaso Demitri durante il periodo del servizio militare e con altri commilitoni nella goliardia del tempo
In questa circostanza ha suscitato un particolare ricordo la foto allegata che ritrae, tra gli altri, il bersagliere trasmettitore (non poteva essere altrimenti) Tommaso Demitri – con elmetto e piagiama – il giorno della somministrazione del famoso vaccino TABTe. Si trattava di un poco rassicurante miscuglio di colore marrone scuro, prodotto dall’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze, che aveva la funzione cosidetta tetravalente, cioè di proteggere dal tifo, paratifo A e B, e tetano, inoculato con un siringone nel petto, su cui, in via preventiva, un collega si preoccupava, con mano ferma, di fare una croce con la tintura di iodio; tale vaccinazione, per gli immediati effetti febbrili collaterali, dava diritto a ben 3 giorni di riposo medico in branda (quando andava bene).
Il gruppo è riuscito anche a contattare l’allora comandante di Compagnia, Marcello Cataldi, ora generale in pensione, che ha lanciato l’idea, subito accolta, di organizzare un raduno nella caserma Trizio a Lecce.


Solo da rettificare che non ero un dirigente ma un quadro di Telecom Italia