30 Agosto 2026

Vincenzo Esposito, l’eroe dimenticato

Il rientro a Ceglie Messapica nel 1965 delle spoglie del s.tenente Vincenzo Esposito. Il corteo funebre mentre percorre via San Rocco: alla destra del feretro il prof Donato Suma, alla sua destra il poeta Pietro Gatti, cognato dell’ufficiale morto in guerra
Il rientro a Ceglie Messapica nel 1965 delle spoglie del sottotenente Vincenzo Esposito. Il corteo funebre mentre percorre via San Rocco: alla destra del feretro il prof Donato Suma, alla sua destra il poeta Pietro Gatti, cognato dell’ufficiale morto in guerra sul fronte greco-albanese

Giovanissimo sottotenente, morto a 24 anni durante la Seconda guerra mondiale, decorato di medaglia d’argento al Valor Militare. Ufficiale di reggimento, pur convalescente, non esitò ad entrare in azione sul fronte greco-albanese dove perse la vita. Nel centro storico di Ceglie Messapica lo ricordano una strada e una targa, peraltro incompleta

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di Domenico Strada

Nel centro storico di Ceglie Messapica,  sul muro di fronte alla chiesa di San Demetrio, è apposta una targa con l’intestazione della via a “V.M. Esposito decorato medaglia d’argento” (proprio in questa sequenza, sic!). L’intestazione di vie e/o piazze a personalità anche locali, ritenute meritevoli di tale attenzione come tributo civico, è una pratica di alto valore culturale ed identitario, solo che occorrerebbe indicare i lori nomi con completezza ed accuratezza, certamente non come avvenuto in questo caso specifico.

Il sottotenente Vincenzo Esposito

E’ sorta quindi la necessità di verificare in maniera completa chi fosse il “V.M. Esposito” peraltro decorato; avvalendosi delle preziose pubblicazioni “Ai Cegliesi decorati al valore” a cura del col. Pasquale Elia (1995) e “Onor Caduti di Ceglie Messapica” a cura di Michele Ciracì (2003), si è accertato che si tratta del sottotenente Vincenzo Esposito,  nato a Ceglie Messapica il 25.3.1916, assegnato al 32° reggimento della divisione di Fanteria “Siena”, caduto in combattimento sul fronte greco-albanese il 17 dicembre 1940, decorato di medaglia d’argento al Valor Militare (V.M.  quindi non sono le iniziali del nome), con la seguente motivazione:

“Ufficiale addetto al Comando del Reggimento, pur essendo a riposo, perché dimesso dall’ospedale, in giornata di dura e cruenta lotta, volontariamente, in tre momenti differenti, si offriva di ristabilire il collegamento con la linea attraverso sentiero violentemente battuto dalle armi nemiche, per riallacciare linee telefoniche interrotte, per recarsi alle riservette sul rovescio della posizione  finché non trovava morte eroica e gloriosa. Quota 613 Kieparò – fronte greco-albanese 17.12.1940”.

Questa verifica odonomastica si è trasformata nell’occasione per rendere onore rinnovando la memoria pubblica  di questo giovane ufficiale cegliese, già laureato in giurisprudenza all’Università di Siena, caduto a soli 24 anni di età.

L’orazione funebre dattiloscritta tenuta dal professor Donato Suma

La professoressa Viviana Gatti, che è divenuta la custode della memoria dello zio materno Vincenzo, ha ricordato come la madre Antonietta, nell’estate del 1965, si fosse prodigata per far rientrare a Ceglie, dal Sacrario Militare di Bari, le spoglie mortali dell’amato fratello Vincenzo che ora riposa nella sua terra natia.

A tale evento avevano partecipato commossi tanti cittadini, fra i quali anche il prof. Donato Suma che aveva tenuto l’orazione funebre; il figlio, l’avv. Felice Suma,  ne ha rintracciato il testo originale dattiloscritto (clicca qui per il documento in Pd).

Il prof. Suma  legato a “Zino” (così lo evoca nel discorso commemorativo) da un profondo rapporto di amicizia, che aveva anch’egli, appena laureatosi in Legge, combattuto sul fronte greco-albanese come sottotenente del 48° reggimento della divisione di Fantera “Ferrara”, così ricorda il loro ultimo incontro:

“…Tu combattesti con me sullo stesso fronte di guerra, e dinanzi alla tua spoglia rivivo quei lontani giorni burrascosi segnati da orrori di sangue e di morte. Ci incontrammo l’ultima volta in Albania quando si era in assetto di guerra e si attendeva l’ordine di attacco. Restammo qualche ora insieme, poi ci separammo commossi. Ricordo ancora il tuo lungo sguardo, e sento ancora il calore della tua mano nella nostra ultima stretta. Poi ognuno partì per il suo destino: tu incontro alla morte, io verso la lunga prigionia quando, ferito e sanguinante fui raccolto fra i cadaveri del mio plotone ed avviato per diverse tappe verso l’Australia…”.

L’indicazione di via s.tenente Vincenzo Esposito e, a destra, come potrebbe essere la nuova targa, rielaborata con l’AI da Francesco Moro

Tornando ai giorni  nostri, l’amministrazione comunale, nel quadro delle preannunciate variazioni delle intestazioni delle vie, potrebbe procedere a rinnovare quella in argomento, con:  “via sottotenente Vincenzo Esposito, decorato di medaglia d’argento al Valor Militare (1916-1940)”.

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