16 Maggio 2026

Scarafilo: “Tutela per tutti i cittadini”

Ceglie sotto choc per le intimidazioni che hanno provocato la rinuncia alla candidatura di Laveneziana
Ceglie sotto choc per le intimidazioni che hanno provocato la rinuncia alla candidatura di Laveneziana

La candidata sindaca del centrosinistra di Ceglie Messapica, Agata Scarafilo, ha scritto al prefetto di Brindisi dopo le intimidazioni denunciate da Laveneziana. “Ci aspettiamo una risposta dalle istituzioni perché Ceglie Messapica non si senta abbandonata e la politica non resti ostaggio di metodi criminali”. Il consigliere regionale Gioia: “Perché accade tutto questo e perché qui? Faremo una denuncia formale dell’accaduto”. La condanna degli assessori e consiglieri di maggioranza. Isabella Vitale: “Confronto democratico. Via le ambiguità”

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Una richiesta di incontro con gli organi istituzionali è stata inviata stamane, venerdì 17 aprile, dalla candidata sindaca del centrosinistra di Ceglie Messapica, Agata Scarafilo, al Prefetto di Brindisi. L’istanza è stata proposta all’indomani della rinuncia di un candidato sindaco in seguito ad una lettera anonima che il destinatario ha definito “minatoria e intimidatoria” e denunciata agli organi di polizia.

Agata Scarafilo, con la propria iniziativa e in rappresentanza dell’intera coalizione del centrosinistra, si è rivolta al Prefetto di Brindisi per esporre la necessità di assicurare  la più ampia espressione democratica, la tutela di tutti i candidati al voto amministrativo, e in particolar modo la difesa di legalità e garanzia per i cittadini di Ceglie Messapica, paese apprezzato per l’ospitalità della gente nel rispetto di una riconosciuta convivenza civile. 

“La ricezione di una lettera anonima – ha scritto al Prefetto Agata Scarafilo – dal contenuto minatorio presso l’abitazione privata di un candidato sindaco non rappresenta solo un vile attacco alla persona e alla sua serenità familiare, ma costituisce un vulnus intollerabile alla democrazia. Quando atti del genere riescono a determinare l’esclusione di un competitor dalla sfida elettorale, non è solo un progetto politico a fallire, ma è lo Stato stesso a subire un’offesa.

Riteniamo che quanto accaduto rischi di alterare il normale e libero processo democratico in vista delle prossime consultazioni amministrative.

L’intimidazione non solo dei candidati, ma dell’intero corpo elettorale, potrebbe rappresentare un inaccettabile inquinamento del clima civile della città, creando inoltre un precedente pericoloso dove la violenza psicologica prevale sul confronto delle idee.

​Alla luce di questi fatti, chiediamo – ha concluso la candidata del centrosinistra – un incontro a Lei per esporre la nostra profonda preoccupazione ed esortare un presidio di legalità ancora più rigoroso. È fondamentale che le Istituzioni forniscano una risposta immediata e percepibile, affinché la comunità di Ceglie Messapica non si senta abbandonata e la politica non resti ostaggio di metodi criminali”.

“La libertà individuale è un limite invalicabile: nessuno può arrogarsi il diritto di imporre la propria volontà con la forza o la minaccia”. Con queste parole Tommaso Gioia interviene con fermezza a seguito del grave episodio di intimidazione che ha coinvolto Antonello Laveneziana, esprimendo non solo vicinanza umana, ma una decisa condanna politica e civile.
​“Esprimo la mia totale e sentita solidarietà ad Antonello, di cui condivido pienamente le preoccupazioni,” dichiara Gioia. “Tuttavia, lo sdegno non può più bastare. Dinanzi a fatti di questa gravità, abbiamo il dovere morale di squarciare il velo dell’ipocrisia e andare alla radice del problema.”
​Secondo Gioia, l’episodio solleva interrogativi urgenti che richiedono risposte chiare per l’intera comunità di Ceglie Messapica: “Dobbiamo chiederci perché questo sia accaduto e perché proprio nel nostro territorio. Solo individuando i reali interessi che si muovono dietro le quinte potremo fare piena chiarezza e ripristinare un confronto democratico e civile, degno di questo nome.”
​L’impegno di Gioia non si fermerà alle dichiarazioni di rito. È già stata avviata la procedura per la denuncia formale dell’accaduto presso le istituzioni preposte, affinché venga fatta luce sulle dinamiche dell’intimidazione.
​“La nostra azione non si esaurisce con la solidarietà,” conclude Gioia. “Non permetteremo che il silenzio o la paura prendano il sopravvento. La democrazia non si costruisce con le minacce, ma con il coraggio delle idee e il rispetto delle regole.”

Sulla vicenda sono intervenuti gli assessori e i consiglieri comunali della maggioranza. “Calunnie, intimidazioni e minacce non appartengono al confronto democratico né alla convivenza civile che la nostra comunità deve difendere. La politica può e deve essere confronto anche duro tra idee, visioni e programmi, mai aggressione personale o tentativo di condizionare con la paura il dibattito pubblico.
Pur nelle distanze politiche che ci separano, esprimiamo ad Antonello Laveneziana e alla sua famiglia la nostra sincera solidarietà. Riteniamo che Ceglie esiga un confronto alto, libero e rispettoso” hanno sostenuto in una nota che porta la prima firma del presidente del consiglio comunale Nicola Ricci. Già ieri era stato il sindaco Angelo Palmisano a esprimere “piena e sincera vicinanza ad Antonello Laveneziana per il vile gesto” subito.

In un post è intervenuta anche la consigliera di opposizione Isabella Vitale, di Radici d’Impegno. “In questi anni, da consigliera comunale di opposizione, non ho mai nascosto il mio giudizio politico critico nei confronti di Antonello Laveneziana. L’ho contrastato sul piano amministrativo e politico, e quel giudizio – afferma – non cambia oggi. Ma proprio per questo sento il dovere, da candidata al Consiglio comunale nella coalizione che sostiene Agata Scarafilo, di affermare con chiarezza un principio che vale per tutti e che viene prima di ogni appartenenza: nessuna intimidazione può incidere sul diritto di candidatura e sulla libertà della competizione democratica.

Per questo esprimo solidarietà umana ad Antonello Laveneziana e alla sua famiglia. Ma insieme alla solidarietà occorre anche una posizione politica netta. Perché quando una minaccia produce il ritiro di un candidato, non si apre solo una vicenda personale. Si determina un fatto pubblico che riguarda l’intera comunità, la qualità del confronto democratico e il diritto dei cittadini di scegliere liberamente da chi farsi rappresentare.

Una campagna elettorale deve svolgersi nel confronto, nella trasparenza, nel rispetto reciproco e sotto la piena tutela delle istituzioni. Non può essere neppure sfiorata dall’idea che la pressione, l’intimidazione o la paura possano alterarne il corso.

Per questo, accanto alla doverosa condanna di quanto accaduto, serve una risposta chiara e condivisa: massima attenzione da parte delle autorità competenti, piena tutela per tutti i candidati e difesa rigorosa della limpidezza del confronto elettorale.

Le differenze politiche restano, ed è giusto che restino. Ma proprio la politica, quando è degna di questo nome, ha il dovere di difendere le regole democratiche anche nei confronti dell’avversario. Su questo . conclude Vitale – non ci possono essere ambiguità. A Ceglie Messapica deve contare solo il libero esercizio della democrazia. Il resto non è accettabile”.

Preoccupato per il clima torbido anche il Partito Democratico di Ceglie che, che attraverso il segretario Maurizio Semeraro, aveva già espresso “viva preoccupazione” per il “grave gesto intimidatorio”, lamentando la mancanza di iniziative istituzionali da parte dell’amministrazione comunale. Il Pd aveva infatti auspicato che il prefetto provvedesse “con urgenza alla necessaria convocazione del Tavolo per la sicurezza pubblica per assicurare anche in questa città la regolare procedura democratica delle prossime elezioni amministrative”.

Il Pd, pur esprimendo solidarietà a Laveneziana e ai componenti delle sue liste, ha auspicato che il candidato possa “rivedere la scelta di cedere alle intimidazioni ricevute”, esaltando invece “con forza il diritto di chiunque, anche in contrapposizione alle nostre posizioni, di poter svolgere tranquillamente le proprie prerogative democratiche”. Semeraro ha criticato le “forze politiche di destra, che da oltre 15 anni governano la città, alle prese con una lotta fratricida e a farne le spese è l’anello più debole della loro catena”.

Manifestazione di vicinanza a Laveneziana sono stati rivolti da Giovanni Gianfreda, indicato come candidato sindaco da una coalizione di quattro forze sostenute da FdI e Forza Italia. “In momenti come questi, ogni forma di intimidazione – ha scritto Gianfreda – rappresenta una ferita non solo per la persona che la subisce, ma per l’intera comunità democratica. Esprimo piena solidarietà ad Antonello Laveneziana per quanto accaduto, con l’auspicio che le autorità competenti facciano al più presto piena luce sull’episodio.

La partecipazione alla vita pubblica deve sempre fondarsi sul rispetto, sul confronto civile e sulla libertà di espressione. Nessuna minaccia può e deve condizionare l’impegno di chi sceglie di mettersi al servizio della propria comunità. A lui e alla sua famiglia va la mia vicinanza umana e istituzionale. Difendere i valori della democrazia è una responsabilità che appartiene a tutti noi”.

“Caro Antonello, mi dispiace davvero molto – ha scritto Giusy Resta, consigliera comunale all’opposizione – per quanto accaduto. Ti sono vicina. So bene che sei una brava persona. Questi gesti sono da condannare con fermezza e non rappresentano in alcun modo la politica sana per la nostra città. Ti mando un abbraccio e tutta la mia solidarietà”.

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