11 Marzo 2026

I 50 anni della “Nunzia Stoppa”

Applausi a scena aperta per il "Natale in casa Cupiello", la commedia portata in scena a gennaio
Applausi a scena aperta per il "Natale in casa Cupiello", la commedia portata in scena a gennaio

Straordinario traguardo per la compagnia teatrale di Ceglie Messapica che dopo il successo del “Natale in casa Cupiello” porterà in scena “Filomena Marturano”. Il gruppo diretto da Mino Gervasi si è trasformato in un laboratorio culturale, con una meticolosa e sapiente ricerca arricchita dallo studio del dialetto cegliese. E anche la prossima rappresentazione della commedia di De Filippo (25 e 26 aprile) sarà tradotta e interpretata nell’idioma del territorio

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di Pino Santoro

Grande è l’attesa per il 25 e 26 aprile prossimi, due date in cui la Compagnia Teatrale Nunzia Stoppa, sapientemente diretta dal regista Mino Gervasi, porterà in scena, al teatro Comunale di Ceglie Messapica, la commedia di Eduardo De Filippo, “Filumena Marturano”. Dopo il grande successo di “Natale in casa Cupiello” dello scorso gennaio, le richieste dei posti per assistere all’evento vanno a ruba.

Pino Santoro

La Compagnia Teatrale Nunzia Stoppa è una realtà ben radicata sul territorio, che calca le scene proponendosi da quasi 50 anni nelle location cegliesi e non solo, realizzando, oltre ad opere e commedie teatrali, anche evocazioni storico/religiose come “La Passione Vivente” per le vie della città messapica, mirando ad un lodevole percorso di socializzazione all’interno della comunità.

A teatro, nel corso dei tanti anni di attività ha presentato lavori di autori napoletani del livello di De Filippo, Scarpetta, Di Maio ecc…. Opere presentate in lingua ma si cimenta anche in quelle in vernacolo locale mirando così a valorizzare il cegliese per evitare che con il passare del tempo possano finire nel dimenticatoio espressioni o modi di dire che fanno sintesi di alcuni significati di più ampio respiro che caratterizzano culturalmente e storicamente il popolo cegliese.

Davvero stimolante per la “Nunzia Stoppa” ricercare e far rivivere, anche se per poche ore, divertendo il pubblico, termini di un dialetto tradizionale che, purtroppo, va scemando sempre più fino a confondersi con la lingua nazionale.

Come tanti altri dialetti, il nostro di Ceglie Messapica, viene sacrificato da una globalizzazione che omologa e fagocita tutto, compreso il linguaggio. Per questo motivo un grande patrimonio che i nostri antenati ci hanno trasmesso ed affidato rischia l’estinzione. Parliamo di un’espressività, una ricchezza di linguaggio, di idiomi e modi di dire unici ed irripetibili nella lingua nazionale.

La lingua nazionale ha il grande pregio di aver unificato gli italiani in un unico popolo con una dote di un grande patrimonio culturale, letterario e artistico ma è un’arma a doppio taglio e rischia di soffocare le identità locali altrettanto importanti e ricche di cultura e tradizioni.”

La locandina della “Filomena Marturano” in scena ad aprile

Il teatro è da sempre considerato uno strumento attraverso cui esteriorizzare efficacemente gli aspetti più irrazionali e profondi dell’animo umano. Lo sapevano gli antichi per cui l’opera teatrale rappresentava un rituale di grande rilevanza religiosa e sociale, uno strumento di educazione nell’interesse della comunità. I più profondi temi sociali hanno attraversato tanto la tragedia quanto la commedia. Rispetto, onestà, impegno, sono alcuni dei valori morali che il teatro riesce ancora oggi a trasmettere con grande efficacia, rivestendo uno scopo educativo di formazione umana e di orientamento. Il teatro supporta la persona nella presa di coscienza della propria individualità, nella riscoperta del bisogno di esprimersi credendo incondizionatamente nelle proprie potenzialità, allena gli individui ad affrontare con maggior sicurezza il reale, li aiuta a comprendere la difficile realtà sociale in cui vivono e li sostiene nel loro lavoro di crescita.

Il teatro inoltre è sempre stato un valido alleato della cultura, tramandando il sapere nel corso dei secoli e rendendolo accessibile a tutti, una fonte di conoscenza eterna, un continuo arricchimento della consapevolezza personale che ha contribuito ad edificare la moralità della nostra società, il nostro essere uomini. La situazione teatrale diventa un pretesto attraverso cui riflettere sulla propria esperienza e, partendo da essa, generare qualcosa di nuovo ed unico: nuovo perché reinterpreta elementi del passato e unico perché fa riferimento a qualcosa di soggettivo e personale; spingendoci a crescere e conoscere meglio noi stessi.

La compagnia teatrale “Nunzia Stoppa” di Ceglie Messapica: quest’anno si celebrano i 50 anni di attività

Sin dalla sua nascita, il teatro aveva un’essenziale funzione sociale che rispondeva all’innato bisogno degli uomini del desiderio mimetico, del gioco, della narrazione di storie e della critica, anche feroce, di uno status socio-politico senza il timore di riceverne una punizione, e infine al piacere sottostante alla trasformazione dell’attore. Nonostante il passare del tempo e dei processi sociali, il teatro non cessa, almeno in via di principio, di avere un ruolo precipuo nello sviluppo della coscienza sociale.

Dopo tali premesse, parlare di una compagnia teatrale, nel nostro caso della “Nunzia Stoppa”, come di un gruppo che porta semplicemente in scena, più o meno bene, un lavoro teatrale, è altamente riduttivo. Dietro una commedia, per esempio, c’è un grande lavoro di ricerca, traduzione, adattamento alla cultura locale e, soprattutto, lo si arricchisce del proprio vissuto. Per questo tale lavoro si inserisce a pieno titolo nel mondo della cultura e del patrimonio della realtà culturale cegliese.

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