Oronzo Elia, giovane studioso della storia di Ceglie Messapica, si è soffermato sul dipinto dell’artista di Francavilla Fontana e che si può ammirare nella chiesa matrice di Santa Maria Assunta. E’ il “San Pietro con sullo sfondo Ceglie” realizzato alla fine del 18° secolo. Il Santo si limita a indicare solo l’antico borgo o rivela invece una legame tra la città messapica e alcune architetture sacre?
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di Oronzo Elia
C’è un dipinto nella Chiesa Collegiata di Ceglie Messapica che attrae il mio interesse e la mia curiosità: è l’affresco di Domenico Carella, pittore nato a Francavilla Fontana nel 1727 e che tra il 1785 e il 1791 fu chiamato a realizzare l’immagine ormai iconica di San Pietro con lo sfondo il piccolo paese di Ceglie Messapica com’era alla fine del XVIII secolo.
La mia attenzione verso l’affresco “San Pietro con sullo sfondo Ceglie” che campeggia nella chiesa “Santissima Maria Assunta”, è stata stimolata da sette altri affreschi che sembrano guardare nella direzione dell’indice del Santo. La mia ipotesi è che l’autore abbia voluto orientare i fedeli all’esterno delle mura della Collegiata, ovvero nel luogo del suo punto di osservazione. Per un attimo mi sono catapultato all’interno di quest’opera, più precisamente nella navata centrale della Collegiata di quell’epoca, dove si trova la rosa dei venti. Ecco come nasce in me l’ipotesi che il Carella abbia voluto orientare i fedeli verso alcuni luoghi sacri, come la Basilica di San Pietro in Vaticano.

Affresco del Carella “San Pietro con sullo sfondo Ceglie”.

I personaggi dominanti di altri affreschi, “guardano” nella direzione indicata da San Pietro.

La Vergine rivolge lo sguardo in alto e a destra.

La rosa dei venti evidenzia come le facciate e l’asse navale non coincidano con i quattro punti cardinali.

Seguendo il Sud, si interseca la cupola affrescata da Domenico Carella.

La direzione sud coincide con l’ubicazione della statua di San Francesco, in largo Cappuccini.

Il paesaggio somiglierebbe al profilo collinare dipinto sullo sfondo dell’affresco.

La statua di San Francesco d’Assisi è orientata verso la Chiesa omonima di San Francesco situata a Martina Franca
E’ interessante notare come l’angolo che si va a formare tra la Chiesa Matrice e la Basilica di San Pietro in Vaticano (290°) ricalchi l’angolo del tramonto al solstizio d’estate (forse il tipo di tramonto rappresentato nell’affresco).

Direttrice dei 290° in direzione Basilica di San Pietro in Vaticano.

Il centro della rosa dei venti presente sulla navata principale della Collegiata è la proiezione del centro della Cupola. A sud si trova la statua di San Francesco, a 290° si trova la Basilica di San Pietro in Vaticano.

Pongo un interrogativo: anche nella Chiesa “Santa Maria Assunta” di Ceglie Messapica potrebbe verificarsi un fenomeno simile al “Miracolo della Luce” della Cattedrale di San Sabino a Bari?
La mia osservazione è stata stimolata da diverse e incoraggianti letture del dipinto del Carella: si tratta solo di ipotesi e non di affermazioni definite o conclusive, riflessioni utili per stimolare l’eventuale confronto sulla preziosa arte custodita a Ceglie Messapica.
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Chi è l’autore dell’articolo

Oronzo Elia (nella foto) è cresciuto a Ceglie Messapica in una famiglia composta da giovanissimi genitori, una sorella e quattro fratelli. Si appassiona sin dall’infanzia alla storia locale grazie alla figura del nonno paterno (già sindaco di Ceglie Messapica). Ha pubblicato “Ceglie Messapica – La famiglia Elia dal secolo XVII ad oggi”. Abilitato all’esercizio della professione di odontotecnico, svolge l’incarico di docenza presso l’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Leonardo da Vinci” di Martina Franca (Taranto).

