L’iniziativa completa l’attività delle parrocchie di Ceglie Messapica e si aggiunge agli altri tre gruppi. Affidata a Cataldo Suma, che curerà la regia insieme a Emilio Cito, debutterà il 18 e 19 aprile al Teatro comunale con la commedia “Lamendosa, Capricciosa e Piducchiosa”
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di Damiano Leo
La parrocchia di San Rocco di Ceglie Messapica, retta da don Lorenzo Elia, ha finalmente la sua compagnia teatrale.
Si unisce a quelle delle altre tre parrocchie della città dei messapi: la compagnia “Nunzia Stoppa”, la più longeva del territorio, della parrocchia Maria Immacolata Madre della Divina Provvidenza, retta da don Giacomo Lombardi; Maria SS. Assunta, chiesa Matrice, che ha quale parroco don Domenico Carenza; e la Comagnia amatoriale “I Sognattori”, appartenente a San Lorenzo da Brindisi, parroco don Leonardo Dadamo. Tutte e tre le Compagnie, normalmente offrono le loro rappresentazioni teatrali per scopi benefici. La stessa cosa farà la neonata compagnia “Gruppo Teatrale San Rocco 2025” (questa la sua denominazione). Infatti, già con la rappresentazione di esordio, tutto l’incasso ricavato dalla vendita dei biglietti, sarà devoluto alle opere parrocchiali e al restauro della chiesa di San Rocco.

Il debutto, dopo numerose prove, è fissato per sabato 18 e domenica 19 aprile, presso il Comunale di Ceglie Messapica, con inizio alle ore 20,30. L’opera che sarà messa in scena è stata scritta dai siciliani Calogero e Rosanna Maurici, molto noti nel mondo teatrale, e si intitola: Lamendosa, Capricciosa e Piducchiosa, commedia brillante in due atti.
La regia, dell’ultima nata Compagnia teatrale, è affidata a Cataldo Suma, che si avvale di Emilio Cito, quale suo vice. Le suggeritrici saranno Antonella Parisi e Caterina Monaco.
Questi gli attori, con i rispettivi personaggi, sul palco: Antonella Bellanova è la suocera Nenetta; Cataldo Suma è il suocero Felice; Filomena Venerito è la vicina Titina; Rosa Lerna è la figlia Caterina; Fabrizio Gentile è il genero Pietro; Doriana Gallone è la figlia Isabella; Mino Caliandro è il genero Franco; Carlo Suma è l’amico Donato; Pietro Curri è l’amico Bruno; Francesco Parisi è l’amico Luigi; Emilio Cito è il presentatore alternativo.
Passiamo alla trama della commedia in due atti. Caterina e Pietro, sposati da circa un anno si trovano in un momento di difficoltà economica, essendo Pietro da circa quattro mesi in cassa integrazione. Con amarezza hanno dovuto lasciare la casa, situata a circa venti chilometri dalla madre di Caterina, nella quale vivevano in affitto, poiché Nenetta, madre di Caterina, ha messo loro a disposizione una casa vicino la sua che era dei nonni per far risparmiare l’affitto. Ma qui la vita degli sposini si complica perché la madre, suocera invadente ed asfissiante come la definisce il genero, toglie loro quella libertà ed intimità che una coppia normale deve avere. Nenetta, infatti spesso e volentieri si reca dalla figlia con un tempismo, incredibile proprio mentre cercano l’intimità; con sé porta anche il marito reduce da un ictus e anche sordo, ma Nenetta va per consigliare la figlia, aiutarla, con ovvia insofferenza del genero. Un amico di Pietro, buontempone, complice di uno scherzo alla suocera invadente; una vicina di casa, pettegola, che si diverte a fare il doppio gioco con la comare Nenetta e col genero; sono i ritmi sempre accesi di questa commedia senza cadere mai di tono. Quale scenografia, realizzata da Mino Caliandro e Pietro Curri, si vedono: tavolo, sedie, quadri, poltrona, credenza, qualche mobile e quant’altro richiede una stanza adibita a cucina.
Auguriamo in grosso in bocca al lupo agli esordienti attori e ricordiamo che per informazioni e acquisto dei biglietti, il cui incasso sarà interamente devoluto alle opere parrocchiali e al restauro della chiesa, è possibile contattare il 327 5732693, oltre che il parroco don Lorenzo Elia.

