Il report demografico indica una ulteriore riduzione del numero di abitanti del centro messapico: siamo scesi a 18.500 residenti con una riduzione dello 0,7% rispetto al 2024. La media di età è di 47 anni, gli over 65 sono il 27%. In un quarto di secolo perso l’8,6% della popolazione, ma arrivano gli stranieri che si attestano al 4,2%
©
di Damiano Leo
La nostra città – Ceglie Messapica – in linea con l’andamento nazionale, diventa sempre più vecchia e disabitata.
Basta dare una rapida lettura al suo quadro demografico fotografato dall’Istat. Scopriremo che i residenti siamo circa 18.500, con una riduzione dello 0,7% nell’ultimo anno. Per quanto concerne l’invecchiamento rileveremo che l’età media è di circa 47,4 anni. Il 27,2% della nostra popolazione ha più di 65 anni, un dato, questo, superiore alla media nazionale, mentre i giovani sotto i 30 anni rappresentano il 24,9%.
Fortemente negativo il saldo naturale – più morti che nati – compensato solo parzialmente da un saldo migratorio positivo, dovuto all’arrivo di stranieri, circa il 4,2% dei residenti, e al fenomeno dei “nuovi residenti” attratti dalla qualità della vita, che, fortunatamente e grazie all’impegno di tanti, riusciamo ancora a salvaguardare.
Inoltre ci accorgeremo come, negli ultimi dieci anni, il quadro demografico di Ceglie Messapica è stato segnato da un declino demografico strutturale, comune a molti centri dell’entroterra pugliese e del nostro Meridione, caratterizzato da un calo della popolazione totale e da un progressivo invecchiamento. Dal 2025, quando eravamo circa 20.000, a oggi, Ceglie ha perso circa l’8,6% della sua popolazione totale, scendendo sotto la soglia psicologica dei 19.000 abitanti intorno al 2020. In controtendenza rispetto al dato generale, la popolazione straniera è cresciuta o rimasta stabile, agendo da parziale “ammortizzatore” del calo demografico. Le comunità più rappresentate sono quelle dell’Est europeo. Accompagnate, negli ultimi anni, da una crescente componente britannica e nordeuropea legata al mercato immobiliare di interesse.
In sintesi la nostra Ceglie Messapica sta vivendo, nell’ultimo decennio, una fase di restringimento demografico: il centro urbano si svuota leggermente a favore di un agro che diventa più internazionale, mentre la sfida sociale principale, per i prossimi anni, rimane la gestione di una popolazione sempre più anziana, a fronte di una forza lavoro giovanile in contrazione.
Chiunque sarà chiamato ad amministrare la nostra Ceglie non potrà non tenere conto di questo nostro attuale quadro demografico e dovrà, giocoforza, mettere in campo i dovuti provvedimenti, se non vogliamo che di Ceglie Messapica, città d’Arte e di Gastronomia, non rimanga che un lontano, dolce ricordo.

