16 Maggio 2026

Ceglie, una città che invecchia

Un'immagine di Battista Spalluti di piazza Plebiscito negli anni Settanta
Un'immagine di Battista Spalluti di piazza Plebiscito negli anni Settanta

Il report demografico indica una ulteriore riduzione del numero di abitanti del centro messapico: siamo scesi a 18.500 residenti con una riduzione dello 0,7% rispetto al 2024. La media di età è di 47 anni, gli over 65 sono il 27%. In un quarto di secolo perso l’8,6% della popolazione, ma arrivano gli stranieri che si attestano al 4,2%

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di Damiano Leo

La nostra città – Ceglie Messapica – in linea con l’andamento nazionale, diventa sempre più vecchia e disabitata.

Basta dare una rapida lettura al suo quadro demografico fotografato dall’Istat. Scopriremo che i residenti siamo circa 18.500, con una riduzione dello 0,7% nell’ultimo anno. Per quanto concerne l’invecchiamento rileveremo che l’età media è di circa 47,4 anni. Il 27,2% della nostra popolazione ha più di 65 anni, un dato, questo, superiore alla media nazionale, mentre i giovani sotto i 30 anni rappresentano il 24,9%.

Fortemente negativo il saldo naturale – più morti che nati – compensato solo parzialmente da un saldo migratorio positivo, dovuto all’arrivo di stranieri, circa il 4,2% dei residenti, e al fenomeno dei “nuovi residenti” attratti dalla qualità della vita, che, fortunatamente e grazie all’impegno di tanti, riusciamo ancora a salvaguardare.

Inoltre ci accorgeremo come, negli ultimi dieci anni, il quadro demografico di Ceglie Messapica è stato segnato da un declino demografico strutturale, comune a molti centri dell’entroterra pugliese e del nostro Meridione, caratterizzato da un calo della popolazione totale e da un progressivo invecchiamento. Dal 2025, quando eravamo circa 20.000, a oggi, Ceglie ha perso circa l’8,6% della sua popolazione totale, scendendo sotto la soglia psicologica dei 19.000 abitanti intorno al 2020. In controtendenza rispetto al dato generale, la popolazione straniera è cresciuta o rimasta stabile, agendo da parziale “ammortizzatore” del calo demografico. Le comunità più rappresentate sono quelle dell’Est europeo. Accompagnate, negli ultimi anni, da una crescente componente britannica e nordeuropea legata al mercato immobiliare di interesse.

In sintesi la nostra Ceglie Messapica sta vivendo, nell’ultimo decennio, una fase di restringimento demografico: il centro urbano si svuota leggermente a favore di un agro che diventa più internazionale, mentre la sfida sociale principale, per i prossimi anni, rimane la gestione di una popolazione sempre più anziana, a fronte di una forza lavoro giovanile in contrazione.

Chiunque sarà chiamato ad amministrare la nostra Ceglie non potrà non tenere conto di questo nostro attuale quadro demografico e dovrà, giocoforza, mettere in campo i dovuti provvedimenti, se non vogliamo che di Ceglie Messapica, città d’Arte e di Gastronomia, non rimanga che un lontano, dolce ricordo.

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