Domani, venerdì 19, in piazza Plebiscito a Ceglie Messapica il sit it per richiamare l’attenzione su quanto sta accadendo a Gaza. Il Comitato ha invitato la gente a riunirsi nel centro della città portando con sè la bandiera delle popolazioni sotto assedio nella Striscia
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Un sit in per richiamare l’attenzione e manifestare l’angoscia per quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza si terrà domani sera, venerdì 19 settembre, in piazza Plebiscito a Ceglie Messapica.
L’iniziativa è partita dal “Comitato contro il genocidio del popolo palestinese” che però chiede una “presenza spontanea a sostegno del popolo palestinese e della Global Sumud Flotilla”, tutti muniti di bandiere palestinesi per una riunione pacifica dalle ore 20 alle 21.
L’iniziativa guarda a quanto sta accadendo nel sud del Mediterraneo ma avverte pure una valenza politica locale: la critica è rivolta “all’amministrazione comunale di Ceglie Messapica – afferma Angelo Leo, tra i promotori del sit in – si rifiuta di esporre la Bandiera palestinese sul Municipio. Non solo ma i politici più in vista della destra cegliese vorrebbero impedire ad altri comuni di farlo”.
Il riferimento è all’iniziativa del coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Luigi Caroli che nei giorni scorsi ha invitato il governo e il prefetto di Brindisi a prendere provvedimenti nei confronti del sindaco di Cisternino che dinanzi la sede del Municipio di quella città ha esposto le bandiere palestinese e della pace sostituendole con quelle italiana ed europea. Una contestazione cui ha risposto il primo cittadino di Cisternino Lorenzo Perrini aveva replicato sostenendo l’autonomia decisionale che spetta all’ente locale e che in ogni caso le bandiere istituzionali sono esposte all’interno dell’edificio pubblico.
Anche a Ceglie la consigliere di opposizione Isabella Vitale ha richiesto lo scorso mese l’esposizione della bandiera palestinese accanto a quelle italiana e europea. La mozione è stata respinta, tuttavia il sindaco Angelo Palmisano non si era opposto alla eventualità di esporre il vessillo palestinese nel proprio ufficio istituzionale.

