Due fratelli di Ceglie Messapica, Vincenzo e Giuseppe Gioia, hanno ricevuto oggi dal Prefetto e dal sindaco la Medaglia d’Onore alla memoria: il riconoscimento del Presidente Mattarella consegnato ai figli. I due militari dopo l’Armistizio dell’8 settembre ’43 erano stati internati dai tedeschi rifiutando di partecipare alla Repubblica di Salò e restando fermi ai princìpi di libertà e democrazia
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di Domenico Strada
Ad altri due militari cegliesi, i fratelli Vincenzo Gioia del 1919, caporal maggiore del 225^ reggimento fanteria, e Giuseppe Gioia del 1921, artigliere del 50^ reggimento, il Presidente della Repubblica ha conferito la Medaglia d’Onore alla memoria quali Internati Militari Italiani (IMI), deportati nei lager nazisti dopo essere stati presi prigionieri, il primo in Albania, il secondo nell’isola di Rodi, nei giorni immediatamente successivi alla proclamazione dell’armistizio con gli Alleati (8 settembre 1943) e rientrati in Italia solo nell’estate del 1945.
L’onorificenza, è stata consegnata dal Prefetto di Brindisi e dal sindaco di Ceglie Messapica Angelo Palmisano nella mattinata di oggi, 19 settembre, nel salone di rappresentanza della Provincia, ai rispettivi figli Margherita Gioia e Antonio Gioia.
Con la legge n. 6 del 13. gennaio 2025, è stata istituita la “Giornata degli Internati Italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la 2^ guerra mondiale, da celebrare ogni anno il 20 settembre” giorno in cui nel 1943, Hitler modificò la condizione dei prigionieri di guerra italiani catturati dopo l’armistizio dell’8 settembre, in quella di internati militari per privarli delle garanzie riconosciute dai vari trattati internazionali.

Dopo tanti anni anche a questi militari che accettarono con dignità ed onore le terribili condizioni di vita nei campi nazisti rifiutando le pressanti ed allettanti offerte per rientrare in Italia per combattere inquadrati nell’esercito della Repubblica Sociale a fianco dei nazisti, è stato riconosciuto un importante ruolo nella Guerra di Liberazione dal nazi-fascismo.

La Medaglia d’onore è stata concessa negli anni scorsi ad altri 4 IMI cegliesi: Antonio Mastantuono, Arcangelo Pepe, Vincenzo Lagamba e Michele Annese. Proprio al fine di far conoscere il valore morale e storico di questa tragica vicenda che ha interessato anche quasi 150 militari cegliesi, molti dei quali non hanno fatto ritorno, il preside Piero Maggiore, presidente della locale sezione Unitre, si è fatto promotore di una serie di incontri e dibattiti sul tema, illustrando anche le modalità di predisposizione ed inoltro dell’istanza per la concessione della medaglia, nella piu’ ampia cornice delle iniziative culturali finalizzate al recupero e alla tutela della memoria storica ed identitaria della comunità cegliese.

