Omaggio a Gianmaria Testa: il 20 marzo al Teatro comunale di Ceglie Messapica lo spettacolo con Pietro Verna, Francesco Galizia e Leo Torres. Per “L’uomo che sorveglia il cielo” potranno accedere soltanto le prime 50 prenotazioni
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di Damiano Leo
La piccola rassegna, denominata “Sul palco”, al Comunale di Ceglie Messapica, giunge al suo terzo ed ultimo spettacolo, con un omaggio a Gianmaria Testa, intitolato “L’uomo che sorveglia il cielo”. Interpreti: Pietro Verna – voce e chitarra, Francesco Galizia alla fisarmonica e al sax soprano, Leo Torres al pianoforte.
Lo spettacolo, che potrà essere usufruito dai primi 50 che lo prenoteranno al 389 2656069, essendo uno spettacolo che, come gli altri due già archiviati, vedrà gli spettatori sul palco, insieme all’intero cast, avrà luogo venerdì 20 marzo. Sipario alle 21.

La Piccola rassegna di “Teatro da Camera” è a cura di Armamaxa, fortemente voluta, come per gli anni scorsi, dal direttore artistico Enrico Messina.
Un omaggio, umile, sincero e profondo, ad uno degli artisti di spicco della scena dei cantautori italiana. Con le sue corde, le sue intuizioni, la sua grammatica semplice ed evocativa ha stregato dapprima Parigi, e poi tutto il resto del mondo. Nelle sue canzoni: storie di migranti, di treni e partenze, di mare e di terre lontane, di fragilità umane, di attese, di sfumature quotidiane, di amori che reclamano carezze. Un artigiano, un contadino e un partigiano della bellezza. Suggestioni calde del jazz, tanghi seducenti, un folk raffinato e tante altre latitudini abitano le sue musiche mai banali. Un progetto, quindi, che dà nuova voce e nuova veste a Gianmaria Testa: sognatore di mongolfiere e uomo che sorveglia il cielo.
Gianmaria Testa è stato un cantautore e musicista, nato il 17 ottobre 1958 a Cavallermaggiore, in Piemonte. Scomparso il 30 marzo 2016 ad Alba, in provincia di Cuneo. È stato un artista versatile, noto per le sue canzoni che mescolano elementi di folk, jazz e world music, e per la sua voce roca e vellutata. Ha iniziato la sua carriera musicale negli anni ’90, vincendo due premi consecutivi al Festival di Recanati, e ha pubblicato nove album, tra questi “Da questa parte del mare” del 2026, che gli ha permesso di vincere la “Targa Tenco” come miglior album dell’anno.

