Al Maac di Ceglie Messapica sarà presentato il 4 agosto il libro di Carlo Greppi “Figlia mia”, la storia di una ragazza figlia di ebrei italiani rifugiati a Buenos Aires in seguito alle leggi razziali. Inghiottita a 18 anni insieme ad altri trentamila desaparecidos dalla violenza della dittatura militare
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di Damiano Leo

Lunedì 4 agosto, con inizio alle ore 18,30, presso il Giardino del MAAC, in via Enrico De Nicola, 1, a Ceglie Messapica, terzo appuntamento con la Rassegna letteraria “Per gusto e per diletto”. Sarà la volta della presentazione del libro Figlia mia. Vita di Franca Jarach desaparecido, edito da Laterza, del pluripremiato scrittore Carlo Greppi.
La manifestazione, inserita nel cartellone dell’estate cegliese, gode del patrocinio morale della città di Ceglie Messapica e si avvale della collaborazione del “Sistema Gusto d’Arte di Ceglie Messapica”, dell’Associazione “Borghi della lettura”, della Città di Lecce, di “Med Cookin School”, dell’Associazione culturale “MittAffett” e de “I presidi del libro”di Ostuni. Direzione artistica dell’avvocato Gianmichele Pavone.

Con l’autore dialogherà la professoressa Maria Antonietta Epifani, direttrice artistica della IV Edizione del Premio “Città di Ceglie Messapica”, che il 31 luglio 2025 ha visto l’epilogo con la premiazione dello scrittore cegliese Antonio Galetta e degli altri quattro finalisti. Della giuria, in qualità di vincitore della scorsa edizione, con il romanzo Un uomo di poche parole, è stato componente anche Carlo Greppi, l’autore che la Epifani presenterà al pubblico.
Carlo Greppi, storico e scrittore, ha collaborato con Rai Storia. Organizza viaggi della memoria con l’associazione Deina ed è membro del Comitato scientifico dell’Istituto nazionale “Ferruccio Parri”, che coordina la rete degli Istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea in Italia.

Per le edizioni Laterza, nel 2018, ha pubblicato Bruciare la frontiera ed il romanzo storico 25 Aprile 1945, dopo aver dato alle stampe, nel 2012, L’ultimo treno. Racconti del viaggio verso il lager. Nel 2015, con la Feltrinelli, ha pubblicato La nostra Shoah. Italiani, sterminio, memoria e, l’anno successivo, Uomini in grigio. Storie di gente comune nell’Italia della guerra civile ed anche Non restare indietro.
Nel romanzo che sarà presentato il prossimo 4 agosto, nel Giardino intitolato alla poetessa cegliese Rita Santoro Mastantuono, si narra di Franca Jarach che, quando viene sequestrata, il 25 giugno 1976, lei diciottenne, è forse l’ex allieva migliore del Colegio Nacional de Buenos Aires. Vive una vita felice con i suoi genitori, ebrei italiani rifugiati oltreoceano dopo le leggi razziali. Scrive poesie, fa politica, suona e dipinge. Questo, però, nell’America Latina del Plan Còndor, può significare firmare la propria condanna a morte. La protagonista del libro diventa una dei trentamila desaparecidos.

