22 Ottobre 2026

Il Premio Chirico a un giovane violinista

La consegna del sussidio "Chirico" al giovane violinista Lorenzo Marziali
La consegna del "Sussidio Chirico" al giovane violinista Lorenzo Marziali

A Lorenzo Marziali, diciottenne di Ceglie Messapica, studente presso il Conservatorio “Tito Schipa” e all’ultimo anno del Liceo Scientifico “Agostinelli”, il sussidio devoluto dalla famiglia dell’operaio scomparso trent’anni fa. La cerimonia nell’ambito della serata conclusiva del Caelium Classica Festival

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Al giovane violinista Lorenzo Marziali, di Ceglie Messapica, il “Sussidio di studio Donato Chirico 2026” consegnato dalla famiglia dell’operaio scomparso nel novembre del 1996.

Il premio è stato consegnato domenica scorsa dalla figlia di Donato Chirico, Rosangela, nell’ambito della serata conclusiva del “Caelium Classica Festival” tenuta nel teatro di Ceglie Messapica.

Nell’intervallo di due “operine da camera” proposte dal calendario musicale allestito dall’associazione cegliese e dal suo presidente, Maestro Massimo Gianfreda, il conduttore Palmo Liuzzi ha illustrato le motivazioni del premio che da tre anni viene consegnato ad uno studente o studentessa meritevoli per aiutarli nello studio e nel perseguimento delle proprie attitudini. Un premio che non si basa sull’aritmetica della pagella scolastica ma che ambisce a privilegiare l’impegno dei ragazzi.

Nel trentennale della scomparsa di Donato Chirico, operaio nell’industria plastica di Brindisi, morto dopo una malattia attribuita all’esposizione di agenti chimici, la moglie Maria Convertino e la figlia Rosangela, hanno voluto abbracciare l’esempio di adolescente cegliese consegnando il premio che, come ha sottolineato l’assessore Paolo Urso dal palco, è “un sussidio per aiutare il percorso di studio, una parola di solidarietà e purtroppo non più in uso come un tempo”.

Lorenzo Marziali

Il riconoscimento è andato a Lorenzo Marziali, 18 anni, studente presso il Conservatorio Tito Schipa nella sezione di Ceglie sotto la guida del M° Henry Domenico Durante nella classe di violino e della Maestra Rossella Ricci per la classe di pianoforte. Lo studente frequenta inoltre gli studi del 5° anno del Liceo Scientifico “C. Agostinelli” di Ceglie Messapica.

Nonostante la giovane età, Lorenzo Marziali vanta già un’intensa attività concertistica e orchestrale. Tra le esperienze di maggior rilievo spicca la partecipazione all’orchestra diretta dal M° Riccardo Muti presso il Foro Boario di Ostuni, un’importante opportunità resa possibile grazie all’impegno del Conservatorio “Tito Schipa” e del suo direttore.

Ha inoltre fatto parte dell’Orchestra Regionale dei Conservatori della Puglia in qualità di violinista, prendendo parte a una tournée nei principali teatri ed eventi della regione (Bari, Monopoli, Foggia, Lecce e Taranto).

Con lui sul palco anche gli studenti (nella foto in alto) destinatari del premio negli ultimi due anni: Rebecca Vitale, che ha ricevuto il sussidio nel 2024 e proprio quest’anno si è lauerata in Beni Culturali nel 2026;  Mattia Curri, laureatosi venerdì scorso con il massimo dei voti  Ingegneria Informatica e destinatario del premio nel 2025.

Palmo Liuzzi, Maestro e docente di Musica, nell’intervento ha fatto conoscere il “Manifesto culturale” della famiglia Chirico in memoria del congiunto.

“Onorare la memoria di Donato, nel trentennale dalla sua scomparsa, non è solo un ricordo, è la testimonianza di un uomo capace di lasciare una traccia profonda attraverso i gesti, le scelte e i valori”. Nel documento si parla di Donato come  “uno di quegli uomini che sembrano avere dentro di sé una bussola, sempre orientata verso ciò che è giusto. Parlava di principi, ma soprattutto li viveva.

Rosangela Chirico consegna il sussidio a Lorenzo Marziali. Accanto a lei il Maestro Massimo Gianfreda

La sua non è soltanto la storia di una perdita familiare. È anche la storia di uno dei tanti volti, troppo spesso invisibili, delle vittime del lavoro e dell’esposizione a condizioni lavorative rischiose. Una lunga malattia, iniziata in silenzio, lo ha portato via crudelmente. Trent’anni fa, nel 1996, Donato, a 57 anni, ha perso anticipatamente la vita”.

Nel manifesto, quanto mai attuale,  si sottolinea che “ogni vita perduta sul lavoro non è soltanto una tragedia privata: è una ferita sociale che riguarda tutti noi. Allora, ricordare Donato, trent’anni dopo, significa guardare al passato, ma soprattutto dare a quel passato la possibilità di costruire un futuro migliore”.

E l’umile quanto profondo operaio lascia un’eredità: «La cultura – diceva – è il mezzo più potente che abbiamo per difenderci in qualunque contesto».

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