La bontà e l’unicità deI tipico dolce di mandorle e marmellata di Ceglie Messapica descritto sul quotidiano inglese in una recensione dell’esperta food Rachel Roddy: “Prodotti da centinaia di anni, una sorta di simbolo della città”
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L’intestazione della rubrica è “Cucina a Roma”, il contenuto è invece il biscotto cegliese in tutta la sua bontà e magnificenza, approdato nel Regno Unito grazie ad un articolo pubblicato oggi su “The Guardian”, il quotidiano inglese che nella versione online raccoglie ogni giorno 4 milioni di lettori.
E proprio sul web (clicca qui per andare all’articolo di “The Guardian”) compare la recensione sul “mitico” biscotto cegliese scritta da Rachel Roddy, scrittrice inglese, esperta di cucina e corrispondente da Roma di uno dei più prestigiosi quotidiani londinesi.

La sua attenzione si è fermata sul biscotto che si prepara a Ceglie Messapica, città visitata dall’autrice alcuni anni fa insieme al compagno, e nella sua “rispettosa” descrizione racconta la tradizione del dolce prelibato, del rigore imposto dal Consorzio dedicato al biscotto nella preparazione e uso degli ingredienti, arrivando persino a invitare i sudditi di Sua Maestà re Carlo a cimentarsi con impasti, marmellate e fornelli, anzi forno.
“Prodotti da centinaia di anni e una sorta di simbolo della città, i biscotti sono riconosciuti dalla Fondazione Slow Food”, si legge nella versione originale, quindi inglese dell’articolo dal titolo “La ricetta di Rachel Roddy per i biscotti alle mandorle e ciliegie”. L’unica fuga dalla madre lingua è riservata al biscotto, anzi a “u piscquett’l” come scrive la giornalista in cegliese.
La pagina in poche ore è stata visitata da migliaia di lettori che, evidentemente, fidandosi dell’autorevolezza dell’autrice proveranno a dare dei “like” anche sul prelibato gusto.
L’articolo integrale con la traduzione in italiano
Simili in linea di principio ai rotoli di fichi, i biscotti di Ceglie sono fatti di pasta sfoglia avvolta attorno a un ripieno di marmellata, quindi hanno una forma cubica irregolare ed estremamente rustica. Conosciuti localmente come u’ piscquett’l , questi biscotti sono tipici del comune di Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, in Puglia. Ceglie Messapica fa anche parte delle propaggini meridionali della Murgia, un altopiano carsico a volte definito la spina dorsale della Puglia, con una notevole biodiversità agricola, che include 40 varietà locali di mandorle, tra cui il tondino cegliese.
Come molti visitatori della zona, abbiamo comprato un pacchetto di biscotti di Ceglie da un panificio di Ceglie Messapica, anche se questo è successo anni fa, quando la band con cui suona il mio compagno era in tournée in Puglia ogni estate e quando consumavamo ogni prelibatezza regionale in un claustrofobico furgone Fiat.
A differenza del grande rotolo di fichi, tuttavia, la pasta per questi biscotti è fatta con mandorle tostate, zucchero e miele, e include scorza di limone e un liquore all’essenza di agrumi chiamato rosolio di agrumi ; la marmellata, invece, è tipicamente di ciliegie, ma può anche essere d’uva. Prodotti da centinaia di anni e una sorta di simbolo della città, i biscotti sono riconosciuti dalla Fondazione Slow Food, i cui numerosi Presìdi Slow Food proteggono prodotti tradizionali e artigianali a rischio di estinzione, oltre ad aiutare i produttori ad accedere a un mercato più equo. Insieme ai produttori locali, il consorzio regionale specifica cosa si intende per biscotto di Ceglie Messapica originale, quindi tutti gli ingredienti devono provenire dalle campagne intorno a Ceglie. Un consorzio locale ha stilato un manuale di istruzioni incredibilmente dettagliato, specificando le quantità (ogni 1 kg di mandorle devono essere mescolate con 300 g di zucchero, 50 g di miele, 10 ml di liquore, da tre a quattro uova e la scorza di un limone) e descrivendo il procedimento in dettaglio. Tutto questo per dire che la ricetta di questa settimana non è quella dei biscotti originali di Ceglie Messapica, ma è ispirata ad essi e, spero, rispettosa.
Rachel Roddy, per The Guardian

