Nel 90° anniversario della morte del Rogazionista in odore di santità, il 2 settembre sarà celebrata una messa nel santuario di Sant’Antonio a Oria, dove riposano le spoglie del religioso nato a Ceglie Messapica
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di Damiano Leo
Il prossimo 2 settembre ricorrerà il novantesimo anniversario della morte di Padre Pantaleone Palma dei Rogazioninisti, di Ceglie Messapica, morto improvvisamente, in fama di santità, il 2 settembre 1935 a Roma.
Lo scorso 15 aprile è stato ricordato il 150° anniversario della nascita. Purtroppo, però, per il prossimo 2 settembre non pare siano previste cerimonie particolari, se non una Messa nel Santuario di Sant’Antonio a Oria, dove le spoglie del servo di Dio riposano, traslate da Roma già qualche anno fa. Importante ricordare qui che il prossimo 22 ottobre saranno decorsi quattro anni dal decreto emanato dal Vicario di Roma che dava inizio alla causa di beatificazione. Strada, questa, che potrà portare agli onori degli altari il nostro illustre concittadino Padre Pantaleone Palma, portando, così, il nome di Ceglie nel mondo.
Per quanto riguarda la possibile solennità dei festeggiamenti del novantesimo anniversario dalla morte di Padre Pantaleone, si fa sapere che “il Vice Superiore dei Rogazionisti oritano, fratel Roberto, è stato recentemente spostato a Bari. Aveva preparato tutto per i 90 anni morte di Padre Palma, ma non se ne farà nulla in conseguenza del suo trasferimento”. Data l’importanza della ricorrenza l’auspicio è che suo successore, che sappiamo ancora all’estero, possa avere il tempo e la possibilità di recuperare quanto prima il già predisposto e giungere ad una celebrazione solenne dell’anniversario, preludio della possibile santificazione di un figlio della nostra terra.
Pantaleone Palma, come si diceva, è nato a Ceglie il 15 aprile del 1875. Ordinato sacerdote il 30 luglio 1899 si è presto dedicato all’insegnamento. Trasferitosi a Messina per laurearsi in Lettere e Filosofia incontra Annibale Di Francia che lo ospita nel quartiere Avignonese. Il giovane Palma trova nel Di Francia il confessore e la guida spirituale. Affascinato dallo zelo apostolico e dalla carità del Santo chiede di diventare Rogazionista.
Abbandona gli studi per fasi mendicante e raccogliere l’obolo per gli orfanelli Antoniani. Dopo il terremoto del 1908, Padre Pantaleone si trasferisce ad Oria dove allestisce calzaturificio, sartoria, tipografia, falegnameria e officina meccanica per offrire agli orfani la possibilità di apprendere un lavoro. Quindi Di Francia affidò a Padre Palma la fondazione di nuovi Istituti, le relazioni con autorità, ditte ed industriali. A Lui si deve la fondazione di istituti maschili e femminili Roma, Messina, Corato, Altamura, Montepulciano, Taormina, Trani e Padova. Prima di morire, il primo Giugno 1927, Padre Annibale nominò il nostro concittadino erede universale ed esecutore testamentario. A questo punto, per Padre Pantaleone, inizia il Calvario, fino alla morte, avvenuta il 2 Settembre 1935.
Padre Pantaleone Palma, nonostante le sue ingiuste persecuzioni (o forse anche in virtù di queste), è stato fedele al sacerdozio, al Fondatore e obbediente alla Chiesa fino al suo estremo sacrificio. Padre Beschin scrisse di lui: “Chi visse tutta la sua vita per l’assistenza degli altri non trovò assistenza per sé; chi procurò agi e cure per migliaia di orfani non trovò agi e cure per sé; chi predilesse la carità, la virtù, la giustizia, non trovò carità, virtù, giustizia per sé né in vita, né in morte”.

