11 Giugno 2026

Vite spezzate, 46 anni fa il dramma

Lucia Altavilla di 17 anni, Pompea Argentiero di 16 anni e Donata Lombardi di 23 anni: morte 46 anni fa
Lucia Altavilla di 17 anni, Pompea Argentiero di 16 anni e Donata Lombardi di 22 anni: morte 46 anni fa

Il 19 maggio del 1980 tre giovani donne morirono nel pulmino che le riportava a casa dopo una giornata di lavoro nei campi del Metapontino. Il sindacalista Leo ripercorre quei giorni e chiede un “segno” alla memoria delle vittime del caporalato

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Il 19 maggio è per Ceglie Messapica una data che ricorda la tragedia del 1980, quando tre giovani braccianti agricole morirono nel pulmino che le riportava a casa dopo una giornata nei campi. Donata Lombardi, di 22 anni, che lasciò il marito e due figlioli, Pompea Argentiero di 16 anni e Lucia Altavilla di 17 anni i loro nomi. Tutte e tre vennero estratte dalle lamiere contorte di un furgone sovraccarico di un “caporale” al rientro dalla raccolte delle fragole nel Metapontino.

A ricordarle è Angelo Leo, sindacalista, responsabile dipartimento lavoro PRC Puglia e autore di diversi libri sul fenomeno del caporalato in Puglia “Per ore ho girato per le strade di Ceglie Messapica – ricorda – con gli altoparlanti della CGIL montati sulla mia vecchia Renault amaranto, invitando la popolazione a scendere in piazza inseguito dalle minacce dei caporali e dalle inventive delle loro comari. Insieme alle famiglie delle vittime, con la ex ministra Teresa Bellanova, allora responsabile della CGIL cegliese, e Cosimo Zullo segretario della Feder braccianti CGIL territoriale organizzammo a tutti i livelli i funerali e la manifestazione nazionale contro il caporalato a Ceglie Messapica”.
Purtroppo “La catena delle vittime – prosegue Leo – continuò con Cosima Valente e Domenica Abruzzese, due giovane madri. Purtroppo nonostante le grandi lotte sindacali, le buone leggi anti caporalato varate nel corso degli anni, di caporalato si Continua a morire, al Sud come al Nord. Ma ancora peggio si può morire di razzismo come nel terribile delitto di Taranto con il linciaggio Bakary Sako. Per decenni -afferma Leo – ho chiesto insieme a Libera di erigere una lapide, un monumento con nomi e cognomi delle vittime del caporalato di Ceglie Messapica. Spero e continuerò a lottare affinché la futura amministrazione comunale che verrà eletta tra una settimana, onori finalmente la memoria delle nostre madri e delle nostre sorelle, martire dello sfruttamento di classe”.

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