Nel libro di Dino Solazzo la passione e l’attaccamento di un uomo che per studio e lavoro è costretto a lasciare da giovanissimo la propria città. Ma i ricordi non si spezzano: nella presentazione il professor Gaetano Scatigna Minghetti sottolinea come l’autore “abbia saputo consegnarci una vivida documentazione della quotidiana esistenza di una laboriosa, estroversa e incontenibile comunità alto-salentina”
©
di Damiano Leo

Lo storico cegliese Gaetano di Thiène Scatigna Minghetti in trasferta a Francavilla Fontana. Giovedì sorso, presso la l’Aula Magna della Scuola Media “V. Bilotta” di Francavilla Fontana, in occasione della presentazione del testo Il ritorno di Narduccio a Francavilla, scritto da Dino Solazzo e pubblicato con i tipi della Montanaro Editore. Il professor Scatigna ha fornito la propria testimonianza di stima e considerazione all’autore del libro, per il quale ha redatto una puntigliosa e circostanziata presentazione.
La manifestazione, patrocinata dall’Amministrazione Comunale della città degli Imperiali, si è avvalsa della collaborazione della Proloco, presieduta dal maestro Pietro Balsamo che ha intonato canti popolari francavillesi con l’ausilio di una attrice della Compagnia Teatrale “Il Sipario”.

Ai numerosi e attenti intervenuti, dopo i saluti iniziali da parte del Presidente dell’Associazione “Il Sipario”, ragionier Gaetano Roma, ha fatto gli onori di casa la professoressa Ada Spagnolo, Dirigente della Scuola ospitante. Subito seguita dal sindaco avvocato Antonello Denuzzo che ha lodato il lavoro svolto dall’autore del testo. Riconoscendolo un importante tassello per la storia locale da consegnare alle giovani generazioni e non solo.

Nella testimonianza del nostro storico, Scatigna Minghetti, è emerso come Dino Solazzo abbia saputo “rendere omaggio a Francavilla, città tenuta sempre nel cuore anche nei lunghi anni trascorsi a Milano”, e come, inoltre, “abbia saputo consegnarci una vivida documentazione della quotidiana esistenza di una laboriosa, estroversa e incontenibile comunità alto-salentina”.
All’avvocato Tommaso Resta, amico fraterno di Solazzo, è toccato il compito di illustrare, sommariamente, il contenuto del libro presentato. Ne è scaturito un excursus che ha saputo mettere in evidenza le motivazioni e gli scopi che hanno spinto Dino Solazzo, che “certamente un Dante non è” – come simpaticamente ed affettuosamente ha riferito l’avvocato-presentatore – a prendere penna e carta per rinverdire i suoi ricordi d’infanzia e di gioventù, appartenenti al periodo antecedente la sua emigrazione al Nord. Sono stati messi in evidenza luoghi, attività, persone che, nel cuore e nella mente di Solazzo, hanno lasciato un segno indelebile, coronato da un’immensa nostalgia.
Leonardo (detto Dino) Solazzo è nato a Francavilla Fontana il primo settembre 1938. Dopo aver frequentato, in Francavilla, le scuole elementari, medie e il Liceo Classico, nel 1956 si trasferisce a Bari per frequentare l’Università, iscrivendosi alla facoltà di Giurisprudenza. Nel 1957 approda a Firenze per lavoro. Dopo varie peripezie e varie attività, viene scelto per occupare il ruolo di Direttore di Aeroporto. Assegnato, su richiesta, presso la Direzione Aeroportuale di Malpensa, dove si trasferisce con la famiglia. Nel 1997 è collocato in pensione e ritorna definitivamente a Francavilla con la moglie Carla. Aderisce alla locale Reale Confraternita dell’Orazione e Morte e all’Associazione Musicale “Caelium” di Ceglie Messapica, Associazione che presenterà lo stesso testo nell’ambito del suo prossimo Festival musicale che si svolgerà nei prossimi mesi di settembre e ottobre.

