Presentata la nuova collana “Dal Sud – Poesia meridionale” della Confraternita letteraria. Tra le voci protagoniste il poeta cegliese Damiano Leo
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di Antonio Curri
Nell’ambito della VII Edizione di Letture nel borgo con l’autore, si è svolto lo scorso 18 luglio un interessante appuntamento dedicato alla poesia contemporanea con la presentazione della nuova collana “La Confraternita letteraria – Dal Sud, Poesia meridionale”, un progetto editoriale nato con l’intento di valorizzare le voci poetiche del Mezzogiorno e restituire centralità a una tradizione letteraria ricca di storia, sensibilità e profondità umana.
La collana è diretta dal professor Daniele Giancane, poeta, scrittore e critico letterario, già docente di Letteratura per l’infanzia presso l’Università degli Studi di Bari e autore di oltre cento pubblicazioni. Una figura di riferimento nel panorama culturale pugliese e nazionale, da sempre impegnata nella promozione della poesia come strumento di conoscenza, dialogo e crescita collettiva.
L’iniziativa nasce da un’idea originale del poeta-scultore Giuseppe Zilli, ideatore della collana e curatore del progetto grafico, che ha voluto sperimentare una nuova forma di condivisione poetica: non più il singolo autore isolato, ma un dialogo tra più sensibilità, capaci di confrontarsi su temi universali attraverso la forza della parola.
Dopo l’esperienza degli opuscoli individuali realizzati dall’Università della poesia J.R. Jiménez, contenenti dieci componimenti per autore, è nata così l’idea innovativa di creare piccoli volumi a tre voci: tre poeti chiamati a confrontarsi su un tema comune, prendendo ispirazione da un verso di un grande autore della tradizione letteraria, verso che diventa poi il titolo dell’opera.

Una delle pubblicazioni presentate è stata “Pace non trovo (Petrarca)”, un libretto poetico che raccoglie i versi di Maurizio De Giglio, Damiano Leo e Sonia Vivona, tre autori provenienti da esperienze e percorsi differenti, ma accomunati dalla stessa esigenza: interrogare il presente attraverso la poesia.
Tra le voci protagoniste dell’iniziativa spicca quella del poeta cegliese Damiano Leo, autore capace di unire sensibilità lirica e impegno civile. La sua poesia si inserisce in quel filone della letteratura meridionale che non si limita alla contemplazione, ma diventa ricerca, testimonianza e riflessione sui grandi temi dell’esistenza. Nel confronto con gli altri autori, Leo ha contribuito a dare voce a una parola poetica che nasce dall’esperienza quotidiana, dalle fragilità dell’uomo e dal desiderio profondo di pace e armonia.
La pace, infatti, è stata il filo conduttore dell’intero incontro: una pace non intesa soltanto come assenza di conflitto, ma come aspirazione universale, bisogno dell’anima e condizione necessaria per costruire una società più giusta e solidale. Una pace desiderata, sofferta, ricercata e mai definitivamente conquistata, come emerge dai versi dei tre poeti.
A chiudere l’evento è stato l’intervento del professor Gennaro Mercogliano dell’Università Popolare Rossanese, che ha definito l’appuntamento una vera e propria “calorosa odissea”: un viaggio attraverso la poesia del Sud, considerata matrice di culture, tradizioni e sensibilità diverse.
«Abbiamo ascoltato un bel saggio di poesia – ha sottolineato Mercogliano – sulla natura, sulla vita, sulle esperienze umane, comprese quelle segnate dal dolore e dalla sofferenza». Una riflessione che ha evidenziato il ruolo della poesia come memoria, testimonianza e strumento capace di trasformare anche le ferite dell’esistenza in occasione di consapevolezza.
Particolarmente significativa anche la riflessione del professor Cosimo Rodia, che ha posto l’attenzione su una problematica ancora presente nel panorama culturale italiano: il pregiudizio geografico che spesso tende a relegare la poesia meridionale in una posizione marginale, quasi oltre una simbolica “linea gotica” che separerebbe il centro della cultura nazionale dalle espressioni artistiche del Mezzogiorno.
Rodia ha evidenziato come il mondo digitale, pur offrendo straordinarie possibilità di diffusione, non sempre riesca a creare un vero incontro tra autori e lettori. Per questo motivo, iniziative editoriali come quella della Confraternita letteraria “Dal Sud” assumono un valore ancora maggiore: la carta, il confronto diretto e la circolazione capillare delle opere diventano strumenti concreti di autonomia culturale, approfondimento e dialogo.
La nuova collana rappresenta dunque una scommessa coraggiosa e affascinante: riportare la poesia al centro della comunità, attraverso piccoli libri nati dall’incontro di più voci, dove la ricerca letteraria, la passione civile e la ricchezza delle esperienze personali si fondono in un unico percorso.
Un progetto che vede protagonisti uomini e donne della parola, guidati dalla visione del professor Daniele Giancane e dalla creatività di Giuseppe Zilli, ma che trova nei poeti come Damiano Leo la sua vera anima: quella di una poesia capace di raccontare il Sud non come periferia culturale, ma come terra viva, generosa e profondamente legata ai grandi interrogativi dell’uomo.
Una poesia che non smette di cercare risposte, di custodire la memoria e, soprattutto, di continuare a immaginare un futuro migliore.

