Il suo romanzo ambientato nel Salento il più votato tra le 50 opere in concorso al Premio letterario Città di Ceglie Messapica. La narrazoine della saggista ha meglio interpretato la traccia del “Mistero” proposta nel concorso. Il prossimo anno il tema sarà la “Libertà” in tutte le sue forme
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di Damiano Leo
E’ Marina Pierri, con il libro Gotico salentino, edito da Einaudi. la vincitrice del concorso nazionale Città di Ceglie Messapica giunto alla quinta edizione. La cerimonia di premiazione si è tenuta ieri, 6 agosto, in Largo Ognissanti, alla presenza di un attento e qualificato pubblico. Il libro di Marina Pieri è stato il preferito tra 50 opere provenienti dal territorio nazionale.
La cinquina rimasta in gara dopo due selezioni da parte di altrettante giurie, una tecnica ed adulta, presieduta dall’ideatrice della competizione, la professoressa Maria Antonietta Epifani, e l’altra formata da venti giovani studenti del Liceo scientifico “Francesco Ribezzo” di Francavilla Fontana, oltre al libro vincitore, era formata da: Una notte nella casa delle fiabe di Silvia Giorgio, Laterza; Figlie selvagge di Cinzia Giorgio, Rizzoli; Le impercettibili oscillazioni, di Matteo Paoloni, Hacca Editrice; e Il mistero delle origini dell’uomo. Un viaggio nel tempo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando, di Massimo Polidoro, Feltrinelli.

Il tema che quest’anno caratterizzava il Concorso, diverso per ogni edizione, quest’anno era “Il mistero”, declinato in tutte le sue sfaccettature, dalla ricerca delle origini al confronto con l’ignoto, per attraversare memoria, introspezione e giungere alla narrativa. La serata è stata condotta dalla giornalista di TgNorba Pamela Spinelli.
La giuria che ha determinato la vincitrice era composta, oltre che dalla presidente Maria Antonietta Epifani, da Debora De Fazio, Graziano Gala, Beatrice Perrone e Carlo Greppi, vincitore della terza edizione del “Città di Ceglie”, con il libro Un uomo di poche parole. Storia di Lorenzo, che salvò Primo (Laterza).
Alla cerimonia di premiazione, tra gli altri, hanno preso parte il consigliere regionale Tommaso Gioia, cegliese; la vice sindaco Mariangela Leporale, che, nel suo intervento ha anche portato i saluti del sindaco di Ceglie Messapica, Angelo Palmisano, impossibilitato a partecipare; e l’assessore alla cultura Cosimo Bellanova, che ha ringraziato l’organizzatrice e direttrice artistica del premio, professoressa Epifani, per l’impegno profuso, gratuitamente, nel tenere in vita la macchina di un concorso così importante e complesso.
Il cuore della serata di premiazione è stato l’avvicendarsi sul palco di tre dei cinque premiati al concorso (due assenti per concomitanti impegni), che, oltre a ringraziare gli organizzatori e le giurie, hanno brevemente illustrato le loro opere, prima ancora di conoscere l’esito finale.
Alla vincitrice Marina Pierri è toccato replicare il suo intervento, approfondendo ulteriormente, quando la direttrice artistica ha reso noto, in virtù delle votazioni espressi dalle due giurie, di essere lei la vincitrice della quinta edizione del Concorso letterario “Città di Ceglie Messapica”.
Dalla sua viva voce il pubblico presente ha appreso che con il suo libro Marina Pierri, in bilico tra la tradizione letteraria ottocentesca e l’andamento scatenato delle serie tv, racconta di femminismo, legami famigliari, psicoterapia e patriarcato, sempre con intelligente leggerezza. Perché a volte basta poco per riappropriarsi di una libertà, di tutte le libertà, partendo dalla memoria e facendone un atto collettivo. Del resto, “c’è una cosa sola che desiderano le Ombre: essere viste”.
Giocando con il perturbante, Pierri conduce il lettore su un ottovolante, ora lo precipita nell’angoscia ora gli strappa una risata grazie all’ironia, pronta a smorzare i toni quando la tensione sale.
Che fare quando si eredita una casa infestata? Filomena, una “medium di provincia”che evoca fantasmi a sua insaputa, è pronta a scoperchiare il passato per capire chi è davvero. A patto di non prendersi troppo sul serio. Marina Pierri tiene per mano Shirley Jackson, e con coraggio la conduce nei territori cari a Tim Burton: solo così l’eleganza raffinata del romanzo d’appendice può prendere le forme e il ritmo di una serie tv. Una storia capace di attraversare e rovesciare i generi, popolata da spettri e da esseri molto umani.
Ma chi è Marina Pierri? Una saggista, scrittrice e studiosa di narratologia italiana. Laureata in semiotica all’Università di Bologna. Cofondatrice e direttrice artistica dei “FeST, il Festival delle serie TV. Insegna nella scuola online “Come si scrive una grande storia” e Storia dell’Innovazione televisiva nel Master in Series Development di Netflix alla Civica Scuola di Cinema di Milano. Autrice di diversi libri, tra questi il suo primo romanzo gotico/femminista ambientato nel Salento e ora premiato con il primo posto al “Città di Ceglie Messapica”.
Prima di procedere alla premiazione dei finalisti, il componente della giuria Graziano Gala, è stato chiamato a consegnare una targa ricordo alla preside Giuseppina Pagano, in rappresentanza dei giovani giurati del suo Istituto “Francesco Ribezzo”. Una targa, con i saluti finali, è stata consegnata anche ai tre dei cinque finalisti presenti, da parte dell’Amministrazione comunale di Ceglie Messapica.
Alla direttrice artistica è toccato, come per le precedenti edizioni, il compito di annunciare il tema della sesta edizione, che sarà: “Libertà”, declinata nelle sue mille sfumature.

