Dopo 38 anni un Pontefice torna nella Repubblica Orientale dell’Uruguay. Un Paese profondamente secolarizzato si prepara ad accogliere il Santo Padre con un entusiasmo che sorprende e fa riflettere. Accanto a Prevost sarà Monsignor Gianfranco Gallone, Nunzio Apostolico a Montevideo: “Un privilegio che voglio condividere con la mia Ceglie. Attraverso la mia umile persona, sento idealmente di poter rendere partecipi i miei concittadini di questa esperienza straordinaria” ha scritto per Ideanews
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di Monsignor Gianfranco Gallone
C’è un’attesa particolare in questi giorni nella Repubblica Orientale dell’Uruguay. Il 6, 7 e 8 novembre Papa Leone XIV sarà in visita in questo piccolo Paese sudamericano, riportando la presenza di un Pontefice dopo ben 38 anni. L’ultima visita risale infatti al maggio 1988, quando San Giovanni Paolo II incontrò per la seconda volta il popolo uruguaiano.

L’attesa è tanto più significativa se si considera che l’Uruguay viene spesso definito il «regno della laicità». Qui la separazione tra Stato e Chiesa è profondamente radicata nella storia e nella cultura nazionale e la religione è considerata, da una parte consistente della popolazione, una dimensione essenzialmente privata. Circa il 60% degli uruguaiani si dichiara non credente o indifferente alla religione, mentre soltanto il 34% si riconosce cattolico.
Eppure, proprio in questo contesto, sta accadendo qualcosa di interessante. Cresce l’attenzione, si moltiplicano le iniziative e si avverte un entusiasmo palpabile. L’arrivo del Papa sembra risvegliare domande, curiosità e, forse, anche un desiderio di riscoprire una dimensione spirituale che sembrava progressivamente allontanarsi dalla vita quotidiana.
Un segnale eloquente è arrivato proprio questa sera (martedì 3 novembre, ndr), con la consegna della Papamobile. L’evento ha richiamato una straordinaria attenzione da parte della stampa e dei mezzi di comunicazione, non soltanto uruguaiani, ma anche internazionali. Un interesse che testimonia quanto questa visita sia attesa e quanto la figura del Successore di Pietro riesca ancora a suscitare attenzione ben oltre i confini della comunità cattolica.



Il pick-up Fiat Titano, la papamobile che accompagnerà Papa Leone XIV durante la visita in Uruguay. Allestito presso gli stabilimenti di Nordex a Montevideo, il veicolo è stato presentato nel paese Sudamericano dal Nunzio Apostolico Gianfranco Gallone
Il programma sarà particolarmente intenso. A Montevideo il Santo Padre incontrerà il Presidente della Repubblica, Yamandú Orsi, e le autorità istituzionali. Non mancheranno gli appuntamenti con la Chiesa locale: nella Cattedrale incontrerà vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose.
Il giorno successivo raggiungerà in aereo Paysandú a circa 400 chilometri dalla Capitale, dove celebrerà la Santa Messa, per poi rientrare a Montevideo. Nel pomeriggio visiterà Casavalle, una delle zone più povere e fragili della periferia di Montevideo, incontrando le associazioni e le realtà impegnate nell’assistenza agli ultimi, agli emarginati e alle persone che vivono in condizioni di estrema povertà. Sarà un momento particolarmente significativo, perché metterà al centro della visita quella Chiesa che non dimentica chi vive ai margini della società.
Successivamente, presso l’Università Cattolica, incontrerà il mondo della cultura e dell’educazione. La giornata si concluderà allo Stadio Centenario con un momento di preghiera e di veglia con i giovani. Basti pensare che i 70.000 posti disponibili sono stati prenotati in appena tre ore: un dato che, da solo, racconta l’entusiasmo che accompagna l’arrivo del Pontefice.

Dietro questa grande organizzazione c’è uno sforzo economico e umano considerevole. La Chiesa uruguaiana sostiene infatti la maggior parte delle spese, stimate intorno ai tre milioni di dollari, comprendenti allestimenti, trasporti, strutture, sicurezza e persino le transenne necessarie lungo i percorsi papali. Lo Stato provvede invece alle spese relative agli impegni istituzionali e protocollari, come avviene per ogni Capo di Stato. Le risorse sono assicurate da benefattori e collette nazionali.
Domenica 8 novembre, festa della Patrona dell’Uruguay, la Vergine dei Trentatré, il Papa si recherà a Florida per celebrare la Santa Messa nel Santuario nazionale. Sarà un momento di particolare intensità spirituale per l’intero Paese. La giornata si concluderà con il pranzo insieme alla Conferenza Episcopale uruguaiana e con la partenza per proseguire il viaggio apostolico verso l’Argentina e successivamente il Perù.
Durante la permanenza a Montevideo, il Santo Padre sarà ospite della Nunziatura Apostolica. Per me è motivo di una gioia immensa e di un onore del tutto particolare poterlo accompagnare e condividere con lui questi giorni. È un privilegio che vivo con profonda gratitudine e che desidero, in qualche modo, condividere anche con la mia Ceglie Messapica. Attraverso la mia umile persona, sento idealmente di poter rendere partecipi i miei concittadini di questa esperienza straordinaria.
Resta una domanda: che cosa lascerà questa visita in un Paese dove la fede sembra avere progressivamente perduto spazio nella vita pubblica e personale?
La speranza è che non si tratti soltanto di un grande evento, di una manifestazione popolare o della visita di un Capo di Stato, ma di un’occasione capace di riaprire strade, suscitare interrogativi e restituire fiducia. Perché il Papa non viene soltanto a incontrare chi già crede, ma anche a testimoniare che nessuno è lontano dall’amore di Dio e che ogni uomo, anche quando sembra aver smarrito la strada, può sempre ricominciare un cammino.
È forse proprio questa la grande attesa dell’Uruguay: lasciarsi sorprendere dalla speranza.
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