27 Agosto 2026

La Storia “vista” al microscopio

Da una foto dell'"Archivio Ciracì" la capacità di ricostruire la storia di Ceglie Messapica
Da una foto dell'"Archivio Ciracì" la capacità di ricostruire la storia di Ceglie Messapica

Dopo tre anni di ricerca, studio, consultazione di manoscritti e analisi di documenti, due giovani storici hanno pubblicato il libro “De Situ Caeliae”, pagine che guardano il passato per capire ciò che siamo. L’opera sarà presentata sabato 5 settembre al Maac

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di Damiano Leo

Due giovani autori cegliesi, Francesco Moro e Jacopo Urso, uniscono le loro forze e le loro passioni per dare corpo e vita a una nuova pubblicazione sull’antica storia di Ceglie Messapica. Vede la luce, in questi giorni, De situ Caeliae. Dinamiche insediative, società e territorio di Ceglie Messapica tra XVI e XVII secolo. Opera che sarà presentata il prossimo 5 settembre.

La copertina del libro

Per i due giovani, promettenti studiosi, tutto inizia con una foto, quella scelta per la copertina e gentilmente  concessa dallo storico cegliese Michele Ciracì, archivista di “cose” cegliese per eccellenza. La fotografia che arricchisce la copertina del libro è forse una delle più belle tra quelle che immortalano la vita del centro storico della città messapica. Ritrae una casa semidistrutta dal tempo, con un forte contrasto cromatico dell’ombra che segue la silhouette di quello che resta e si staglia sulla facciata immacolata.

Più in basso, un drappello di bambini e un adulto osservano un pittore al lavoro,  in un gioco di sguardi, in cui possiamo solo immaginare ciò che l’artista dipingeva.

Per i due autori sono occorsi tre anni fatti di consultazioni di manoscritti, polverosi fascicoli e grafie diverse da decifrare. Un viaggio profondo nella nostra storia che inevitabilmente racconta chi siamo ancora oggi, come figli di quei secoli passati. Il titolo De situ Caeliae, dal tratto evocativo, omaggia la nota opera di Antonio de Ferraris, detto il Galateo. Un titolo forte, una provocazione necessaria, nata dalla convinzione che oggi vi sia un profondo bisogno di gesti culturali che sappiano restituire al mondo realtà dimenticate e passati inghiottiti dalla caducità.

Il nuovo libro sulla storia di Ceglie Messapica si compone di due parti: nella prima i giovani autori analizzano, con dovizia di particolari, quanto è inserito nel catasto del 1602 – 1603; nella seconda Moro e Urso sviscerano gli episodi storici che hanno caratterizzato la nostra città, anche in relazione ai centri limitrofi.

Il lavoro dei due attenti autori esula dal localistico e apporta vitali informazioni anche per le storie dei paesi a noi viciniori, come Ostuni, Francavilla Fontana e Martina Franca, fornendo un quadro generale che fa emergere possedimenti di queste terre, ruoli dei benestanti, con le loro vicissitudini fatte di litigi, dispute ed evoluzioni. Un’opera, questa dei due cegliesi, molto importante che tenta, come raramente si è fatto, di appropriarsi del passato con uno sguardo sulla nostra micro-storia.

Ma chi sono i due che hanno aggiunto un nuovo, importante tassello alla storia antica di Ceglie Messapica? Francesco Moro è nato a Ceglie Messapica il 22 dicembre 1989. Ha conseguito la maturità scientifica ed ora è  dipendente della pubblica amministrazione. Appassionato di storia locale, con al suo attivo diverse pubblicazioni inerenti la storia della città messapica. Si dedica con interesse alla genealogia e collabora con testate e riviste  sia di interesse locale che nazionale.

Jocopo Urso (a destra), invece, è nato il 13 agosto 2003, anche lui a Ceglie Messapica. Attualmente frequenta un corso di Cinema, Televisione e Nuovi Media presso l’Università degli Studi di Roma Tre. E’ impegnato nell’ambito della ricerca cinematografica e di storia locale. Ha al suo attivo una prima pubblicazione come coautore dal titolo: Ceglie Messapica e le sue monete… e se fosse tutta un’altra storia?, data alle stampe lo scorso anno.

De situ Caeliae, il nuovo importante “tassello” della storia di Ceglie Messapica, sarà presentato sabato 5 settembre 2026, presso il Museo Archeologico e Arte Contemporaneo (Maac), in via Enrico de Nicola, 1, alle ore 18. Modererà l’incontro la professoressa Olga Sarcinella, studiosa e autrice di opere religiose a carattere locale.

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