23 Ottobre 2026

“Lavori di ripristino” al Paretone

Un tratto delle mura messapiche in via Chianche di Palomba, sulla strada per Cisternino
Un tratto delle mura messapiche in via Chianche di Palomba, sulla strada per Cisternino

Un mese dopo il sopralluogo tecnico di Sovrintendenza, Carabinieri e Comune arriva l’ordinanza di chiusura ai camion su una strada realizzata sulle mura messapiche a ridosso della via per Cisternino. E nel silenzio si legge anche di “tutela” del bene storico

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di Domenico Strada

Il 22 ottobre scorso, personale della Sovrintendenza ai Beni culturali di Lecce e del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bari nonché tecnici del comune di Ceglie Messapica, hanno effettuato un sopralluogo nei pressi della strada comunale Chianche di Palomba sotto cui è presente un tratto del sistema difensivo messapico del III-IV sec a.C., non sottoposto, fino ad ora, ad alcun vincolo di tutela.

L’amministrazione comunale non ha ritenuto tale evento meritevole di alcuna comunicazione ufficiale per dare notizia ai cittadini dell’esito seppur parziale di tale attività e degli eventuali sviluppi, alcuni dei quali emersi però incidentalmente dalla lettura dell’Ordinanza n. 132 del 26.11.2025 della Polizia Locale (clicca qui per leggere il dispositivo) con cui è stato disposto, sul tratto di strada in argomento, il divieto di transito di mezzi pesanti superiori alle 3,5 tonnellate di peso. Nella parte motiva del provvedimento si accenna …“al fine di salvaguardare il bene tutelato ed in attesa dei lavori di ripristino …(…) … per non creare ulteriori dissesti”.

Il muro messapico sotto il piano stradale in via Chianche di Palomba a Ceglie Messapica

Il sopralluogo del 22 ottobre è il primo timido risultato dell’attività di privati cittadini,  coordinata e reiterata nel tempo, finalizzata a cercare di vincere l’inerzia cronica delle pubbliche istituzioni locali per salvaguardare e valorizzare, anche sul piano turistico, l’articolato sistema difensivo arcaico e messapico in stato di abbandono. Per molti concittadini si tratta di pietre senza alcun valore, per altri, speriamo non minoritari come numero, sono le mute testimoni della nostra profonda identità storico-culturale, più che degne di studi ed approfondimenti come avviene ormai da decenni in tutti gli altri centri del Salento che possono vantare origini messapiche, con risultati di assoluto valore culturale.

Analogamente a quanto accertato all’esito di scavi sistematici avvenuti negli anni a Castro, Ugento, Muro Tenente, è altamente probabile che anche la messapica Kailia,  per la sua posizione strategica e baricentrica, possa aver avuto sotto le propria mura, nel tempo, attacchi di opliti tarantini, legionari romani e mercenari punici.

Come già detto altre volte, e come certamente ricorderemo ancora in seguito, nonostante un passato storico non banale, ora i viandanti che giungono in prossimità delle cadenti antiche mura, trovano la mesta indicazione che Ceglie Messapica è una città di “gastronomia”, un profilo identitario esclusivo rivendicato dagli amministratori degli ultimi anni anche con scelte più che discutibili sul piano dell’opportunità e dell’effettivo risultato conseguito al di là della propaganda; mentre tutto l’importante patrimonio monumentale e chiesastico si degrada lentamente, richiamando la nota scena dell’orchestra che suona mentre il Titanic affonda. Si spera che almeno i lavori di restauro del Castello Ducale, la cui conclusione è prevista per il 31 marzo 2026 vadano a buon fine e consentano soprattutto un utilizzo appropriato della struttura. L’auspicio per una rivisitazione generale delle priorità culturali e una nuova presa di coscienza identitaria, è ormai riposto nella possibilità che nuovi protagonisti  possano comparire nello stantìo panorama amministrativo locale all’esito delle prossime ed imminenti elezioni locali. Potrebbe essere l’ultima occasione.

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