Dopo 50 anni è stato abbandonato il consueto trattamento con calce: don Lorenzo Elia ha opotato per un rifacimento di intonaco colorato capace di riportare l’antichissimo tempio alla cromia di un tempo
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di Damiano Leo
La chiesa di Sant’Anna, eretta alle porte di Ceglie Messapica nel XII secolo, torna al suo vecchio splendore con il totale rifacimento dell’intonaco della facciata.
Come si faceva da oltre cinquant’anni, la chiesa di Sant’Anna, che cade sotto la giurisdizione della parrocchia di San Rocco, retta dal parroco don Lorenzo Elia, anche quest’anno si è deciso di rifare il look alla facciata. Ma con una sostanziale variante: invece della solita calce bianca, normalmente usata per dipingere case e trulli, poiché la calce ha un buon potere di traspirazione, quindi permette la fuoriuscita dell’umidità dai muri, riducendo la muffa per le costruzioni in pietra; per disinfettare, in quanto la calce è alcalina, con un ph altissimo, riducendo l’annidarsi di batteri, muffe e insetti e, in ultimo, perché poco costosa ed ecologica, si è deciso di eliminare i numerosi strati di calce accumulati negli anni, anche perché in molti punti si erano creati inutili rigonfiamenti ed evidenti disarmonie, fino a mettere in luce l’intonaco e il colore originari. Ciò ha determinato un eccellente colpo d’occhio, già largamente apprezzato da molti cegliesi e da numerosi turisti in vacanza a Ceglie Messapica in questi giorni. L’apprezzamento, comunque, è stato subito manifestato dal parroco don Lorenzo Elia che il lavoro ha fortemente voluto, accollando l’intera spesa sulle solo forze parrocchiali.
Per il futuro, non essendo stata usata la calce bianca che ha il difetto di sbiadire, costringendo al rifacimento ogni due o tre anni, non ci sarà più bisogno di ripristinare in continuazione la facciata della chiesa. Chiesa che, piace qui ricordare, è stata costruita, presumibilmente, nel XII secolo, sul luogo di un tempio pagano e dedicata a sant’Anna, protettrice di Ceglie Messapica. Nel 1710 venne ristrutturata a spese del clero della città messapica. Dietro la chiesa vi era un piccolo cimitero al quale si poteva accedere anche direttamente da una porta situata nella sacrestia: in uso fino al 1877, il cimitero venne utilizzato soprattutto durante la terribile epidemia colerica che colpì Ceglie negli anni 1854 e 1855.
All’interno dell’edificio sacro si conservano pregevoli affreschi e dipinti: tra i primi si segnala in particolare l’affresco raffigurante la “Morte di Sant’Anna”, mentre tra i dipinti emerge la grande tela ottocentesca opera di Vito Nicola Galeone, raffigurante la “Vergine con il Bambino tra sant’Antonio da Padova, San Cosimo e San Damiano”. Di grande pregio e, inoltre, la statua lignea raffigurante “Sant’Anna”, notevole esempio di scultura salentina del XVIII secolo. Un plauso all’infaticabile parroco don Lorenzo Elia per aver voluto ridare l’originario splendore ad un importante sito sacro, voluto dalla fede dei nostri padri.

