Castello ducale, asilo all’interno del Municipio e residenze popolari: scaduta la data per la consegna dei lavori restano solo ponteggi e opere da completare. E avanzano invece i contenziosi legali che rischiano di bloccare tutto
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di Francesco Moro
Quello di ieri, 1° luglio 2026, sarebbe dovuto essere il giorno della verità. La data ultima, il traguardo finale per la consegna dei lavori PNRR in tutta Italia, prorogata dal Governo proprio negli ultimi giorni per evitare il collasso dei cantieri nazionali. A Ceglie Messapica questa data era stata sbandierata ai quattro venti: annunciata prima della campagna elettorale e con enfasi dai palchi della stessa – soprattutto per quanto riguarda il Castello Ducale – e ribadita anche di recente dal rieletto Sindaco. Una scadenza che, a ben guardare, anche senza possedere la palla di cristallo o particolari doti di preveggenza, chiunque avrebbe potuto capire essere puramente illusoria.
Ora, sotto il sole cocente di luglio, quei cantieri appaiono tutti tragicamente in alto mare. Al posto dei nastri da tagliare, sventolano desolatamente al vento le reti di protezione delle impalcature. Sulla torre del Castello sembra quasi sia stato installato un accampamento provvisorio, mentre il cantiere dell’asilo nido comunale e quello di via Don Guanella restano completamente silenti. La mappa delle opere pubbliche cittadine si è trasformata in una ragnatela di scadenze mancate, ponteggi abbandonati e, soprattutto, aule giudiziarie. Nessun lavoro è giunto al termine, i cronoprogrammi ufficiali sono tutti non abbondantemente non rispettati e le ditte appaltatrici hanno aperto contenziosi legali contro il Comune.

1. Castello Ducale: la scadenza del 2024 è un vecchio ricordo, il cantiere resta aperto e spunta la causa della ditta
Il cronoprogramma ufficiale per i lavori di recupero, restauro e rifunzionalizzazione del Castello Ducale parlava chiaro: l’opera avrebbe dovuto essere completata e consegnata originariamente entro il 28 novembre 2024.
Tuttavia, i fatti dicono altro. Nonostante una successiva rimodulazione dei termini fissata al 31 marzo 2026, una determinazione dell’Area Lavori Pubblici certifica che a metà 2026 i lavori sono ancora in pieno svolgimento, con l’approvazione del solo Secondo Stato di Avanzamento Lavori (SAL). Ma la tegola più pesante è arrivata dal fronte legale: l’impresa “Vitale Mario” ha ufficialmente citato in giudizio il Comune di Ceglie Messapica davanti al Tribunale Ordinario di Brindisi (R.G. 1260/2026). La ditta pretende dall’Ente il pagamento di 72.225,00 euro per richieste pretese creditorie legate alle opere nel maniero ducale. Il Sindaco ha dovuto firmare un decreto per autorizzare il Comune a resistere in giudizio, contestando le richieste della ditta. Con la prima udienza fissata a settembre, la parola “fine” sul restauro del simbolo cittadino è ancora un miraggio.
2. Case Popolari di Via Don Guanella: scadenze violate fino a due anni fa e un contenzioso shock da quasi 400mila euro
Non va meglio nel comparto dell’edilizia residenziale pubblica. Gli interventi di riqualificazione degli immobili di via Don Luigi Guanella, inseriti nel programma “Sicuro, Verde e Sociale”, sono ormai completamente paralizzati da uno scontro legale frontale tra l’Amministrazione e la ditta appaltatrice, la El.cam Immobiliare S.r.l.s..
Il fallimento dei piani temporali qui è macroscopico:
- Per il II Lotto, la data ufficiale di scadenza del cronoprogramma per la fine dei lavori era fissata addirittura al 20 novembre 2024.
- Per il I Lotto, il termine ultimo dei lavori era stabilito al 26 maggio 2025.
A scadenze ampiamente superate, la Giunta Comunale si è dovuta riunire per autorizzare la resistenza in giudizio contro due atti di citazione notificati dalla società edile. La El.cam ha trascinato il Comune in Tribunale chiedendo l’adeguamento dei prezzi contrattuali a causa del rincaro dei materiali. Le cifre richieste sono da capogiro: 295.496,45 euro per il Lotto 1 e ulteriori 94.141,99 euro per il Lotto 2. Il Comune ha rigettato le pretese sostenendo che l’opera, avendo beneficiato del Fondo Opere Indifferibili (FOI), non ha diritto agli adeguamenti automatici. Nel frattempo, tra carte bollate e udienze fissate a ottobre, i residenti restano a guardare un cantiere spettrale e silenzioso.
3. Asilo Nido di Via De Nicola: saltato anche il termine di marzo, a maggio si firmano ancora subappalti
L’ultimo tassello del fallimento dei cronoprogrammi riguarda l’Asilo Nido comunale in via Enrico De Nicola. L’opera di riconversione di una porzione dell’edificio pubblico prevedeva da contratto la fine dei lavori entro il 20 marzo 2026.
Anche questa scadenza è ormai passata invano. A dimostrazione di come l’opera sia tutt’altro che completata, gli uffici comunali a maggio inoltrato erano ancora impegnati a firmare determinazioni per autorizzare il subappalto dei lavori relativi agli impianti elettrici alla ditta “Elettroimpianti S.r.l.” per conto della ditta principale (sempre facente capo a Vitale Mario, già protagonista della vicenda legale del Castello).
Una burocrazia a rilento e l’ennesima dimostrazione che la fine del cantiere è slittata a data da destinarsi, lasciando le famiglie cegliesi senza il servizio promesso e l’area avvolta nel silenzio.
Cantieri infiniti, tra ritardi fisiologici e freno amministrativo
La situazione dei cantieri a Ceglie Messapica ha superato la soglia di guardia, trasformandosi da fisiologico ritardo burocratico a vero e proprio emblema delle lungaggini amministrative. I fondi del PNRR e i programmi di riqualificazione dovevano essere il volano per disegnare la Ceglie del futuro, un’occasione irripetibile di rinascita.
Invece, la spietata cronaca di questo luglio ci consegna una realtà amara: un presente fatto di impalcature arroventate dal sole, in alcuni casi opere ferme al palo ricordano i cantieri fantasma. Il paradosso è che il destino di queste opere così importanti per la città non si deciderà più solo a colpi di cazzuola, ma a suon di carte bollate nelle aule del Tribunale di Brindisi.
Nel frattempo difficilmente avremo un nuovo asilo per i bambini disponibile a settembre, è difficile ipotizzare quando saranno disponibili gli alloggi dignitosi per le famiglie più fragili, ancora per un’altra estate il Castello si presenterà ai turisti ostaggio dei ponteggi e negato allo sviluppo turistico. La campagna elettorale è finita, i palchi sono stati smontati e le rassicurazioni di facciata si sono sciolte sotto questo solleone estivo. Ora, davanti a queste cattedrali dell’incompiuto, la domanda non è più solo “quando finiranno i lavori?”. Una comunità intera aspetta risposte anche sui contenziosi.

