A 91 anni dalla morte di Padre Pantaleone Palma i Rogazionisti celebreranno oggi, 2 settembre, una funzione religiosa nel Santuario di Sant’Antonio a Oria
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di Damiano Leo
La Congregazione dei Padri Rogazionisti del Santuario di Sant’Antonio di Padova in Oria, guidati dal Rettore Padre Fabrizio Andria, chiama alla commemorazione del 91° anniversario della morte del Servo di Dio Padre Pantaleone Palma, nativo di Ceglie Messapica.
Oggi, mercoledì 2 settembre 2026, presso il Santuario dei Padri Rogazionisti di Oria, il Rettore Padre Fabrizio Andria, ricorderà a tutta la comunità diocesana, la figura di Padre Pantaleone Palma, primo e principale collaboratore di Sant’Annibale Maria Di Francia, in occasione del suo 91° anniversario della morte, e lo farà a cominciare dalle ore 18,30 con la recita del Santo Rosario, per proseguire con la Celebrazione di una Santa Messa e una preghiera presso la tomba del Servo di Dio. La solenne celebrazione sarà animata dal coro polifonico “Andrea Dellomonaco” del Santuario, diretto dal maestro Giuseppe Massa.

Quest’anno la cerimonia oritana, per ricordare il nostro concittadino, morto in concetto di santità, assume un particolare significato, venendo subito dopo la cerimonia di chiusura della pratica diocesana di Beatificazione del Vescovo di Oria Alberico Semeraro, da parte del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Papa Leone XIV, nei giorni 29 e 30 agosto. Dopo San Bartolo Longo, la Diocesi di Oria potrebbe avere presto, sugli altari di tutta la Chiesa, altri due suoi figli.
Padre Pantaleone Palma è uno dei figli più illustri di Ceglie Messapica. Nato il 15 aprile 1875 da Lorenzo Palma e Maria Crocifissa Salonna, battezzato due giorni dopo presso la Chiesa Collegiata della sua città. Entrò in Seminario vescovile di Oria nel 1887, dove si distinse per bontà e disciplina. Venne ordinato sacerdote il 30 luglio 1899. Conquistato dal carisma di Sant’Annibale Maria Di Francia, ne divenne primo e principale collaboratore nella fondazione delle opere Rogazioniste e Antoniane. Fu definito dal Di Francia “Figlio di Benedizione”. Al suo genio si deve la fondazione di decine di case per l’educazione degli orfani e l’istituzione di laboratori per l’avviamento al lavoro di migliaia di giovani. La sua storia è descritta come “un sacerdote nella tempesta”: uomo di alto profilo che condusse la missione con fedeltà e umile spirito di servizio, senza protagonismi. Morì nel 1935. I Rogazionisti lo ricordano ogni anno, come faranno oggi, mercoledì 2 settembre, presso il Santuario di Oria.

