11 Marzo 2026

Per Curri 1° premio in Basilicata

Antonio Curri riceve il primo premio al concorso letterario "innANZItutto"
Antonio Curri riceve il primo premio al concorso letterario "innANZItutto"

Un altro successo per il poeta cegliese salito in alto sul podio del concorso letterario “innANZItutto”, nella cittadina di Anzi in provincia di Potenza. La lirica sui legami con il territorio commuove tutti

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di Damiano Leo

Il poeta cegliese Antonio Curri ancora una volta sul gradino più alto di un concorso letterario. Premiato con la prima posizione al VII Concorso Poetico “innANZItutto” – Anzi (Potenza) 2025, lo scorso 9 agosto, con la poesia in lingua intitolata “Radici di luce”.

​Tre le sezioni che costituivano il concorso: Sezione A riservata alla poesia edite ed inedita, in lingua italiana, a tema determinato “Le Radici del Futuro”; Sez. B per la poesia in vernacolo, edita o inedita, a tema libero e Sez. C alla quale potevano partecipare poesie edite ed inedite in lingua estera ed a tema libero.

Il poeta cegliese Antonio Curri, il siciliano Salvatore Treppiedi e la campana Anna Maria Marsilio sono i vincitori della settima edizione del concorso di poesie “innANZItutto”. È stata un grande successo la cerimonia di premiazione della settima edizione del concorso di poesie “innANZItutto”, organizzato dall’Associazione Culturale “L’Alternativa” e svoltasi ad Anzi. Il concorso è stato vinto da Antonio Curri di Ceglie Messapica con la poesia “Radici di luce” per la sezione A in italiano; Salvatore Treppedi di Canicattì (AG) per la sezione B in vernacolo con la lirica “Ntoniu Saccaru e la bannera russa” e dalla campana Anna Maria Marsilio di Sant’Arpino (CE) per la Sezione C, con la poesia in lingua estera “Un monde sans coeur” (Un mondo senza cuore). Al secondo posto delle poesie dialettali si è piazzato Giovanni Monopoli, di Taranto, con “Eppùre ‘u surrise ste sembe” ed al 3° la lucana Teresa Blasi di Tricarico con “Vita sol vita sand”. 

Alcuni partecipanti al concorso letterario di Anzi, in provincia di Potenza

Nella graduatoria dei versi in italiano il 2° posto è toccato ex aequo a Lucia Salvia di Potenza con “Luce tra le crepe” ed a Rosario Cascone di Angri (SA) con “Dove cresce il tempo; il 3°, ex aequo, alla calabrese Antonia Flavio di Cosenza con “Figli del mio respiro” ed al campano Eugenio Landino di Caserta con “Le radici del futuro… un passo in più”. I due premi speciali della giuria sono stati attribuiti al pugliese Giovanni Zeverino di Gravina in Puglia (BA), autore di “La stanza bianca di Narges” ed alla calabrese Barbara Di Francia di Piane Crati (CS) con “Pìezzi i vita passata”;mentre i premi speciali della critica sono stati assegnati al pugliese Vito Romito di Modugno (BA) con la lirica “Sogno” e a Vincenzo Galluzzi di Napoli con “Nunn ‘ o sapevo”. Il premio speciale del Presidente della giuria, Gianni Romaniello, è stato assegnato a Francesco Panariello di Vietri di Potenza per la lirica “Nelle radici il futuro”;mentre alla poetessa di Scanzano Jonico, Teresa Rosito, autrice di “Il domani è qui”, è stato attribuito il premio “Fidelitas” per la costante partecipazione a tutte le edizioni del concorso poetico dal 2020 al 2025. 

“Radici di luce”, la lirica del cegliese Antonio Curri, che più sotto si riporta, è stata premiata con la seguente motivazione, firmata dal presidente della Commissione esaminatrice Gianni Romaniello: “Per aver fatto profondamene rivivere, attraverso versi non in rima e di lunghezza variabile, le radici della feconda madre Puglia che guarda al domani abbracciando la rimembranza del passato dove il tempo si fa memoria viva”.

Nel solco antico d’un ulivo contorto
germoglia il pensiero del figlio del Sud
tra pietra viva e vento d’Adriatico
qui il cuore apprende l’arte del sogno.
Puglia, grembo di madri contadine,
che parlano coi gesti dei silenzi
terra che nutre con grano e storia
e scolpisce i volti di chi resta.
Radici affondate in calcari millenari
dove il tempo si fa memoria viva
e l’anima un intreccio di voci
tra dialetto ed eco del mare.
Il futuro non nasce da uno strappo
ma dall’abbraccio col passato
alle case bianche, alle feste di paese,
alle danze antiche,
che narrano l’esilio e il ritorno.
Il sapere custodito
nelle mani e nel sudore
nei riti che sfidano i secoli
tra muretti a secco e cieli infiniti
compongono l’identità dell’uomo del Sud.
Non si cammina verso il domani
senza udire il canto degli avi
né si costruisce orizzonte
senza l’ombra fresca d’un carrubo.
In questo Sud che pare quieto
il tempo scorre tra partenze e ritorni
tra gesti che si rinnovano
la Puglia resta madre feconda
che custodisce e di continuo germoglia.
Chi parte reca in sé la ferita
ma anche il seme del possibile
perché il Sud più che terra è sguardo
è memoria che genera trasformazione.

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