Il “Barabba” di Antonio Tarantino in una partecipazione pirandelliana: giovedì 19 febbraio il secondo spettacolo fuori abbonamento al Comunale di Ceglie Messapica, con il pubblico intorno a Silvio Barbiero
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di Damiano Leo
Per il secondo spettacolo fuori abbonamento, dopo “Il giro del mondo in 5 minuti”, al Teatro Comunale di Ceglie Messapica, arriva “Barabba” di Antonio Tarantino, nell’interpretazione di Silvio Barbiero.
Lo spettacolo teatrale, portato a Ceglie da MAT – Mare Alto Teatro, è per giovedì 19 febbraio, con inizio al solito orario delle 21 e prenotazione consigliabile, anche perché pure questo è uno spettacolo per 40 spettatori che siederanno direttamente sul palco, insieme all’attore Tarantino, che delizierà con il suo monologo dissacrante.

Il Barabba di Antonio Tarantino lo ritrovi nelle pieghe dello stato d’animo di ognuno. Le sue parole riecheggiano nelle proteste che la nostra paura strozza in gola.
Barabba è la furia sgangherata che nascondiamo alla vista degli altri. È il rivoluzionario che abbiamo sempre sognato e temuto. Barabba alla fine si salva davvero in Tarantino, nostro contemporaneo che scriveva come un classico, universale e intimo.
Barabba è lo sfogo, la risata dissacrante, un uomo perduto in mille sfaccettature deliranti e nobili. Con “Barabba”, opera composta nel 2010 e pubblicata postuma, Antonio Tarantino, come nei suoi drammi d’esordio, torna a dare nuova vita ad un personaggio di ascendenza evangelica. Quasi integralmente in versi, in una lingua impietosa senza più privilegi di rango, dove si mescolano commedia e tragedia, il personaggio di Barabba incarna un teatro di emozioni in cui oscillano, come maschere appese a un filo, il nostro bisogno di salvezza, la nostalgia rabbiosa di un fondamento, di un’origine.
L’autore del testo, Antonio Tarantino, è nato a Bolzano nel 1938. In giovane età si trasferisce a Torino, dove muore nel 2020. Fino agli anni Novanta lavora come artista figurativo e approda nel mondo teatrale solo dopo i cinquant’anni, quando nel 1993 vince il premio Riccione per il Teatro con Stabat Mater e La passione secondo Giovanni.
Tra le altre pubblicazioni per il teatro uscite per Cue Press si ricorda: Giuseppe Verdi a Napoli (Cue Press, 2017), Materiali per una tragedia tedesca (prima ed. Ubulibri, 2000, riedito da Cue Press, 2016), Gramsci a Turi (Ubulibri, 2009, riedito da Cue Press, 2021), il postumo Barabba (2021), Dittico Arabo (2021) e Dittico Italiano (2022).
La sua scrittura teatrale è caratterizzata da una lingua ricca e visionaria, con contaminazioni dialettali e gergali.

