25 Gennaio 2026

Disabile bloccato in chiesa dall’auto

L'auto parcheggiata dinanzi un ingresso della chiesa e, nel cerchio, il disabile bloccato
L'auto parcheggiata dinanzi un ingresso della chiesa e, nel cerchio, il disabile bloccato

Un uomo ha dovuto attendere 45 minuti per uscire dalla parrocchia dove aveva assistito alla messa con vescovo, sindaco e un centinaio di persone. Un automobilista aveva parcheggiato a ridosso dell’uscita abilitata al passaggio della carrozzella. L’intervento della Polizia locale di Ceglie Messapica, che ha aiutato e confortato l’uomo fino all’arrivo del carroattrezzi. E’ il segno di un degrado civile che coinvolge tutti

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Bloccato 45 minuti perché un’auto parcheggiata sulla porta gli impediva di uscire. Non è accaduto in una stradina del centro storico o nella più lontana e buia periferia. No, un disabile è stato praticamente sequestrato nella chiesa di San Rocco di Ceglie Messapica al termine delle celebrazioni in ricordo di don Michele Pastore (clicca qui per leggere l’evento), dove vi avevano partecipato vescovo, sindaco, consiglieri regionali, autorità civili, militari e più di un centinaio di cittadini.

Non è solo parcheggio selvaggio: è prepotenza e disprezzo per gli altri. Nel cerchio, l’uomo bloccato in chiesa

Già in chiesa, al termine della cerimonia, al microfono era stato chiesto di spostare un’auto che bloccava il passaggio dell’uscita di via Petrarca, appello caduto nel vuoto. L’auto in sosta molto più che selvaggia era stata praticamente incollata su una uscita secondaria e particolarmente utilizzata della chiesa, un varco peraltro attrezzato per il passaggio di persone con difficoltà. Però mentre i partecipanti alla cerimonia guadagnavano l’uscita dalla porta principale e da un ulteriore passaggio aperto in emergenza, il disabile in carrozzella è stato costretto ad attendere all’interno della chiesa, in un locale vicino agli uffici parrocchiali.

Da un’altra angolatura, l’auto che ostacola l’uscita dalla porta secondaria della chiesa

La Polizia locale era presente in zona per garantire il deflusso dei veicoli e la sicurezza dei cittadini. Due agenti sono subito accorsi per stare vicino all’uomo e cercare l’improvvido automobilista, confidando di risolvere il problema in pochi minuti, tra l’irritazione dei cittadini per la scena offerta e l’imbarazzo delle “autorità”.

Cittadini e fedeli che defluiscono dopo la cerimonia in chiesa

C’è da dire che in questo caso non si possono attribuire responsabilità agli organi istituzionali (se non per gli indirizzi da indicare), si è visto invece lo specchio di una prepotenza e di una volgarità comportamentale di chi si ritiene padrone e gestore della strada. Gli agenti della Polizia locale hanno offerto all’uomo in carrozzella la possibilità di uscire da un’altra porta, operazione che avrebbe richiesto il sollevamento di peso con l’aiuto di alcuni volontari che si sono subito offerti. “Non vi preoccupate, sono pesante e ho paura di danneggiare la mia carrozzella. Vedrete che chi ha parcheggiato in questo modo  verrà presto a spostare l’auto e tutto sarà risolto”.

La pazienza e la fiducia dell’”ostaggio” si sono presto infranti sull’indifferenza e l’angheria di chi aveva abbandonato quell’auto senza neppure considerare che quell’uscio è solitamente affollato, ancor più ieri sera per l’eccezionalità dell’evento religioso. Tanto che qualcuno ha persino ipotizzato una volontaria provocazione o l’ipotesi che a parcheggiare sia stato qualcuno inconsapevole delle abitudini del luogo. In ogni caso che si sia trattato di un automobilista (o di un’automobilista) di passaggio, cegliese o venuto da fuori non cambia la gravità del comportamento.

Nel frattempo è stato chiamato il carroattrezzi e provveduto a multare le auto parcheggiate in via Petrarca, mentre a più riprese si è cercato di stare vicino al poveretto che dal canto suo con garbo e dignità minimizzava l’episodio.

L’arrivo del carroattrezzi: l’uomo è libero dopo 45 minuti

Finalmente alle 20,45 e dopo 45 minuti (non c’è stato alcun ritardo imputabile né alla Polizia locale né all’intervento operativo, sono tempi tecnici) l’auto è stata spostata con il carroattrezzi e l’uomo ha potuto finalmente ritrovare la sua libertà. Dell’automobilista nessuna traccia, se non nei verbali per i dovuti provvedimenti sanzionatori.

Resta tuttavia lo stupore della sufficienza e del disprezzo che si ha nei comportamenti quotidiani, non solo dovuti ad una probabile inadeguata sorveglianza quanto alla mancata attenzione che compromette una convivenza rispettosa e civile. L’episodio di via Petrarca è comunque indice di abusi che si osservano sempre più in città, con auto parcheggiate in vie a denso traffico (e spesso ignorate anche da chi ieri sera ha fatto, e bene, il proprio dovere istituzionale e sociale) o abbandonate nella notte in strade trasformate in propri garage, al punto da chiuderle abitualmente (sufficiente fare un giro nella ex zona Villa Valente o nell’area Mammacara).

Alle fine della scorsa estate un altro episodio analogo nel centro storico, con un’auto che per oltre un’ora bloccò l’uscita da casa di una persona che avrebbe dovuto recarsi in ospedale. Solo che in quella occasione il comportamento di chi avrebbe dovuto vigilare e tutelare si rivelò non solo indifferente, ma peggio omertoso. Tuttavia ieri sera, nonostante l’intima vergogna provata, qualcosa è cambiato.

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