Lo scorso 15 dicembre due diverse e contemporanee iniziative a Ceglie Messapica. In Comune la presentazione del progetto di un programma di relazione con i paesi d’oltreadriatico, al Maac la conferenza sull’antico popolo che ha abitato la città nell’era arcaica, iniziativa seguita da numerosi cittadini che hanno affollato la sala per la relazione della professoressa Giovanna Cera
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di Domenico Strada
Il pomeriggio del 15 gennaio scorso, casualmente, a Ceglie Messapica si sono svolti due eventi apparentemente slegati fra loro. Nell’ex convento dei domenicani, la locale amministrazione comunale ha presentato il progetto finanziato dal programma Interreg Ipa South Adriatic, “dedicato alla valorizzazione del patrimonio agro-alimentare attraverso la costituzione di nuove connessioni tra cibo, turismo e industrie culturali e creative, come leva per uno sviluppo turistico sostenibile ed innovativo”.

A tale iniziativa, dell’importo complessivo di circa 825.000,00 euro, di cui circa 683.465,00 euro a carico dell’Unione Europea, partecipano, oltre al comune di Ceglie (come Lead Partner), anche l’Accademia delle Belle Arti di Lecce, l’Albanian Public Theatre, l’Agricolture High School Rakip Kryeziv Fier (Albania), il PI Center for Vocational Education of Montenegro e il Montenegrin Employers Federation. Dalla determinazione n. 16 del 13.1.2026 Area VII Patrimonio e Servizi Informatici (clicca qui per aprire il documento), tra l’altro, si trae che Jean Pierre Urgesi è il coordinatore progettuale (project manager), Giuseppe Ranieri è il responsabile finanziario (financial manager), la quota di competenza del comune di Ceglie Messapica è di 186.295 euro, ed inoltre che “al fine di garantire il corretto svolgimento delle attività progettuali e, in particolare, il supporto alla gestione amministrativa, finanziaria e operativa del progetto … nonché l’assistenza alla rendicontazione e al monitoraggio delle azioni progettuali, si è reso necessario acquisire un servizio specialistico di consulenza e supporto gestionale”.
A tal ultimo scopo è stata individuata la Naps Lab di Bari che ha presentato, per l’effettuazione del servizio richiesto, un preventivo di 64.050,00 euro (Iva al 22% compresa). Si tratta quindi di un complesso di attività molto articolato e finanziato per un importo considerevole, per cui ci si aspetta risultati di pari livello.
Ricerca del Dna dei nostri avi e Carta archeologica per capire chi siamo
Nello stesso pomeriggio del 15 gennaio scorso, presso la sede del Maac, su iniziativa della consigliera comunale Isabella Vitale, la professoressa Giovanna Cera, docente di Topografia Antica del Dipartimento Beni Culturali dell’Università del Salento nonché vice-presidente del corso di Laurea Magistrale in Archeologia, ha tenuto una conferenza, a cui ha partecipato un numero inaspettato di comuni cittadini, sul “Sistema insediativo di Ceglie tra l’età arcaica ed ellenistica” (clicca qui per vedere la registrazione della conferenza), soffermandosi, tra l’altro, sull’importanza della redazione della Carta Archeologica dell’intero territorio comunale, per poter avviare, in sinergia con la Sovrintendenza e la stessa amministrazione locale, campagne di scavo sistematiche per mettere in luce e valorizzare adeguatamente, l’enorme patrimonio storico/culturale della città e poter quindi implementare l’offerta turistica sul piano qualitativo, così come avviene, ormai da anni, negli altri centri che vantano origini messapiche.

Nelle more che si abbia contezza di dettaglio di tutti gli aspetti progettuali co-finanziati dalla Ue, e qualora fosse ancora possibile, sarebbe auspicabile inserirvi, in tale qualificato contesto programmatico anche la redazione della Carta Archeologica nonché l’effettuazione delle analisi per individuare il cosiddetto Dna antico sui resti umani presenti nella tomba messapica del IV sec. a.c. recentemente rinvenuta nel cortile della Scuola Media Vinci, proprio al fine di individuare quei caratteri genetici che potrebbero accumunare i messapi ai popoli dei Balcani e/o dell’area egea. Queste due attività, peraltro dal costo contenuto, rientrano a pieno titolo nel tema generale del finanziamento europeo in quanto riguardano, in sintesi, proprio l’individuazione degli aspetti sviluppatisi a seguito dell’interazione culturale che ha caratterizzato l’area e i popoli fra le due sponde dell’Adriatico meridionale già almeno a partire dall’età del ferro.
Purtroppo tutte le recenti ultime amministrazioni comunali non hanno dato alcuna importanza alla salvaguardia e valorizzazione dell’importante patrimonio archeologico della città, privilegiando altre priorità ed attività. Proprio nell’imminenza delle nuove consultazioni amministrative si è percepito che, almeno fra i cittadini, vi è la consapevolezza che è ormai necessaria una inversione di tendenza.

