All’ospedale di Manduria è stato impiantato un pacemaker biventricolare su una donna di 77 anni: l’intervento è stato eseguito dalla dottoressa Giovanna Rodio, giovane primaria di Ceglie Messapica
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di Damiano Leo

Per la prima volta nel presidio ospedaliero di Manduria “Marianna Giannuzzi” è stato impiantato un pacemaker biventricolare, un dispositivo altamente sofisticato che rappresenta una speranza concreta per chi soffre di gravi forme di scompenso cardiaco.
Questo tipo di pacemaker non si limita a regolare il battito, ma agisce in modo più profondo: coordina il lavoro dei due ventricoli del cuore, che nei pazienti con cardiomiopatia dilatativa spesso battono in modo disallineato, riducendo drasticamente l’efficienza della pompa cardiaca. Il risultato è un miglioramento sensibile della qualità della vita del paziente. La procedura, più complessa rispetto a quella standard, richiede grande esperienza: oltre agli elettrodi tradizionali, è necessario inserire un catetere nel seno coronarico per raggiungere il ventricolo sinistro.
A guidare l’equipe è stata la dottoressa Giovanna Rodio, nativa di Ceglie Messapica, primaria della cardiologia del nosocomio messapico. La primaria cegliese si è avvalsa del supporto del cardiologo Andrea Quaranta e del team degli anestesisti. Protagonista del delicato intervento una donna di 77 anni, sottoposta alla procedura in anestesia locale.

L’esito positivo dell’intervento conferma la maturità raggiunta dal reparto di cardiologia del Giannuzzi. Dove opera, oltre alla cardiologa cegliese, una squadra giovane, ma già capace di confrontarsi con tecnologie e trattamenti di alto livello, portando, anche negli ospedali del territorio, cure che fino a pochi anni fa erano appannaggio esclusivo dei grandi centri.
Con questo pioneristico intervento, una nuova pagina si è aperta nella storia di un ospedale del sud, quello intitolato a Marianna Giannuzzi di Manduria, reso possibile dalle professionalità raggiunte in quella struttura sanitaria e in particolar modo della dottoressa Rodio.
In Puglia sono diversi i centri di eccellenza dove si eseguono l’impianto di pacemaker biventricolare, come l’ospedale Santa Maria di Maria e il Policlinico di Bari, così come nella Cardiologia del Perrino di Brindisi e l’ospedale di Bisceglie sono attivi nell’aritmologia avanzata, ma mai un intervento del genere era stato realizzato in un ospedale di provincia come quello di Manduria.

