Il voto referendario ha bocciato la proposta di riforma costituzionale. Al di là delle aspettative e dei pronostici, sorprende l’esito del voto. Ma soprattutto determina il ritorno dei cittadini alla politica. A Ceglie Messapica i contrari alle modifiche sono stati il 50,37%, un “pareggio” che indica un’attenzione di svolta alla partecipazione e un marcato recupero delle forze progressiste
©
Gli italiani hanno bocciato la proposta di riforma costituzionale del governo con uno scarto di sette punti e mezzo che ha visto l’affermazione del No con il 53,74 per cento, un dato non previsto neppure dai due schieramenti in campo. Ma oltre l’esito del voto, pur fondamentale negli aspetti tecnici della domanda e nel giudizio nei confronti del governo nazionale, emerge – questo sì inaspettato – il ritorno dei cittadini alle urne: quasi il 59% a livello nazionale, il 52% a livello regionale pugliese e il 47,08 per cento a Ceglie Messapica, città dove è stato più marcato l’astensionismo.
L’esito del voto a Ceglie Messapica

Ma oltre all’affluenza, a Ceglie Messapica emerge un altro dato, pur con quello che conta nell’aritmetica nazionale: contro ogni previsione, e sia pur di misura, l’esito dell’urna ha visto il NO superare l’altro fronte con il 50,37%, un esito di misura, di soli 53 voti reali, che indica i pareri contrapposti dei cegliesi, una divisione che però stabilisce un quasi pareggio sulle aspettative della cittadina che però fa emergere il marcato recupero delle forze che hanno sostenuto il No.
L’esito del voto e l’affluenza alle urne in provincia di Brindisi

(Quadro sintetico pubblicato da “Nuovo Quotidiano di Puglia”)
La hit dell’affluenza inversa nei comuni in provincia di Brindisi


