A vent’anni dalla morte, avvenuta quando il sacerdote ne aveva solo 49, il prossimo primo settembre sarà ricordato dinanzi la parrocchia di San Lorenzo. La sua missione nelle Marche con la fondazione di un centro di recupero di ragazzi in difficoltà: oggi persone recuperate e salvate. Ora lo celebra anche Ceglie con l’intitolazione di un luogo vicino alla spiritualità
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di Damiano Leo
Lunedì primo settembre 2025, a Ceglie Messapica, sarà intitolata una piazza a don Rocco Elia, nel giorno del ventennale dalla morte. Intitolazione fortemente voluta dall’intera comunità cegliese e dall’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Angelo Palmisano.
La piazza, che dal primo settembre di quest’anno, porterà il nome di “Don Rocco Elia sacerdote”, si trova nelle adiacenze della chiesa di San Lorenzo da Brindisi, a ridosso del mercato settimanale. Il nome di un altro sacerdote cegliese, a futura memoria e riconoscenza, si andrà ad aggiungere ai tanti che già arricchiscono la odonomastica della città di Ceglie Messapica. L’inaugurazione sarà preceduta da una Santa Messa, alle ore 19, officiata dal parroco della parrocchia di San Lorenzo da Brindisi, don Leonardo Dadamo.
Don Rocco Elia è nato a Ceglie Messapica il 17 Agosto 1956 da Giuseppe e Antonietta Leo. Compiuti gli studi superiori presso il Liceo Scientifico di San Vito dei Normanni, si iscrisse alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Bari.
La sera del 20 ottobre 1978, dopo aver salutato la madre, alla quale aveva espresso il desiderio di voler entrare in seminario, sale sul treno che lo porterà a Fermo, cittadina delle Marche e sede arcivescovile. Lo aveva portato a tale decisione il suo Padre spirituale, un sacerdote domenicano della basilica di San Nicola del capoluogo pugliese e il suo vescovo Mons. Salvatore De Giorgi (futuro cardinale di Palermo, ora emerito). Il giovane seminarista Rocco compie gli studi in breve tempo e viene ordinato presbitero nella Cattedrale di Fermo, consacrato dalle mani di Mons. Cleto Bellucci, il 6 ottobre 1984, decidendo di restare per sempre nella diocesi di quella città.
Don Rocco viene nominato vice parroco a Porto San Giorgio, dove è subito accolto e amato da tutti per la sua apertura verso i più deboli e i più poveri. Nel 1992 fonda, a Porto San Giorgio, l’Associazione di volontari denominata “La strada”, ed insieme a laici impegnati, si occupa di accogliere ed aiutare ragazzi alle prese con la tossicodipendenza, bisognosi di aiuto, aiuta e assiste persone vinte dall’alcol ed è pronto a tendere la mano agli extracomunitari.
Nel 1990, sempre come vice parroco, viene trasferito a San Marco alle Paludi e, pur continuando ad essere il presidente dell’Associazione da lui fondata, chiede di poter dar vita ad una sua comunità terapeutica, alla quale, ottenuto il permesso, dà il nome di “Arcobaleno”. In poco tempo vi aderiscono molti giovani desiderosi di uscire dal tunnel della droga. Don Rocco, per essere all’altezza del suo lavoro, il 22 novembre 1999, si laurea all’Università di Roma in Psicologia, con il massimo dei voti. Quindi, sempre a Roma, si iscrive all’Università Pontificia “Angelicum”, tenuta dai Padri Domenicani, per conseguire il dottorato.
Il suo nuovo vescovo, Mons. Francischetti, lo nomina direttore della Caritas diocesana e parroco a Porto Sant’Elpidio, in un santuario dedicato alla Madonna Addoloraa. Lascia intanto la comunità terapeutica “Arcobaleno” in mano a degli ottimi educatori e si dedica totalmente alla parrocchia. Dal Comune di Sant’Elpidio aveva ottenuto terreno e aiuti economici per costruire una nuova parrocchia, ma un male incurabile non gli permette di portare a termine il progetto.
Don Rocco Elia è anche noto per aver fondato la Corale Polifonica “Città di Porto Sant’Elpidio” nel 2002. Corale che debuttò con un concerto natalizio dopo solo tre mesi di prove.
Il sacerdote cegliese è scomparso prematuramente, ma il suo lascito musicale continua a vivere attraverso la corale e la Rassegna di musica corale che porta il suo nome. Ancora adesso si svolge la Rassegna di musica corale “Don Rocco Elia”, presso la Chiesa della Madonna della Fiducia nella città dove il presbitero ha operato, con la partecipazione di diverse corali provenienti dall’intera regione delle Marche. Questa manifestazione rappresenta un sincero tributo alla sua memoria e al suo contributo alla musica sacra.
Don Rocco è deceduto il primo settembre 2005, all’età di 49 anni, dopo lunga malattia che, comunque, ha affrontato con serenità, lasciando un’impronta indelebile nella comunità che lo aveva accolto come un figlio.
Nel suo testamento, un mese prima della morte, Don Rocco scriveva: “Lascio questo meraviglioso e complesso scenario della vita con una serena e infinita fiducia nell’Amore di Dio… A Lui ho donato la mia piccola vita… amandoLo in ogni uomo, specialmente nei più piccoli, nei più deboli, nei più poveri…”. La sua vita si è consumata per questo ideale.
Per gentile concessione del fratello Pietro, in comunione con i suoi cari, ci piace qui integralmente riportare l’ultima, struggente lettera, scritto di pugno da don Rocco e indirizzata alla sua comunità, datata 31 luglio 2005.
Nell’ultima lettera la testimonianza di una vita dedicata al bisogno degli altri
“Carissimi miei amici,
come tutti ben sapete, io non sto bene da un po’ di mesi per via di un male che da gennaio mi ha fatto sperimentare la malattia, le sofferenze fisiche e mi ha costretto a confrontarmi col dolore, con fragilità e la provvisorietà del tempo. Il Signore però mi ha anche fatto il dono di vivere e accettare la sofferenza e di trasformarla in dono per tutti.
So che voi mi siete stati e mi siete tutti vicini, e ciò è stato ed è per me motivo di profonda gioia, speranza e immensa gratitudine.
La Sacra Scrittura ci ricorda che “i nostri pensieri, non sono i pensieri di Dio” e quindi non conosciamo i Suoi Progetti e la Sua Volontà.
Allora poiché il Signore mi ha fatto il dono di farmi stare per ora meglio, ho pensato (e spero perdonerete la mia presunzione) di avervi tutti con me per incontrarci e dire “GRAZIE” al Signore per il mio 49° compleanno.
Tutti sapete che non ho mai amato le feste e soprattutto festeggiare i miei compleanni e onomastici, quindi per questo ci ritroveremo semplicemente insieme il giorno 17 agosto, mercoledì, nella mia Parrocchia, alla Corva, solo per celebrare una Santa Messa e per vivere insieme un semplice momento di festa. Sarà un motivo per rivederci, riabbracciarci e dirci grazie a vicenda, dicendo innanzitutto grazie al Signore per tutti i doni che Lui ci fa. La Messa sarà alle ore 20,00 e poi terminerà nella semplicità con un piccolo buffet.
Spero che non mancherete e che avremo la gioia di incontrarci. Grazie a tutti e tutti affido all’Amore Misericordioso di Gesù. Prego per tutti e offro la mia piccola sofferenza di questo momento della mia vita per il vostro bene e la vostra felicità. Vi benedico tutti e benedico le vostre famiglie.
Vi voglio bene.
Con affetto, vostro Don Rocco”.
Il suo corpo riposa ora nella nuda terra nel cimitero di Porto San Giorgio, coperto da una umile lapide sulla quale semplicemente c’è scritto: “don Rocco Elia – presbitero”.
L’intera comunità di Ceglie Messapica è invitata, lunedì 1 Settembre 2025, alla cerimonia d’intitolazione di una piazza a lui dedicata, quale segno di riconoscenza per quanto di buono ha fatto il nostro sacerdote, morto prematuramente, lontano dalla sua terra che tanto amava.

