Dal 28 gennaio a Ceglie Messapica tre appuntamenti con il “Teatro da Camera”: si inizia con la vittoria della squadra italiana di ciclismo alle Olimpiadi di Parigi del 1924, mentre il Paese sprofondava nel fascismo. In scena i drammatici giorni di quella estate tra i valori dello sport e il nuovo potere che avanzava
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di Damiano Leo
A cura di Armamaxa, di Ceglie Messapica, inizia venerdì 28 gennaio una Piccola rassegna di “Teatro da Camera”. Tre gli spettacoli in cartellone: il primo è intitolato “Il giro del mondo in 5 minuti”, con Claudio Cremonesi; il secondo, “Barabba”, è in programma per giovedì 19 e vedrà in scena Antonio Tarantino; per il terzo ed ultimo spettacolo della Piccola rassegna, si dovrà aspettare venerdì 20 marzo quando Pietro Verna, Francesco Galizia e Leo Torres, porteranno sul palco del Teatro comunale di Ceglie Messapica, un omaggio a Gianmaria Testa intitolato “L’uomo che sorveglia il cielo”.

Ma veniamo al primo dei tre spettacoli: “Il giro del mondo in 5 minuti”. Ovvero 5 minuti e 15 secondi, perché è questo il tempo con cui la squadra italiana di ciclismo su pista vinse la finale olimpica di Inseguimento a Squadre alle Olimpiadi di Parigi del 1924.
Tra loro c’era Francesco Zucchetti, nato a Cernusco sul Naviglio ventidue anni prima. In quella stessa estate, mentre lui e i suoi compagni, trionfavano a Parigi, l’Italia era sconvolta dal delitto di Giacomo Matteotti e da una serie di eventi funesti che avrebbero scaraventato il Paese nella dittatura fascista.
Ma a Parigi forse non riusciva ad arrivare l’eco lugubre di quei fatti.
Lo sport non è mai solo sport, è un simbolo, racconta del mondo che attraversa, la passione dei suoi campioni come le contraddizioni della società che li acclama.
La piccola grande storia di Francesco Zucchetti incrocia e riflette quella di un Paese, l’Italia, che dopo quell’estate non sarebbe più stato lo stesso, che non si sarebbe accorto di star scivolando in un incubo lungo vent’anni e che ancora oggi fatica a fare i conti col suo passato.
É la storia della riscoperta di una memoria, sportiva e politica, che si vuole compiere attraverso gli occhi di un meccanico di biciclette, specializzato in ruote.
In scena ci sarà un attore-giocoliere. Che diventa artigiano del ricordo, che ha fatto della manualità il suo linguaggio e del corpo la sua voce più sincera. Mentre racconta, il protagonista costruisce davanti agli occhi del pubblico vere e proprie sculture mobili, architetture effimere fatte di equilibrio e pazienza, come la memoria. Manipola, incastra, solleva, fa girare, fa danzare: riparare è un atto di cura, di precisione.
Testo e drammaturgia di Domenico Ferrari. Musiche originali a cura di Alessandro Sicardi. Luci di Simone Pizzi, con scene di Claudio Cremonesi e la regia di Rita Pelusio. “Il giro del mondo in 5 minuti” è portato a Ceglie dalla compagnia PEM Habit Teatrali, fondata nel 2014 da Rita Pelusio e Anna Marcato.

